Mi piacciono i/le transgender, e allora?

Qualche tempo fa, ho condiviso sulla mia pagina facebook Nessun Armadio l’articolo pubblicato dalla blogger Eretica, che raccontava la storia di E., una ragazza attratta dalle persone androgine e/o transgender: https://abbattoimuri.wordpress.com/2015/08/07/mi-piacciono-ile-trans-e-mi-insultano-per-questo/.

Ho lasciato un commento sul blog in cui sottolineo come la stessa comunità lgbt+ abbia un gran bisogno di affrontare di più e con più sincerità le tematiche relative alla transessualità e a come questa è percepita nella società e, con mio grande piacere, l’autrice stessa dell’articolo mi ha contattata, proponendomi di approfondire la tematica in un’intervista.

1. Come hai scoperto di essere attratta dalle persone androgine e/o transgender e come hai reagito a questa consapevolezza?
1. Non sono sicura di aver capito di essere attratta da persone androgine e transgender in un preciso momento, probabilmente l’ho capito poco a poco nel tempo.
Uno dei primi ricordi che ho: ero con mia madre al parco, notai una donna molto mascolina, vestita da uomo con i capelli corti, non riuscivo ad inquadrarla ne come uomo ne come donna, chiesi innocentemente a mia madre: “che cos’è? Un maschio o una femmina?”, lei, che la conosceva di vista, mi rispose che era semplicemente una persona, buona per la precisione!
Uno dei primi giorni alle elementari, in giardino a ricreazione, non avevo compagni con cui giocare perché non conoscevo ancora nessuno, vidi una bimba con i capelli un po’ corti, a quel l’età non era sempre facile riconoscere il genere sessuale di un bambino, ci basavamo sul colore del grembiule, rosa (o al massimo bianco) per le femminucce e azzurro o blu per i maschietti, lei però lo aveva verde, mi piacque molto il colore del suo grembiule, l’unica veramente diversa da tutti. Feci amicizia con lei, nonostante era di un altra classe e ci vedevamo solo in giardino. Nonostante le amicizie poi cambiarono durante l’anno, tempo dopo mi si ruppe il grembiule, andai con mia madre a comprare quello nuovo, e lo scelsi verde. Quella bambina non divenne un transessuale, più tardi diventò più femminile, ma la mia scelta di avere un grembiule verde, così diverso da tutti, mi fa pensare che avevo già le idee chiare sulla mia diversità e che concepivo l’idea di un terzo genere diverso dai soliti due.
L’ultimo caso che ritengo rilevante, fu la mia prima cotta, mi invaghii di un ragazzino più grande di due anni, lui ne aveva 12 ed era diverso da tutti i suoi e i miei coetanei, era molto androgino, capelli lunghi e vestiva non proprio da maschietto, ma era bellissimo, capii di esserne cotta perché con tutti, sia maschi che femmine, non avevo problemi a dialogare e giocare, ma con lui non riuscii proprio a parlarci, ero troppo insicura per via dell’attrazione che provavo.
Insomma credo di averlo capito già da piccola, poi, con il passare del tempo, nell’età adolescenziale, utilizzando quotidiani, riviste e, in seguito, internet, capii che quello che dentro di me consideravo il “terzo sesso” era l’unico che mi interessava davvero.

2. Dalle tue parole si capisce che eri abbastanza consapevole della tua sessualità già fin da piccola. A tal proposito vorrei chiederti: cosa ne pensi di chi dice che i bambini non sono in grado di riconoscere il proprio orientamento o identità di genere? Te lo chiedo perché molti ragazzini e ragazzine si sentono mortificati dal fatto che, quando provano a esprimere i propri sentimenti, gli adulti dicono loro che è troppo presto per sapere queste cose e che le capiranno solo da grandi! Pensi che questo possa costituire un freno per i bambini e aumentare la loro sensazione di essere incompresi, oppure credi che in effetti la consapevolezza vera di sé arrivi con la maturità?
2. Qualsiasi giudizio degli adulti del genere “tu non sai…” fa sentire i bambini incompresi, però penso che allo stesso tempo sia vero, un bambino di 5 anni probabilmente ha già qualche idea sul suo orientamento sessuale e sulla sua identità di genere, ma fino all’inizio del l’adolescenza non c’è ragione di pensarci, da un lato non si può iniziare la transizione, dal altro i gusti a volte cambiano proprio con l’adolescenza. L’importante è che i bambini capiscano di essere amati indipentemente dal loro orientamento e dalla loro identità di genere, altrimenti soffriranno la solitudine e cercheranno di reprimere i sentimenti.

3. In base alla tua esperienza, quali credi che siano le maggiori difficoltà che le persone transgender incontrano nella vita di tutti i giorni?
3. “Ogni mattina in Italia, quando sorge il sole una transessuale si sveglia, sa che dovrà correre più del leone o verrà uccisa.
Ogni mattina in Italia, quando sorge il sole un transessuale si sveglia, sa che dovrà correre più della iena o sarà mangiato.
Ogni mattina in Italia, non importa che tu sia un trans o una trans, l’importante è che tu incominci a correre.” (semicit.)
Sono molti i problemi che i/le transgender, e in parte anche uomini effeminati e donne mascoline, affrontano ogni giorno, quello che più mi ha colpito, che affligge tutt’ora anche il mio partner in Germania, è la fatidica domanda: “Oggi uscirò di casa?”, ogni mattina ci auguriamo il buongiorno e io gli domando questa cosa, mi piange il cuore ammetterlo ma gran parte delle volte la risposta è negativa, anche se poi magari trova la forza per uscire. Per essere transessuale, sia FtM che MtF, ci vuole un carattere forte, bisogna essere superiori e tenere sempre la testa alta.
Alcuni transgender che ho conosciuto avevano difficoltà nell’accettare la propria voce, mascella larga, pomo d’Adamo e barba per i MtF, seno, fianchi larghi e altezza minuta per i FtM, ma in quasi tutti i casi le difficoltà maggiori sono quelle di trovare un lavoro e avere al fianco la propria famiglia.
Anche il “test dello specchio” è molto diverso da quello che affrontiamo noi cisgender quotidianamente, non ci si chiede semplicemente se abbiamo bisogno di lavarci i capelli, un trucco più pesante o un caffè doppio, per un transgender guardarsi allo specchio può far migliorare la giornata oppure far partire col piede sbagliato l’intero mese.
Un’altra enorme difficoltà è rappresentata dal sesso, a differenza di ciò che l’opinione pubblica pensa, molti/e trans hanno profondi problemi a spogliarsi e a fare sesso, molti solo per amore potrebbero farlo, certo esistono anche le professioniste del sesso, ma sono una minoranza.

4. Parli con grande chiarezza dei problemi delle persone transgender e anche del loro rapporto difficile col proprio corpo e col sesso. Pensi che queste difficoltà siano da imputare principalmente alla disforia di genere, quindi a una causa patologica, oppure all’atteggiamento di rifiuto degli altri nei loro confronti, o entrambe le cose? In altre parole, una persona trans ha più difficoltà ad accettarsi perché è nata “nel corpo sbagliato” o perché i suoi tentativi di essere se stess* vengono continuamente frustrati da chi gli/le sta intorno?
4. I problemi maggiori che soffrono i/le trans sono causati senza dubbio dalle opinioni degli altri, è chiaro che se fossero tutti transofili come me, quando si vedono allo specchio e notano di essere un perfetto mix tra uomo e donna saranno contenti perché alla gente piace… Ovviamente i “mix” piacciono poco quindi gran parte del problema nell’accettarsi è dovuto a chi ci sta intorno. In minor parte, a mio parere, influisce anche la causa patologica, è ovvio che se la mente sente di appartenere a un corpo femminile, ma la forma del fisico è maschile, ci sarà sempre un certo disagio, finquando ormoni e chirurgia non cambino la situazione.

5. Perché secondo te anche in ambienti più aperti di quelli tradizionali, come le comunità femminista e lgbt+, l’attrazione verso le persone transgender è considerata “strana”?
5. L’attrazione verso i/le transgender generalmente è accettata dalla comunità LGBT+, ma la stupidità umana c’è sempre stata, non termina certo quando scopri di essere gay o lesbica, se sei nato quadrato non muori tondo, difenderai i tuoi diritti ma non è detto che i diritti degli altri ti interessino. Da generazioni i trans vengono ostracizzati e ghettizzati, molti dei pensieri che avevano i nostri bisnonni ci sono stati tramandati, perciò, come era strano in passato, essere attratti dai transessuali potrebbe essere motivo di contrasti (rapportati ovviamente al periodo in cui viviamo), il nostro bisnonno magari denunciava i transofili agli squadristi fascisti, noi oggi ridiamo alle loro spalle, la differenza è netta ma il pensiero si è tramandato nelle generazioni.

6. Il fatto che la tua sessualità non sia definita dalle etichette tradizionali (etero, gay, bisex) ti fa sentire più libera o al contrario credi che sia un motivo di debolezza o di confusione per te?
6. In passato era motivo di debolezza, mi vergognavo con me stessa a guardare le persone che mi piacevano, ero convinta che mi attraevano per alcune loro caratteristiche da uomo/donna, volevo autoconvincermi di essere etero/lesbica, per essere un tantino più “normale”. Tutt’ora non mi sento più libera, credo di aver inquadrato perfettamente ormai il mio orientamento sessuale, grazie a un commento ricevuto da una delle transessuali storiche d’Italia, Mirella Izzo, ho persino trovato due termini per definire il mio orientamento: androginofila e transofila. Mi sento solo particolare e diversa sotto quest’aspetto dal resto della gente, ma ognuno ha le proprie diversità.

7. Secondo te di chi sono le principali responsabilità nell’ignoranza e/o cattiveria che riscontri tra le persone (scuola, media, chiesa, governo etc)?
7. Tutti quelli che hai citato senza dubbio, ma soprattutto la colpa è del passato, la gente muore ma la cattiveria sopravvive con i propri discendenti.
Riguardo alle sopracitate governo e media sono un tutt’uno praticamente, la chiesa che ne parliamo a fare… In riferimento alla scuola, ho un aneddoto, alle elementari nella mia classe maschi e femmine avevano gli appendiabiti separati, a destra dell’ingresso gli uni e a sinistra gli altri, poteva capitare di passare nella “zona” adibita agli zaini e le sacchette del sesso opposto, in quel caso partivano le prese in giro “Ahahahahaha sei un maschio! Sei un trans!”, alcuni maschietti si divertivano a lanciare diari o altri oggetti dei compagni, i quali pur di non passare nella zona nemica per raccoglierli, chiedevano alle femmine di passarglieli. Tutto ciò è ovviamente dipeso dai genitori e dall’ambiente dove si è cresciuti, a 5 anni quello che sai lo hai imparato a casa.
L’ignoranza è tramandata dai giornali, io ero molto interessata a tutto ciò che concerne gli LGBT, con chiaramente interesse maggiore per i transessuali, per molto tempo ho ritagliato articolo, fotografie, racconti, qualunque cosa trovassi sui transgender, utilizzando quotidiani gratuiti e riviste varie, avevo un quaderno ben organizzato con tutte le informazioni, aggiungevo delle parti scritte a mano con ciò che imparavo dalla TV. Alla fine sapevo ben poco, il 90% delle notizie erano su prostitute transessuali. Oggi i media sono più imparziali e spiegano molte cose, sono di facile reperibilità documentari, film e notiziari che affrontano questi argomenti. In TV parlano anche di persone come Andreja Pejic, Chris Tina Bruce o Norrie May Welby, 10 anni fa era fantascienza pensare di vedere una persona agender raccontare la sua storia e il significato che può avere per lui quel termine.
Insomma a mio parere alcuni media stanno raccontando qualcosa di utile, ma la mentalità ottusa che è arrivata dai nostri avi, difficilmente scomparirà grazie a media e governi, sono le persone che devono cambiare prima.

Ringrazio di cuore E. per la sua disponibilità e per aver condiviso con noi la sua storia e i suoi pensieri. Ricordo anche a te che stai leggendo che se vuoi raccontarmi di te, anche in forma anonima, sarò felice di ascoltarti!

Vulcanica

“Ho tentato il suicidio, ma poi ho scelto di darmi l’opportunità di essere felice!”

Quella con Juanita è una delle prime interviste che ho raccolto, ma ho deciso di pubblicarla per ultima, come conclusione del mio Progetto, perché credo che raccolga in sè molte delle tematiche comunemente trattate ed è sicuramente una delle storie più interessanti e toccanti che ho incontrato. Ringrazio moltissimo Juanita per aver condiviso le sue esperienze e auguro a tutti una buona lettura!

– Prima di tutto, tu sei una donna intersessuale. Che significa? Come lo spiegheresti a chi non ha mai sentito questa parola?
– Intersessuale si riferisce a una varietà di condizioni mediche. Alcune di queste sono visibili fin dalla nascita. Ne sono esempi le persone che nascono con genitali ambigui, ma alcune di queste condizioni invece si scoprono solo quando la persona è molto più grande perché sono nascoste nel corpo. Io per esempio ho scoperto di essere nata intersessuale a 34 anni. Sono stati i medici e i miei genitori a prendere decisioni riguardo al mio genere. Loro hanno deciso di rendermi un maschio e hanno fatto degli interventi chirurgici riparativi su di me.

– Tu credi nel tradizionale dualismo maschio/femmina o ti identifichi in una definizione più fluida?
– Io personalmente mi identifico come donna ma probabilmente appaio più neutrale nella vita di tutti i giorni.

– E riguardo all’amore? Pensi che potresti sperimentare amore o attrazione verso qualcuno indipendentemente dal genere oppure vivi attrazione sessuali e hai relazioni soltanto con gli uomini/le donne?
– Io sono sempre stata attratta dalle donne. A causa della mia situazione, ho sempre pensato che non avrei mai fatto esperienza dell’amore. In ogni caso, sono stata fortunata a incontrare la donna più meravigliosa del mondo, che mi ama e mi sostiene. Siamo profondamente innamorate.

– Tu vivi in Sud Africa. Com’è la situazione riguardo alla comunità lgbtqi nel tuo paese? Hai mai pensato di trasferirti a causa della tua identità di genere?
– Il Sud Africa ha le leggi più avanzate e progressiste del mondo riguardo alle persone lgbtqi. Tuttavia, l’atteggiamento della società rimane estremamente negativo a causa di di diverse tradizioni culturali e religiose. Cose come “lo stupro correttivo” sono ancora ritenute valide da alcuni uomini in molte culture qui come un metodo per curare il lesbismo. Perciò, sebbene la legge ci protegga, la situazione resta difficile perché manca l’applicazione della legge e un atteggiamento favorevole da parte delle persone. Sto seriamente pensando di trasferirmi in un altro paese. Una persona intersessuale/transgender è particolarmente esposta e questo ti rende facilmente vittima di bullismo e discriminazione. Io vivo nella continua paura e raramente esco di casa da sola.

– Quali sono state le reazioni della tua famiglia e dei tuoi amici alla tua identità di genere? Sei mai stata discriminata per questo?
– Ho vissuto in solitudine per tutta la vita. Le poche persone con cui mi sono dichiarata hanno avuto reazioni differenti. Alcune non hanno più voluto vedermi, ma una o due mi sono rimaste accanto. Il mio papà è morto, ma mia madre sa della mia intersessualità. Non sa che ho deciso di abbracciare il mio lato femminile perché so che a causa di questo mi caccerà via dalla sua vita. Ho vissuto molti episodi di bullismo nella mia vita. Fin dagli anni della scuola ero sotto pressione perché mi comportavo in maniera diversa dalla norma. Quando ho iniziato il mio processo di transizione qualche anno fa, nel 2012, sono stata vittima di un attacco di cyber bullismo su Facebook. La mia foto è stata postata su cinque pagine con il mio nome e i dettagli del contatto e ho praticamente subito outing (dichiarazione forzata della propria sessualità da parte di terzi, ndt). Ho 30 fotografie di schermate depositate in uno studio legale con tutti gli insulti e le minacce di morte che ho subito a quel tempo. Finora non ho vissuto forti episodi di discriminazione tranne qualche servizio ogni tanto che mi viene negato dall’azienda di turno sulla base di chi e che cosa sono.

In molti paesi ci sono ancora tentativi di curare l’omo/bi/transsessualità come una “malattia”. Cosa ne pensi? La religione ha un ruolo importante in questo atteggiamento, secondo te, e come credi che si possa cambiare?
– Questo mi spezza il cuore. Queste cose non sono malattie, è il modo in cui siamo nati ed è così che siamo individui unici. Sono una persona di fede e ho attraversato il mio personale “esorcismo” per guarirmi da parte della chiesa. L’anno scorso sono quasi stata forzata a partecipare ad una terapia riparativa. Tutto ciò mi ha portato a mettere in dubbio la mia fede e ho perso molta fiducia nelle persone religiose. Attualmente sto scrivendo molti articoli per una rivista dedicata alle donne qui in Sud Africa per cercare di educare le persone (i link sono in fondo all’intervista, ndt). Ma quando c’è di mezzo la religione, cercare di educare e informare la gente resta una perdita di tempo e di energia.

– Sei mai stata rifiutata o hai perso un amico o una persona cara a causa della tua identità di genere? Se sì, come hai superato la cosa?
– Quando sei intersex/transgender, questo diventa qualcosa a cui ti abitui. Ho perso molti amici intimi. La maggior parte di loro non mi hanno mai spiegato perché mi abbiano abbandonato. Una volta ci restavo molto male. Piangevo per giorni ed ero molto depressa. Ho imparato, tuttavia, che nella vita non ti servono tanti amici. Hai solo bisogno di una manciata di amici veri e leali. Ne ho persi così tanti che ora sono immune al dolore e al senso di rifiuto. Una volta ci mettevo mesi a superare cose del genere, ora solo qualche giorno. Triste ma vero.

– Tu hai deciso di iniziare una transizione. Cosa significa? Perché lo hai fatto? Quali sono i possibili sentieri da percorrere? Quali sono le difficoltà del processo e come stai vivendo la tua decisione?
– Transizione significa attraversare un lungo processo per allineare la tua mente e la tua anima, che ti rendono ciò che sei, con il tuo corpo. Nelle persone transgender l’identità di genere non è allineata con i loro corpi e questo processo aiuta a risolvere il problema. Si tratta di terapia psicologica, trattamenti ormonali e alla fine chirurgia di riassegnazione del genere. I miei genitori mi hanno cresciuto come un ragazzo. Venivo picchiata ogniqualvolta mostravo tendenze femminili. Ho sviluppato un senso di odio per me stessa e a otto anni ho tentato il suicidio per la prima volta. Il mio odio per me stessa e la mia depressione si sono rafforzati con l’età e a diciotto anni avevo già tentato di uccidermi altre due volte. Durante la pubertà ho iniziato ad avere comportamenti autolesionisti perché ero così disgustata con chi e cosa ero. Solo a 32 anni, dopo aver combattuto per anni con la depressione, ho incontrato una donna che mi ha cambiato la vita. Lei non mi conosceva, ma era una delle poche che mi vedeva sia come uomo che come donna e mi ha spiegato che c’era qualcosa di speciale nel mio lato femminile. Questa è stata la prima volta che ho pensato alla transizione. Il giorno in cui ho deciso di intraprendere la transizione è stato il giorno in cui ho capito che essere un uomo mi stava uccidendo. Era solo questione di tempo prima che cercassi di nuovo di ammazzarmi e questa volta sapevo che ci sarei riuscita. Ho deciso di effettuare la transizione per dare a me stessa un’opportunità di vivere ed essere felice. Io ho scelto la vita! Per me, personalmente, non c’è una possibilità alternativa perché non voglio più vivere in questo modo. La difficoltà più grande del processo probabilmente consiste nel denaro e nel tempo necessario. L’ospedale pubblico ha approvato la mia richiesta di intervento, ma dovrò aspettare anni prima che succeda. Se avessi i soldi potrei farlo in qualsiasi momento. Il procedimento richiede tempo perché lo psichiatra vuole accertarsi che tu sia pronto per questo grande cambiamento e cose come queste possono richiedere uno o due anni solo per ottenere l’approvazione finale. Io sono fortunata perché il mio stato di intersessuale ha accelerato questa fase, ma ora sto aspettando di poter fare l’operazione. Vorrei avere maggior sostegno da parte della mia famiglia e degli amici, così avrei potuto iniziare prima questo processo, ma sono molto felice di aver deciso di intraprendere questa strada. Ha cambiato la mia vita in modo positivo.

– Cosa diresti a un ragazzo o una ragazza che vive la tua stessa situazione?
– Per quanto la strada sia difficile, è meglio accettare te stesso per la bellissima e fantastica persona che sei. Ed è meglio percorrere questo viaggio ed essere felice piuttosto che rimanere infelice per tutta la vita. Questa cosa non se ne andrà mai perciò è meglio essere te stesso, sempre. Sii quel che sei!

– Perché credi che così tante persone odiano i non eterosessuali? Perché ci sono così tanti casi di bullismo e violenza e cosa pensi che debba essere fatto per cambiare la situazione?
– La prima ragione che mi viene in mente è la religione. Le persone di fede combattono sempre contro le persone e le cose che percepiscono e a cui pensano come sbagliate o peccaminose. L’altra ragione è probabilmente culturale. Le persone sono così orgogliose della loro cultura e appartenenza etnica che qualsiasi cosa che credono possa danneggiare la loro cultura è vista come una minaccia e quindi la combattono. Trovare una soluzione è difficile perché quando qualcuno è fermo sulle sue convinzioni non puoi fare molto per avere la meglio. Io cerco di fare del mio meglio per informare chi posso riguardo alla questione dei trans, con la speranza di poter cambiare le opinioni di alcune persone.

– Come credi che cambieranno le cose nei prossimi dieci anni per le persone intersessuali?
– In Sud Africa, purtroppo, non vedo molto cambiamento. In altre parti del mondo come Australia, Germania e India un terzo sesso è riconosciuto e penso che più paesi daranno agli intersessuali quest’opzione. Anche se la maggior parte della gente preferisce essere maschio o femmina, ricevere l’opportunità di registrarti come appartenente a un terzo sesso ti dà riconoscimento e accesso ai trattamenti medici. Con i miei documenti che dicono che sono un uomo e i miei medici che mi trattano come una donna, ho un sostegno molto scarso da parte dell’assicurazione sanitaria, ad esempio, e ci sono sempre problemi quando devo prendere medicine che sono destinate a persone del genere opposto.

– Cosa pensi debba essere insegnato ai giovani e ai bambini riguardo all’orientamento sessuale e all’identità di genere?
– In un mondo ideale ai ragazzi bisognerebbe insegnare ad essere fedeli a se stessi e che possono amare chi vogliono. Dovrebbero sapere che hanno la libertà di scegliere per se stessi. Per quel che riguarda il genere, si possono discutere queste questioni solo con ragazzi abbastanza grandi da capire. Educare correttemente i bambini è estremamente importante. Tutte le forme d’odio come razzismo, omofobia e transfobia sono cose che vengono assimilate dai bambini quando sono ancora piccoli. Si dovrebbe insegnare loro ad accettare le persone e che tutte le forme d’odio sono sbagliate.

– Cosa pensi riguardo al coming out? Credi che tutti dovrebbero dichiararsi orgogliosamente oppure in alcuni casi suggerisci di restare silenziosi a riguardo?
– Penso che dichiararsi sia la cosa più bella e liberatoria che una persona possa fare. Per me, personalmente, non è sempre facile e alla fine sono le circostanze a determinare se è il caso o no di farlo. Se non sei al sicuro, forse è meglio rimanere in silenzio.

– Hai bambini? Se non ne hai, ti piacerebbe? Come credi che la tua identità di genere e il tuo orientamento sessuale potrebbero influenzare la crescita dei tuoi bambini?
– Ho sempre sognato di avere dei bambini. Mi sarebbe piaciuto così tanto essere la mamma di un piccolino. Ho deciso, tuttavia, di non inseguire questo sogno. Sapendo quel che ho attraversato nel mio passato, non voglio che mio figlio debba affrontare alcuna forma di odio o bullismo a causa della diversità della sua mamma.

– Quali sono le tue speranze per il futuro?
– La mia speranza è di attraversare al più presto la mia transizione e vivere il resto della mia vita in pace con me stessa con la mia stupenda fidanzata. La mia speranza è anche che più persona ci vedano come uomini e donne normali e che la comunità trans e intersex ottenga un miglior sostegno.

– C’è qualcos’altro che vorresti dire a chi legge?
– Il mio nome è Juanita van Zyl e sono una donna transessuale/intersessuale. Uso le etichette soltanto perché le persone hanno il diritto di sapere da dove vengo. Ora che lo sapete: sono Juanita van Zyl, una donna che vive in un paese meraviglioso di nome Sud Africa. La mia vita è stata una battaglia, a volte sembra una guerra. Una guerra che ho combattuto contro me stessa fin da quando ero molto giovane. Per molto tempo ho rischiato di perdere questa battaglia, fino al giorno in cui ho deciso di seguire il mio cuore ed essere fedele a me stessa. Da una battaglia interiore di grave odio verso me stessa e pensieri suicidi, sono approdata a un luogo di pace e armonia, un luogo in cui sono felice della donna che sono diventata. Ho superato la mia guerra interiore, ma ora c’è da combattere una guerra verso l’esterno, una guerra per trovare accettazione e sostegno in un mondo pieno di odio. Molti criticano le persone come me. Alcuni non ci accetteranno mai per quel che siamo davvero. Non posso far cambiare idea a queste persone, ma posso chiedere rispetto. Non sei costretto ad apprezzare me o le altre persone come me, ma per favore rispettaci come noi rispettiamo te. Meritiamo di essere felici, come chiunque altro. Voglio che le persone ricordino che questo viaggio non è facile e nessun trans seguirà mai un percorso come questo se non è abbastanza forte e non lo desidera profondamente. Non è una scelta! Attraversare tutti questi trattamenti, il dolore fisico e psicologico, tutto questo può essere affrontato soltanto da coloro che davvero non possono vivere in nessun altro modo. Abbiamo bisogno di percorrere ogni strada per essere noi stessi. Per coloro che combattono con la propria identità di genere, ricordate che non siete soli. Siete persone bellissime. Ricordate di ascoltare il vostro cuore e seguire i vostri sogni. Sì, la transizione è dura ma alla fine ne vale davvero la pena. Il bruco deve attraversare l’oscurità e alla fine uscire fuori dal suo bozzolo per mostrare al mondo la sua vera forza e bellezza. Questa è una metafora meravigliosa per il percorso di transizione. Non rinunciate mai e credete sempre in voi stessi. Voi siete bellissimi. Per tutti coloro che ci sostengono, grazie dal profondo del cuore per il vostro amore e supporto. In un mondo difficile e ostile, voi ci date l’amore, la determinazione e il coraggio di continuare a combattere nonostante tutta la negatività. Voi siete importanti per ognuno di noi e ci aiutate a rendere più facile una strada che è davvero difficile. Voglio mandare il mio amore a tutti coloro che leggeranno quest’intervista.

Questi sono gli articoli che Juanita ha scritto per women24, usando un nome falso per proteggere la sua identità (mi ha autorizzato a linkarli qui):
Il più recente: http://www.women24.com/Wellness/BodyAndSpirit/Transgender-Day-of-Remembrance-20141118
I più vecchi:
http://www.women24.com/Wellness/BodyAndSpirit/When-you-think-your-child-might-be-transgender-20141029
http://www.women24.com/Wellness/Body/Searching-for-answers-What-is-intersex-20141110

La mia storia:
http://www.women24.com/Wellness/BodyAndSpirit/A-girl-trapped-in-a-boys-body-20131106
http://www.women24.com/Wellness/BodyAndSpirit/How-I-became-a-woman-20131108
http://www.women24.com/Wellness/BodyAndSpirit/My-double-life-20131112

The interview with Juanita was one of the first ones that I collected, but I decided to keep it as “last but not least”, as a conclusion of my Project, since I belive it can express many of the common topics and it’s surely one of the most significant and touching stories I met during this journey. I truly and sincerely thank Juanita for sharing her experiences with me and I wish you all have a good read!

– First of all, you’re an intersex woman. What does it mean? How would you explain it to someone who’s never heard the word?
– Intersex refers to a variety of medical conditions. Some of these conditions are visible at birth. Examples are people born with unambiguous genitalia, but some of these conditions are only discovered when I person is much older since the evidence is hidden inside the person’s body. I, for one, discovered I was born intersex at age 34. Decisions were made about my gender by my doctors and my parents and they decided to make me male and corrective surgery was performed on me.

– Do you believe in the traditional male/female dualism or do you identify yourself in some more fluid definition? 
– I, myself, identify as a woman although I probably appear more gender neutral in everyday life.

– What about love? Do you think you could love or be attracted by someone regardless of their gender or do you only experiment sexual attraction and have relationships with men/women? 
– I have always been attracted to women. Because of my situation I always believed that love was something I would never experience. I was, however, lucky to meet the most wonderful, loving and supportive woman in the world. We are deeply in love.

– You live in South Africa. How is the situation about the lgbtqi world in your country? Have you ever considered moving abroad because of your gender identity?
– South Africa has the most progressive and advanced laws in the world when it comes to LGBTQI people. The attitude of the general public, however, remains extremely negative due to various cultural and religious beliefs. Aspects such as “corrective rape” is still believed by some men in many cultures here as a method to cure lesbianism. So, despite the law protecting us, it still remains difficult due to a lack of implementations of laws and the attitudes of people. I am seriously considering moving away to another country. Being intersex/transgender, you stand out and that opens you up to a lot of bullying and victimisation. I live in constant fear and rarely go out on my own.

– What were your family and friends’ reactions to your gender identity?
Have you ever been bullied or felt discriminated against?
– I lived as a loner all my life. The few people I came out too had mixed
reactions. Some of them never want to see me again, but one or two remained supportive. My dad passed away, but my mom knows about my intersex condition.
She doesn’t know that I have embraced my female side because I know she will kick me out of her life. I have had a lot of bullying in my life. From school years I was always teased because I acted differently than the norm. When I started my transition a few years ago (2012) I was the victim of a cyber bullying attack on Facebook. My photo was posted on 5 pages with my name and contact details and I was basically “outed”. I have 30 screen captures on record at a law firm with all the insults and death threats that was made against me me at that time. So far I haven’t experienced a lot of discrimination apart from the odd company here and there that refuse me services based on who and what I am.

– In many countries there are still attempts to treat homo/bi/transsexuality
as a “disease”. What do you think about it? Does religion play an
important role in this attitude in your opinion and how do you think it can
change?
– For me, this is heartbreaking. None of this is a disease. This is how we
are born and put together as unique individuals. I am a person of faith and I was put through my own “exorcism” to
heal me by my church. Last year I was almost tricked into going for reparative therapy. All this has made me question my faith a lot and I have lost a lot of faith in religious people. 
I am doing a lot of writing these days for a popular women’s news page here in South Africa to try and educate people. As far as religion goes, that remains a waste of time and energy to try and educate them.

– Have you ever been refused or lost a friend or person you loved because of your gender identity? If yes, how did you manage to go through it? 
– Being intersex/transgender this actually becomes something you get used to. I have lost a lot of very close friends. Most of them never gave me reasons for leaving. I used to take it very badly. I cried for days and was very depressed. I have learned, however, you don’t need a lot of friends in your life. You only need a handful of true and loyal friends. 
Having lost so many, I have become immune to the hurt and rejection. It used to take me months to get over things like that. Now just a few days. This is a sad reality.

– You chose to start with transition. What does it mean? Why did you do that? What are the alternative paths? What are the difficulties of the process and how are you living with your decision?
– To transition means you go through a lengthy process to align your mind and soul, that what makes you who you are, with your body. Transgender people’s gender identity doesn’t align with their bodies and this process help to fix that problem. It consists of psychological therapy, hormone treatments and eventually gender reassignment surgery. 
My parents raised me as a boy. I was always beaten when I showed any female tendencies. I developed a sense of self hate and age 8 I survived my first suicide attempt. My self hate and depression only grew stronger with age and by 18 I had survived two more suicide attempts. During puberty I started to hurt myself because I was so disgusted with who and what I was. It was only when I was 32, after years of struggling with depression that I met a lady who changed my life. She didn’t know me, but she was one of the few people that saw me both as male and female and she told me back then that there was something special about my female side. This was the first time I thought about transitioning.The day I decided to transition was the day I realised that being male was killing me. It was only a matter of time before I would try to kill myself again and this time I knew I would not fail. I chose to transition to give me an opportunity to live and be happy. I chose life!
For me, personally, there isn’t another path because I just would not want to live anymore.
The biggest difficulty of the process is probably funding and time. I have been approved for my surgery at a government hospital, but I will have to wait years before that might happen. If I had the funds, I could do the operation any time. The process is lengthy because Psychiatrist want to make sure you are ready for this big life change and things like that can take one to two years just to get the final ok. I was lucky that my intersex status fast tracked that process, but now the wait to receive my operation.
I wish I had better support from family and friends so that I could have
started this process earlier, but I am extremely happy I decided to go on this journey. It changed my life in a positive way. 

– What would you say to a young boy or girl who lives the same situation? 
– As difficult as this road is, it is better to accept yourself for the beautiful
and amazing person you are. It is better to walk this journey and be happy, than it is to be miserable your entire life. This never goes away and it is best to be yourself, always. You be YOU!!!!!

Why do you think so many people hate non heterosexual people? Why are there so many cases of bullyism and violence and what do you think should be done to change the situation?
– First reason I think of is religion. People of faith always fight against
people and things they perceive and are taught as being wrong or sinful. The next reason is probably a cultural thing. People are so proud of their culture and/or ethnicity that anything that they feel might harm their culture is seen as a threat and therefore they fight against it. It is so difficult to find a solution because when someone is set in their ways you cannot do much to win them over. I do try my best to educate who I can about trans issues with the hope that I can change a few minds. 

– How do you think things will change in the next ten year for intersex people? 
– In South Africa, sadly, I don’t see a lot changing. In other parts of the world like Australia, Germany and India a third sex is recognised and I feel more countries will give intersex people that option. Although most people prefer to be male or female, being given the opportunity to register yourself as a third sex gives you recognition as well as access to medical treatments. With my ID being male and my doctors treating me as female, I get very little support from medical insurance for instance and there are always issues when you have to get medicine that is supposed to be for the opposite gender.

– What do you think should be taught to young people and kids about sexual orientation and gender identity? 
– In an ideal world young children should be taught to be true to themselves and that they can love whoever they want to. They should know they have the freedom to choose for themselves. As far as gender goes, you can only discuss those issues with them when they are old enough to understand. Educating children correctly is massively important. All forms of hate such as racism, homophobia and transphobia, are things that are taught to children when they are young. They should be taught to accept people and that any form of hate is wrong.

– What do you think about coming out? Do you think everyone should proudly speak of himself/herself or there are certain cases in which you suggest being silent about it?
– I think coming out is the most wonderful and liberating thing anyone can do. For me, personally, this is not always easy since your circumstances finally determine if you are safe to come out. If you are not safe, it might be better to be silent.

– Do you have kids? If you don’t, would you like to? How do you think your gender identity and sexual orientation would affect your kids growth? 
– I always dreamed of having kids. I would have loved it so much to be a mom to a little one. I decided, however, not to pursue this dream. Knowing what I have gone through in my past I don’t want any child of mine to have to face any form of hate or bullying since their mom is different.

– What are your hopes for the future? 
– My Hope is to get through my process sooner rather than later and to live the rest of my life as my authentic self with my beautiful girlfriend. My hope is also that more people will see us as normal men and women and that the trans and intersex community will get better support.

– Is there something else you’d like to tell your readers?
– My name is Juanita van Zyl, and I am a transgender/intersex woman. I only use labels out of respect because people have the right to know where I come from. Now that you know: I am Juanita van Zyl, a woman who lives in a beautiful country called South Africa. My life has been a battle, sometimes it feels like a war. It is a war I fought with myself from a very young age. I was losing the battle for a very long time until the day I decided to follow my heart and be true to myself. From an internal battle of severe self hate and thoughts of suicide, to a place of peace and harmony, a place where I am happy with the woman I have become. I have overcome my internal war, but now the fight is the external war, a war to find acceptance and support in a world that is full of hate. Many are critical of people like me. Some will never accept us for who we truly are. I cannot change minds, but I can ask for respect. You don’t have to like me or other people like me, but please respect us as we respect you. We deserve happiness just like anyone else. I want people to remember that this journey isn’t easy and no transgender person will ever follow this path if they are not strong enough and they don’t want this bad enough. It is not a choice! To go through all the treatments, the physical and emotional pain can only be done by those who truly cannot live life in any other way. We need to be ourselves in every possible way. To those who struggle with their gender identity, remember you are not alone. You are a beautiful person. Remember to listen to your heart and follow your dreams. Yes, transitioning is hard but in the end it is so worth it. The caterpillar has to go through the darkness and eventually struggle out of its cocoon to show the world its true strength and beauty. What a beautiful metaphor for this transition journey. Never give up and always believe in yourself. You are beautiful. To all our supporters, thank you from the bottom of my heart for all your love and support. In a difficult and hateful world, you give us the love, motivation and courage to force ahead despite all the negativity. You are important to each one of us and you help to make a difficult road so much easier. Sending out my love to those who read this.

These are the articles Juanita wrote for women24, using a fake name to protect her identity (she gave me the permission to link them here):

Latest article: http://www.women24.com/Wellness/BodyAndSpirit/Transgender-Day-of-Remembrance-20141118
Older ones:
http://www.women24.com/Wellness/BodyAndSpirit/When-you-think-your-child-might-be-transgender-20141029
http://www.women24.com/Wellness/Body/Searching-for-answers-What-is-intersex-20141110

My Story:
http://www.women24.com/Wellness/BodyAndSpirit/A-girl-trapped-in-a-boys-body-20131106
http://www.women24.com/Wellness/BodyAndSpirit/How-I-became-a-woman-20131108
http://www.women24.com/Wellness/BodyAndSpirit/My-double-life-20131112

“L’amore non è un privilegio per gli eterosessuali”: le parole di una coppia gay

Oggi intervisto con piacere il roscio e il moro, una coppia fantastica che puoi seguire anche su twitter: @ilroscioeilmoro. Questa è le penultima intervista e sono contenta che, prima della fine del Progetto, si possa dar voce su questo blog a una storia che può essere d’esempio e di incoraggiamento per tutti. La storia di due persone che si amano e vanno avanti insieme nonostante le difficoltà, e che ce ne siano, per i membri della comunità lgbt, è più evidente che mai proprio in questi giorni e anche dalle oneste e dirette parole dei nostri intervistati. Ringrazio loro per la cortesia e la collaborazione e…buona lettura!

– Come avete scoperto di essere gay e qual è stata la vostra prima reazione?
– Lo abbiamo capito in modo abbastanza tranquillo entrambi . Le nostre pulsioni sessuali segrete erano verso i ragazzi. Accettarlo e’ stato abbastanza naturale.
– In che modo l’omosessualità ha influenzato e tuttora influenza la vostra vita?
– La influenza in quanto essendo gay sembra sia quasi obbligatorio dimostrare di essere uomini quanto lo sono gli eterosessuali.
– Nella città in cui vivete qual è l’atteggiamento che riscontrate nei vostri confronti? Pensate che sia differente di quello che si trova in altri posti d’Italia e se sì meglio o peggio? Perché? 
– Pensiamo sia uguale alle altre parti d’Italia. Dipende da che tipo di persone e ambienti si frequentano. Noi veniamo da un ambiente etero, continuiamo a frequentare i nostri amici di sempre, a cui certo non interessa come viviamo la nostra sessualità, viviamo una vita tranquilla in generale.
– Quali sono state le reazioni dei vostri amici e familiari al coming out? Vi è capitato di perdere delle amicizie a causa del vostro orientamento sessuale?
– Noi entrambi non abbiamo fatto un vero e proprio coming out, semplicemente viviamo la nostra storia e la nostra vita alla luce del sole, pensiamo sia inutile in quanto noi siamo questo. Non siamo “gay”, siamo due uomini e basta. Essendo anche abbastanza forti come personalità, difficilmente ci chiedono se siamo gay, per timore della nostra reazione. E se ci viene chiesto rispondiamo la verità. Siamo cresciuti nelle nostre famiglie che sanno benissimo chi e cosa siamo e per nessuno di loro questo rappresenta un problema. Ci amano e ci accolgono così, e lo stesso vale per i nostri amici.
– Avete mai subito discriminazioni, violenze o offese a causa del vostro orientamento? Come avete risposto o, se non è successo, come credete che rispondereste?
– Abbiamo subito sia offese che discriminazioni. Abbiamo sempre risposto in modo molto duro, così come si sono rivolti a noi. Molti personaggi pensano che insultare o discriminare un gay sia imporre una sorta di dominio da maschio dominante, ma con noi cascano male. Siamo uomini quanto loro e usiamo le stesse armi.
– Che significa essere gay nella vita di tutti i giorni? Voi manifestate pubblicamente il vostro rapporto oppure cercate sempre di non attirare l’attenzione?
– Significa dimostrare tutti i giorni che essere gay non può essere una discriminante, significa superare i pregiudizi omofobi di chi ci considera mezzi uomini.
– In che cosa pensate che la vostra relazione sarebbe diversa se fosse una relazione eterosessuale?
– Noi pensiamo di vivere una relazione uguale alle altre.
– Avete mai provato attrazione o amore per una donna o pensate che potrebbe capitarvi?
– Veniamo entrambi da relazioni “eterosessuali”.
– Come rispondete a chi sostiene che essere gay è una scelta?
– Gay si nasce e basta, noi ne siamo un esempio. Ipocritamente abbiamo creduto di poter vivere una vita etero, raccontandoci bugie. Ma alla fine ha vinto la nostra vera natura. Siamo uomini come tutti, ma gay.
– Vi piacerebbe avere dei figli? Pensate che per un bambino oggi sia difficile crescere in una famiglia omogenitoriale e se sì perché?
– Ci piacerebbe avere dei figli, ma oggi nel nostro paese ciò è impossibile, perché sarebbe crudele esporre una povera anima innocente alla discriminazione, al disprezzo e alla gogna pubblica a cui verrebbe sottoposto, rendendolo un bimbo infelice. È difficile anche per un adulto.
– Commento libero: cosa volete dire ai nostri lettori?
– Noi vorremo solo dire che è tempo di finirla con il disprezzo e il sospetto verso tutto ciò che è diverso. È tempo di finirla di considerare l’amore come una sorta di privilegio per i soli eterosessuali. Ogni creatura al momento della nascita acquisisce i suoi diritti in quanto essere vivente: il diritto ad essere rispettato e a tutti i diritti che la convenzione di Ginevra considera fondamentali. Il diritto all’amore e all’esistenza all’interno della comunità civile non può essere negato a nessuno. E la storia già ci ha fatto capire cosa significa negare la vita di un altro. Gli stermini avvenuto ci dovrebbero bastare .

I’m happy to announce today’s interview with an awesome gay couple. This is our second to last interview and I’m happy that, before the Project ends, this blog can speak about a story which may be an example and an encouragement for everyone. The story of two people who are in love and go on together against the difficulties, and nowadays it’s pretty evident that there are several difficulties for the members of the lgbt community, as the honest and direct words of our interviewed confirm. I thank them for their courtesy and collaboration and…have a good read!

– How did you find out to be gay and what was your first reaction?
– We both found it out in a rather peaceful way. Our secret sexual instincts were towards boy. It was pretty natural to accept it.
– How has homosexuality influenced your lives up to now?
– It influences our lives since being gay it feels like you have to demonstrate to be a man as straight people are.
In the city you live in, what is the attitude towards you? Do you think it’s different from other places in Italy and is it better or worse? Why?
– We think it’s similar to the rest of Italy. It depends on what kind of people and places you’re into. We come from a straight environment and we still hang out with the same friends, who certainly have no interest in our sexuality, we live a peaceful life as a whole.
– What were your friends and family’s reactions to your coming out? Did you lose any friend because of your sexual orientation?
– We both didn’t have a real coming out, we simply live our relationship and our lives openly. We think coming out would be useless because that’s what we are, we’re not gay, we’re just two men. Because of our rather strong personalities, we’re hardly asked about being gay because people are afraid of our possible reaction. And if we are, we answer the truth. We’ve grown up in our families who perfectly know who and what we are. And no one of them has a problem with it. They love us and support us as we are, and the same for our friends.
– Were you ever victims of discrimination, violence or offence because of your orientation? How did you react or, if it never happened, how do you think you’d react?
– We suffered both from offences and discriminations. We’ve always had a really tough reaction, as tough as the way we were treated. Some people think insulting and discrminating a gay person means imposing a kind of “alpha-male” supremacy, but they’re out of luck with us. We’re as men as they are and we can use the same weapons.
– What does being gay mean in everyday life? Do you publicly show your relationship or try not to catch attention?
– It means demonstrating everyday that being gay can’t be a reason for discrimination, it means getting over prejudices of those who see us as “half-men”.
– In what do you think your relationship would be different if it was a straight one?
– We think it’s just the same.
– Did you ever experience attraction or love towards a woman or do you think it could happen?
– Yeah, we both come from straight relationships.
– How do you answer to those who say being gay is a choice?
– One is born gay, we’re an example. We hypocritely thought we could live a straight life, telling lies to ourselves. But at last our true nature has won. We’re men as everyone else is, but we’re gay.
– Would you like to have kids? Do you think it’s hard for a baby to grow up in a homosexual family nowadays and, if yes, why?
– We’d like to have kids, but nowadays in our country it’s impossible, because it’d be cruel to expone a poor innocent thing to discrimination, disregard and public shame making him an unhappy child. It’s just so hard for a grown up.
– Free comment: what would you like to tell your readers?
– We just want to say it’s time to stop it with discrimination and suspect towards everything that’s different. It’s time to stop to think love as a privilege for only straight people. Every creature, when it’s born, has its rights as a living being. The right to be respected and all the fundamental rights granted by Geneva’s Convention. The right to love and to exist inside a civil community cannot be denied to anyone. And history already made us understand what it means to deny someone his honest life. The late exterminations should be enough.

“In medio stat virtus…” Una testimonianza sulla bisessualità

Il Progetto Interviste si avvicina alla fine ma abbiamo ancora voci interessanti da presentare. Oggi parliamo con G., che risponde al persistente e infondato pregiudizio secondo cui la bisessualità sarebbe una condizione “di mezzo” destinata a stabilizzarsi in una etero o omosessualità definitiva: per lei invece è vero il contrario! La ringrazio e le lascio la parola.

– Come hai scoperto di non essere eterosessuale e qual è stata la tua prima reazione?
– Non l’ho scoperto. Penso di aver sempre saputo di essere bisessuale. Fin da piccola mi piacevano le bambine, le ragazze, le signore. Guardavo alla donna come oggetto del desiderio, non avevo idea di cosa significasse uomo o desiderare un uomo, quello è arrivato dopo, con l’adolescenza. Infine ho capito che non avevo problemi a stare con entrambi. Mi piacevano entrambi.
– In che modo questo ti ha cambiato la vita?
– Penso di essere abbastanza open mind, non mi interessa molto con chi va a letto la gente. Bisogna essere felici, se tu sei felice con una donna o con un uomo è affar tuo
– Hai parlato ai tuoi familiari o ai tuoi amici del tuo orientamento? Che reazioni hai ricevuto?
– Non ai familiari, ma molti miei amici sanno della mia propensione ad avere rapporti con ragazze e ragazzi, ho un sacco di amici gay e lesbiche quindi nessuno stupore. Anche tutti i miei fidanzati hanno sempre saputo di questa mia doppia natura.
– Vivi la tua bisessualità con serenità oppure ti crea dei problemi riuscire ad accettarla? Perché?
– Sicuramente non è stato facile capire cosa fossi, adesso so di essere bisessuale ma il percorso è lungo, necessita molto tempo.
– Ti è capitato di subire discriminazioni o violenza a causa del tuo orientamento? Cosa pensi dei tanti episodi di omofobia di cui si sente parlare?
– No, assolutamente. Non mi importa più di tanto. Penso ci sia più discriminazione nei confronti delle persone grasse o obese.
– La tua bisessualità per te è uno dei tanti lati di te con cui convivere, una fortuna di cui vai fiera oppure una vergogna da nascondere? Perché?
– Beh, oggi come oggi una delle tante parti di me. Nel tempo è stata una vergogna. Diciamo che non volevo si sapesse, avevo paura.
– Cosa ti senti di dire riguardo all’atteggiamento che ha la società attuale nei confronti della non eterosessualità? Pensi che le cose cambieranno in futuro e in che modo?
– A me non interessa con chi vai a letto tu, vorrei non interessasse neanche agli altri.
– Le tue relazioni con persone dello stesso sesso sono state in qualche modo diverse rispetto a quelle con persone del sesso opposto? In cosa?
– Ovviamente sì. Penso che il rapporto sia totalmente diverso. Il rapporto donna donna appartiene ad un’altra dimensione, penso sia più dolce, lo si può capire solo provandolo. Il rapporto uomo donna implica penetrazione. È come se fosse qualcosa di più “violento”.
Pensi che vivere serenamente la propria omosessualità sia in conflitto con la religione?
– No, non penso.
Se potessi scegliere vorresti essere etero? In tal caso, perché?
– No, sto bene così.
– Cosa consiglieresti a una persona della tua età che non sa decidere se fare coming out o no?
– Di fare ciò che sente, ciò che preferisce. Ma da bisessuale penso che gli estremi (etero e gay) perdano qualcosa, penso che la natura ci crei bisessuali, non credo nell’omosessualità per natura. In medio stat virtus!

Project Interview is coming to its end but we still have interesting contributions. Today we’re talking with G., who answers back to the persistent and nonsense prejudice according to which bisexuality is a halfway condition, destined to stabilize into a more definite hetero or homosexuality: on the contrary, says she! I thank her and give her the word.
– How did you find out not to be straight and how did you react in the first place?
– I didn’t find out. I think I’ve always kwnown I’m bi. As a kid I already liked girls, women. I looked at a woman as a pleasure object, I had no idea what “man” meant or how to desire a man, that came after, when I grew up. At last I found out I had no problems with both. I liked both.
– How did this change your life?
– I think I’m rather open minded, I don’t care who people sleeps with. You have to be happy, if you’re happy with a man or a woman, it’s your own business.
– Did you talk with your family and friends about your orientation? What were their reactions?
– Not with my family, but many of my friends know about my attitude of having relationships with both boys and girls, I have many gay and lesbian friends so no scandal at all. Also all my boyfriend have always known about my double nature.
– Are you at peace with your bisexuality or do you have problems in accepting it? Why?
– Sure realizing what I am was not so easy, now I know I’m bisexual but it takes time, it’s a long path.
– Have you been victim of bullyism or discrimination because of your orientation? What do you think about the many episodes of homophobia?
– No, never. I don’t care that much. I think there’s more discrimination towards fat or overweight people.
– To you, bisexuality is one of the thing you have to live with, a privilege you’re prud of or something you’re ashamed of? Why?
– Well, nowadays it’s one of the many sides of me. But past in time it was a shame. I didn’t want anyone to know, I was afraid.
– What do you want to say to the society’s attitude towards non-heretosexuality? Do you think things will change in the future and how?
– I don’t care who you sleep with, I’d like you not to care who I sleep with.
– Were your same sex relationships somehow different from the straight ones and how?
– Obviously they were. I think the relation is totally different. A woman – woman relation belongs to another dimension, I think it’s sweeter, you only can understand it if you tried it. A man – woman relation implies penetration, it’s something somehow more “violent”.
– Do you think living at peace with one’s homosexuality is in contrast with religion?
– No, I don’t think so.
– If you could choose, would you choose to be straight? Why?
– No, I’m fine just the way I am.
– What would you suggest to a young person who can’t choose between coming out or not?
– I’d suggest to do what you feel. But as a bisexual I think that straight and gay people are losing something, I think nature creates us as bisexuals. I don’t think someone can be homosexual by nature. In medio stat virtus!

“Pensavo di essere una pessima etero” e invece… Sarah e l’asessualità

L’asessualità è davvero poco conosciuta. Nel nostro mondo incentrato sul sesso è difficile pensare ad una vita senza provare attrazione fisica e chi si dichiara asessuale rischia di essere oggetto di un pregiudizio comune: forse ha qualcosa che non va, forse sta solo cercando di attirare l’attenzione, magari deve solo trovare l’uomo/la donna giusta.
Ti consiglio vivamente di leggere l’intervista di oggi con Sarah, asessuale, che chiarirà molti di questi dubbi, e la ringrazio sentitamente per aver collaborato al Progetto Interviste.

– Come hai scoperto di essere asessuale e qual è stata la tua prima reazione?
– Ho scoperto dell’asessualità tramite un’amica che casualmente affermò di identificarsi come tale. Io non sapevo cosa significasse, perciò ho fatto alcune ricerche quella sera. Non ho veramente realizzato che era qualcosa con cui avrei potuto potenzialmente identificarmi fino a qualche mese dopo.

– Cosa significa essere asessuale e come influenza la vita di ogni giorno e le relazioni?
– Essere asessuale in generale significa non sperimentare attrazione sessuale verso alcun genere. Per me personalmente, significa che non considero, e probabilmente non considererò mai, nessuno in senso sessuale. Ho scoperto che è più difficile avere a che fare con persone che cercano relazioni perché per me le relazioni sono una cosa molto diversa. Non c’è assolutamente alcuna componente sessuale in alcuna misura nella mia relazione ideale, e questo mi fa sentire un po’ isolata.

– Quali sono le più comuni reazioni delle persone quando parli della tua asessualità?
– Non ne parlo spesso in pubblico, ma le reazioni delle persone a cui l’ho detto sono state in generale positive. Spesso mi hanno fatto delle domande perché è qualcosa di così estraneo a tanta gente, ma in fin dei conti non c’è stata alcuna risposta negativa nei miei confronti finora.

– C’è una ragione biologica per l’asessualità o è un atteggiamento psicologico?
– Penso che l’asessualità sia come qualsiasi altro orientamento sessuale. Credo che ci sia una componente biologica che ti predispone nella direzione per una preferenza sessuale, ma secondo me anche l’ambiente gioca un ruolo. Ecco perché alcuni si accorgono tardi nella loro vita di avere un orientamento diverso da quello che pensavano.

– La tua asessualità è essenzialmente legata agli approcci fisici o coinvolge anche le relazioni romantiche?
– Io sono asessuale ma non aromantica. Non sono estranea all’idea di una relazione romantica, ma non sperimento quel tipo di attrazione molto facilmente – in effetti, mi è capitato solo una, forse due volte nella mia vita. Tuttavia, ci sono persone asessuali che sono anche aromantiche e non vivono affatto attrazione sentimentale; solo che io non sono una di loro.

– Non si parla molto di asessualità. Pensi che questo possa creare delle difficoltà nelle persone che ancora non hanno compreso la loro condizione? Ti piacerebbe che ci fosse più informazione riguardo all’asessualità?
– La consapevolezza e la visibilità sono tra gli ostacoli più difficili da superare per la comunità asessuale. Personalmente io non mi sono fatta troppe domande sul mio orientamento prima di sentirne parlare; pensavo solo di essere una pessima etero! Ma ho parlato con o conosciuto storie di persone che credevano di essere malate o avere qualcosa di sbagliato prima di scoprire che c’era una parola per quel che provavano. Ho sentito di persone che hanno ricevuto parole terribili quando si sono dichiarati ai loro familiari perché questi ultimi non concepivano l’asessualità. Voglio che un giorno questo non sia più un problema.

– Qual è l’atteggiamento della società verso gli asessuali? Sei mai stata vittima di bullismo o discriminazione a causa del tuo orientamento?
– Il problema con la visione che la società ha delle persone asessuali è che non ne ha veramente una. La società è così incentrata sul sesso, o almeno fino al punto che la sessualità è considerata comune e normale, che il concetto di asessualità semplicemente non passa per la testa a nessuno. Se ne sa così poco che ci sono anche rarissimi casi di discriminazione rispetto ad essa. Tuttavia, ci sono stati diversi casi di terapie riparatorie finalizzate a renderle “normali” le persone asessuali. Non sono mai stata vittima di queste circostanze o di alcuna discriminazione riguardo alla mia asessualità, e spero che presto questi episodi abbiano fine.

– Assieme all’intera comunità lgbt+, anche gli asessuali rivendicano il loro diritto a rispetto ed uguaglianza. Per che cosa combattete? Cosa pensate che sia sbagliato nella società di oggi rispetto all’asessualità?
– Come ho detto, la comunità asessuale combatte per la consapevolezza, la visibilità, l’educazione e l’accettazione. La comunità asessuale ha avuto problemi sia con gli etero sia con le comunità lgbt+ perché la natura del nostro orientamento è piuttosto una “mancanza di” orientamento. Ripeto, la società ha stabilito che il sesso è la norma in una maniera così profonda che l’asessualità è impensabile. Vogliamo solo essere trattati con lo stesso rispetto e considerazione di causa che il resto della comunità lgbt+ sta finalmente iniziando a guadagnare.

– Se potessi scegliere, vorresti cambiare il tuo orientamento sessuale o ne sei orgogliosa e felice? Perché?
– Mentirei se dicessi che non sono curiosa di sperimentare la sessualità. Mi piacerebbe provare per un giorno, decidere se fa per me oppure no, qualcosa del genere. Ma a causa del lavoro che sto facendo per diffondere consapevolezza, mettermi in contatto con questa straordinaria comunità di persone e accettare me stessa, l’asessualità è diventata una parte piuttosto importante della mia vita, non vi rinuncerei facilmente.

– Questo è uno spazio libero per te: cosa ti piacerebbe dire ai tuoi lettori?
– Mi piacerebbe dire loro di rispettare l’identità di ciascuno indipendentemente dal fatto di essere informati a riguardo o meno. Voglio che sappiano che se loro stessi stanno combattendo con problemi di identità, o col fatto che si identificano da vicino con una definizione che non è convenzionalmente conosciuta, c’è qualcuno là fuori proprio come loro che possono contattare per avere aiuto. E che se perseveri, dalla paura e dal dubbio possono nascere delle bellissime cose.

Asexuality is really a little spoken of. In our sex-centered world it’s hard to think about a life without experiencing physical attraction and those who identify themselves as asexuals may be victims of a common prejudice: maybe they have something wrong, maybe they’re just starving for attention, perhaps they just haven’t found the right one yet.
I really suggest you to read today’s interview with Sarah, asexual, which will make many things clear to you, and I sincerely thank her for taking part in the Project Interview.

– How did you find out about your asexuality and what was your first reaction?
– I found out about asexuality through a friend who had casually brought up that she had identified as such. I didn’t know what it meant, so I did some research that evening. It didn’t really hit me that it was something that I could potentially identify with until months later.

– What does it mean to be asexual and how does it affect everyday life and relationships?
– To be asexual in general means that one doesn’t experience sexual attraction to any gender. To me personally, it means that I have not, and likely will not ever view anyone in any sort of sexual way. I have found that it’s harder to relate with people who seek relationships because I see relationships in a very different way. There is absolutely no sexual component to my ideal relationship in any capacity, and it makes me feel a bit isolated.

– What are people’s most common reactions when you talk about your asexuality?
– I don’t talk about it very often to people publicly, but people’s reactions who I’ve told have generally been positive. It often resulted in questions being asked because it’s something so foreign to many people, but overall there hasn’t been any negativity for me as of yet.

– Is there a biological reason for asexuality or is it a mental attitude?
– I think asexuality’s just like any sexual orientation. I believe that there’s a biological component that steers you in the direction of one sexual preference, but I think environment also plays a role. That’s why some people might realize late in their life that they’re a different sexual orientation than they thought.

– Your asexuality is essentially related to the physical approaches or involves even romantic relationships?
– I am asexual, but I’m not aromantic. I’m not averse to the idea of a romantic relationship, but I do not experience that type of attraction very easily at all- in fact, I’ve only experienced it once, maybe twice in my life. However, there are asexual people who are aromantic and don’t experience romantic attraction; I’m just not one of them.

– Asexuality is not much spoken of. Do you think this can create some issues in people who haven’t still realized their condition? Do you wish for a more widespread information about asexuality?
– Awareness and visibility is one of the biggest hurdles for the asexual community to jump. I personally didn’t question my orientation too much before hearing about asexuality; I just thought I was very bad at being straight. But I’ve spoken with and seen the stories of people who thought they were diseased or broken before they discovered that there was a word for how they felt. I’ve heard of people who had terrible things said to them when they told their families because they didn’t understand the concept of asexuality. I want to see a day where that’s no longer a problem.

– What is the society’s attitude towards asexual people? Have you ever been victim of bullyism or discrimination because of it?
– The problem with society’s view of asexual people is that it doesn’t really have one. It’s so sexualized, or at least at a point where sexuality is considered common and normal, that the concept of asexuality just doesn’t cross anyone’s minds. It’s so unknown that there are very rarely cases of discrimination against it. However, there have been several instances of corrective sexual assaults aimed to make asexual people “normal.” I’ve never been a victim of such a circumstance, or any discrimination regarding my asexuality, and I hope that’s something that soon comes to an end.

– Along with the whole lgbt+ community, asexuals claim their right to respect and equality. What are you fighting for? What do you think is wrong in today’s society with respect to asexuality?
– As I’ve said, the asexual community is fighting for awareness, visibility, education, and acceptance. The asexual community is one that has had problems with both the straight and LGBTQ+ communities because of the orientation’s nature as more of a “lack of” an orientation. Again, society has normalized sex so much that asexuality isn’t even in its realm of thought. We just want to be treated with the same respect and knowledge of our situation that the rest of the LGBTQ+ community is finally starting to gain for themselves.

– If you could choose, would you like to change your sexual attitude or are you proud and happy with it? Why?
– I’d be lying if I said I wasn’t curious about experiencing sexuality. I’d love to try it for a day, decide whether or not it’s right for me, something like that. But because of the work I’ve put into raising awareness, reaching out to this amazing community of people, and accepting myself, asexuality has become a pretty important part of my life. I couldn’t just give it up so easily.

– Here is a free space for you: what would you like to tell your readers?
– I’d like to tell them to respect everyone’s identity regardless of whether or not you know anything about it. I want them to know that if they themselves are struggling with identity problems, or with the fact that they identify closely with a label that is not so conventionally known, that there is someone out there just like them who they can reach out to for help. And that if you persist, great things can come out of a lot of fear and doubt.

Intervista con E.: “Se qualcosa vi rende felici, non può essere sbagliato!”

Oggi parliamo con E., 21 anni, a cui va tutta la mia gratitudine non solo per la sua disponibilità ma anche per la chiarezza e sensibilità con cui ha risposto attentamente a tutte le mie domande. Dalle sue parole è molto chiaro come, sebbene vivere da omosessuali nel nostro paese al giorno d’oggi non sia ancora un gioco da ragazzi, è possibile mantenere la propria serenità e affrontare la vita con spirito positivo, sperando in futuro più giusto per tutti ma senza lasciarsi abbattere da quel che non va.

– Qual è il tuo orientamento sessuale?
– Fino a un anno ero straconvinta di essere eterosessuale. Ho sempre visto l’omosessualità come un ‘disturbo’, una cosa non normale, non avevo mai pensato potesse toccarmi. Poi un giorno mi sono resa conto di essere innamorata cotta di una ragazza. C’è stato qualche mese di subbuglio interiore, di ‘oddio cosa mi sta succedendo’. Ne ho parlato con gli amici più fidati, ottenendo sempre e solo appoggio…e beh, ora sono qui a parlartene perchè credo che l’informazione, le testimonianze e quant’altro siano molto importanti per aiutare le persone a capire che l’omosessualità non è sbagliata. Tra i miei parenti non lo sa nessuno, anzi…credono io abbia un ragazzo!

– Innanzitutto come hai scoperto di non essere eterosessuale? A posteriori ti sei resa conto che c’erano stati dei “segnali” che non avevi mai letto oppure è stato proprio un fulmine a ciel sereno?
– Ho scoperto di essere lesbica innamorandomi di una mia compagna di università. Ma forse questa è una risposta banale. Diciamo che mi sono accorta di passare le mie giornate pensando a lei, di preoccuparmi se non veniva a lezione, di guardare lei al posto di ascoltare il prof., di fare i salti di gioia se mi proponeva di pranzare assieme…insomma, tutte quelle cose che succedono alle persone quando si innamorano. A posteriori mi sono resa conto di aver avuto numerosissimi segnali…Io non mi sono mai sentita attratta dagli uomini, non a livello fisico/sessuale. Però boh, ero così convinta che alle femminucce dovessero piacere i maschietti che non mi sono mai chiesta ‘ma non è che ti piacciono le donne?’. Ho avuto un paio di relazioni con ragazzi, una durata parecchi anni, e ho sempre notato che il mio modo di pormi non era quello che si vede nei film, non era quello che raccontavano le mie amiche…c’era qualche cosa che non andava. A posteriori ho capito tante cose! Ho capito cosa ci trovasse la gente di bello nel sesso.
Ho capito perchè quando qualcuno affermava ‘oh ma che figo Brad Pitt’, io pensavo ‘ma che figa Angelina Jolie!’…

– Qual era stato il tuo rapporto con l’omosessualità fino a quel momento?
– Non sono cresciuta con un’educazione fortemente cattolica, nessuno mi ha mai urlato nelle orecchie che l’omosessualità fosse una malattia, nessuno mi ha mai detto ‘sta lontano da tizio perchè è gay’. Allora stesso tempo però, nessuno mi ha mai detto ‘magari un giorno ti accorgerai che ti piacciono le donne’, nessuno mi ha mai detto che l’omosessualità è una diversa forma d’amore e non una malattia. Insomma, non ho avuto particolari influenze. Eppure sono cresciuta con l’idea che l’omosessualità fosse un disturbo, una perversione: ai maschietti piacciono le femminucce, però può capitare che ad un maschietto piacciano i maschietti, ma è sbagliato. Non per questo ho mai discriminato qualcuno perchè omosessuale, però in cuor mio ho sempre pensato fosse sbagliato. E quindi, per questo, non ho mai pensato potesse riguardarmi!
Nel momento in cui ho realizzato di essere innamorata di una donna, mi sono sentita spaesata. Ma come, non era una cosa innaturale? Eh, peccato che era la cosa più bella e naturale del mondo! Come poteva essere sbagliata? Mi sono dovuta ricredere!

– Cambiare atteggiamento è stato faticoso? Qualcuno ti è stato accanto in questo o hai fatto tutto da sola? Per chiarirti le idee hai consultato libri, risorse online o ti sei basata solo su ciò che provavi?
– Togliermi le fettine di salame dagli occhi e sentirmi ‘me stessa’ è stato bellissimo. Ci è voluto solo un po’ per prendere il coraggio e farlo. C’è stato un periodo in cui ho sperato fosse soltanto un periodo, un caso eccezionale. Mi sono confidata con i miei amici più fidati, e devo ringraziarli perchè sono stati veramente un aiuto, non mi hanno messo bastoni tra le ruote, ma supportata! Mi hanno aiutata soprattutto a capire che non c’era nulla di male nell’essere omosessuali! Ovviamente ho passato ore e ore a cercare su google informazioni, a leggere esperienze, guardare video…di tutto e di più! Ma in realtà questa ricerca informatica era partita parecchio tempo prima. Ho passato almeno due anni a tentare di capire perchè non mi piacesse/interessasse andare a letto con un uomo. E avrò letto infinite volte che un possibile motivo poteva essere l’omosessualità…ma, stupidamente, senza rifletterci!

– Penso che la tua “incapacità di cogliere i segni” sia un’esperienza comune a molte persone, me inclusa. Credi che questo dipenda da una tua “volontà di non vedere” oppure dall’impostazione della società in cui viviamo che prevede che l’eterosessualità sia la norma per tutti?
– Credo che la società influenzi la “volontà di non vedere”: se la norma prevede che io sia eterosessuale, io cercherò di esserlo e di non dare peso a quelli che potrebbero essere segnali contrari. E credo che questo avvenga a livello inconscio…

– Mi hai detto che tu non ti sei dichiarata alla tua famiglia. Cos’è che ti trattiene? Che reazioni ti aspetti da loro?
– Ho un rapporto abbastanza freddo con i miei genitori e parenti. Non ho mai raccontato loro di avere un ragazzo, mai fatto confidenze amorose. Loro non si sono mai immischiati e io non ho mai avvertito la necessità di aprirmi con loro in questo senso. Hanno capito che avevo un ragazzo nel momento in cui ho detto loro che sarei andata via per qualche giorno assieme ad un mio ‘amico’. Da soli? Sì, mamma, da soli. Aaaah, ma allora ce l’hai il ragazzo. Fine. Se non sono mai andata a dire ai miei genitori che ho un ragazzo, perchè mai dovrei dire loro che ho una ragazza? In verità mi rendo conto che sia un discorso che nasconde un po’ di paura…Da una parte mi piacerebbe non avere un segreto così grande, dall’altra però, per il momento, preferisco non dire niente. Probabilmente guardano un po’ male l’omosessualità, ma sono quasi certa che, in quanto loro figlia, accetterebbero e capirebbero. Però, comunque, per il momento non mi va di fare coming out con loro. In realtà, è anche vero che non avendo ancora avuto una relazione duratura con una ragazza, credo di non essermi ancora trovata nella situazione adatta per rendermi conto che mi sono stufata di fare le cose di nascosto!

– Cosa ne pensi dell’educazione sessuale nelle scuole? Credi che aiuterebbe a prendere coscienza di sé e formare una società più tollerante e aperta o al contrario ritieni che si tratti di un percorso che ognuno deve esplorare privatamente?
– Io a scuola non ho mai fatto educazione sessuale. Al massimo mi è stato spiegato scientificamente come nascono i bambini nell’ora di scienze. Forse in terza media avevamo fatto un paio di incontri su ‘che cos’è l’amore?’, ma nulla di veramente utile. Soprattutto, mai nessun discorso sull’omosessualità, di nessun tipo. E sarebbe il caso…non so, magari c’avrei messo ugualmente vent’anni per scoprirmi lesbica, ma magari avrei potuto capirlo prima! Basterebbe anche far leggere un libro o guardare un film in terza media/biennio del liceo!

– Si registrano di frequente casi di bullismo, violenza (verbale, psicologica e fisica) e discriminazione nei confronti delle persone lgbt. Secondo te perché? Cos’è che spinge a insultare, picchiare e maltrattare? E che cosa credi che sia necessario fare perché le cose cambino?
– Purtroppo non si riesce a comprendere veramente bene una situazione finché non la si prova sulla propria pelle. La bacchetta magica per far diventare tutti omosessuali per un giorno, non ce l’abbiamo, però le campagne di sensibilizzazione si possono sempre fare, partendo dalle scuole! I bambini non nascono omofobi!

– Pensi che da questo punto di vista le cose stiano cambiando? Come ti immagini la situazione tra dieci anni?
– Io credo che le cose stiano cambiando e penso che i nuovi mezzi di comunicazione siano molto importanti in questa ‘lotta contro l’omofobia’. La strada intrapresa dalle varie associazioni LGTB è quella giusta! Tra dieci anni, bah, tra dieci anni spero di potermi sposare legalmente in Italia!

– Molte persone dicono che l’omosessualità è una “scelta”. Come risponderesti? Tu trovi che per te essere lesbica sia una scelta?
– Se avessi potuto scegliere, avrei scelto di essere etero! Socialmente sarebbe molto più facile! Però è una scelta il fatto che io abbia accettato di esserlo. Uno può benissimo passare la vita fingendo di essere qualcosa che non è. Ecco, in questo caso si, è una scelta!

– Credi che la situazione qui in italia sia peggiore che altrove per quanto riguarda la serenità nel vivere la propria non eterosessualità? ti verrebbe mai in mente di trasferirti all’estero, magari in futuro, per questo motivo?
– Beh, che l’Italia garantisca meno diritti agli omosessuali è un dato oggettivo, non a caso capita molto frequentemente che coppie omosessuali si rechino all’estero per sposarsi o per fare figli. Resta pur vero che ci sono paesi dove se sei omosessuale ti ammazzano.
In ogni caso, non penso che mi trasferirei all’estero per questo motivo. Tutto sommato non è così impensabile avere una vita serena pur essendo omosessuali!

– Come ti senti in relazione al fatto di essere omosessuale? è una cosa che ti crea disagio, che preferiresti non avere, o al contrario ne sei fiera? Oppure nessuna delle due? Pensi sia una “sfortuna” che ti è capitata o un “dono”? Se potessi cambiarti e diventare etero pensi che lo faresti (a quest’ultima hai in parte risposto prima)?
– Beh, da una parte essere eterosessuali è socialmente più facile (ma questo non solo per una questione di omofobia e discriminazione, ma anche perchè conoscere ragazze lesbiche è più complicato che conoscere ragazzi eterosessuali), dall’altra però sono contenta così. Quello che è importante è trovare la propria strada. Io l’ho trovata. Ho trovato il modo per essere me stessa, è bellissimo, e va bene così!

– Prima di lasciarti finalmente andare ti do l’occasione di parlare liberamente: c’è qualcosa che vuoi dire a chi ti leggerà?
– La morale della storia è: siate voi stessi, perchè è davvero tanto bello. Se qualcosa vi rende felici, non può essere sbagliato! Se qualcuno volesse chiedermi qualcosa o comunque chiacchierare/raccontare dei suoi ‘problemi’, può dirlo a te e poi tu mi riferisci!

Today we’re talking with E., 21, to whom goes all my gratitude not only for being so helpful but also for her clarity and sensivity in answering to all my questions. Reading her words it’s very clear how, despite living as homosexual in our country nowadays it’s not yet easy, however it’s possibile to mantain one’s peace of mind and face one’s life with positive attitude, wishing for a future with equality for everyone but without losing heart because of what’s wrong.

– What’s your sexual orientation?
– Up to one year ago I was really sure I was straight. I’ve always seen homosexuality as a “disease”, something not normal, I never thought it could have something to do with me. Then one day I realized I had a crush on a girl. There were a few months of confusion, of “oh gosh what’s happening to me”. I speaked to my closest friends and I always obtained nothing but support…and well, now I’m here to talk to you because I think information, histories and else are really important to help people understand homosexuality’s not wrong. No one of my family knows, indeed they think I have a boyfriend!

– First of all, how did you find out you’re not straight? In retrospect, did you find out there had been some “signs” you hadn’t notice or was it really a bolt from the blue?
– I found out I’m a lesbian when I fell in love with a girl at university. But maybe that’s a trivial answer. Let’s say I noticed I spent my days thinking of her, I was worried when she wasn’t present at lectures, I used to look at her instead of listening to the teacher, I was happy if she proposed to have lunch together…well, all those things which happens to people when they fall in love…I was never attracted by men, not physically/sexually. But well, I was so sure that female must be attracted by males that I never wondered “what if you liked women?”. I had a pair of relationships with boys, one lasted several years, and I always knew that my attitude was different from what I saw in the movies or what my friends told me…there was something wrong. In retrospect I’ve understood many things! I’ve understood what’s so good about sex. I’ve understood why when someone said “Brad Pitt is so hot!” I used to think “But Angelina Jolie is soo hot indeed!”

– What had been your relation with homosexuality up to that moment?
– I hadn’t grown up with a strongly catholic education, no one ever shouted in my ears that homosexuality is wrong, no one ever told me: “Stay away from that guy because he’s gay!” But at the same time no one ever told me “Maybe one day you will realize you like girl”, no one ever told me homosexuality is not a desease but a different form of love. In other words, I didn’t have particular influences. However I’ve grown up with the idea that homosexuality is a desease, a perversion: males like girls, but it can happen that a male likes boys, but that’s wrong. Not that I ever discriminated someone because of his homosexuality, but in my heart I always thought it was wrong. And then I never thought it could have something to do with me!
The moment I realized I was in love with a woman, I felt lost. How is that possible? Wasn’t it a non natural thing? Well, but it was the most awesome and spontaneous thing in the world! How could that be wrong? I had to change my mind!

– Was it difficult to change your mind? Did you have someone near you in this or were you all alone? In order to clear your mind did you use books, online resources or you only listened to your heart?
– To get free from prejudices and feel “myself” has been beautiful. It just took some time to take courage and do it. There was a period during which I was hoping it was just a phase, an exception. I speaked to my closest friends and I have to thanks them because they were really helpful, they didn’t obstruct me but rather supported. They expecially helped me understand there was nothing wrong in being gay! Obviously I spent hours and hours on Google for information, reading experiences, watching videos…everything! But actually this informatic research had already begun from some time. I spent at least two years trying to understand why I wasn’t attracted to sex with a man. And I read an infinite number of times that homosexuality may be one of the causes, but without ever really thinking about it!

– Your unability to read the signs is a common experience to many people. Do you think that depends on your will “not to see” or on our society in which everyone is expected to be straight?
– I think society influences our “will not to see”: if the norm expects me to be straight, I’ll try to be straight and not care about the signs who could point out a different path. And I think it’s an unconscious process.

– You said you didn’t come out to your family. What is holding you back? What reactions do you expect from them?
– I have a rather cold relation with my parents and relatives. I’ve never told them about a boyfriend, never talked about my sentimental life. They never muscled in and I never felt the urge to talk to them about that. They realized I had a boy when I told them I’d be away from a couple of days with a friend. Alone? Yeah, mum, alone. Ah, then you’ve got a boyfriend. That was the end. If I never told my parentsd about a boy, why should I ever tell them about a girl? Actually I understand this hides a little fear…In some sense I’de like not to keep such a big secret, on the other hand however I prefer not to say anything for now. Probably they don’t have a great opinion of homosexuality, but I’m almost sure that, being their daughter, they’d accept it and understand it. Anyway, I don’t feel like come out to them for the moment. Actually it’s also true that I didn’t have a long lasting relationship with a girl up to now, so I think I’ve never yet experienced the situation in which one understands how tiring it is to live in the closet.

– What do you think about sexual education in schools? Do you think it would help people become more aware and build a more tolerant and open society or on the contrary do you think it’s a path everyone has to explore on his own?
– I never had sexual education in school. At most I received a scientific explanation about how kids come to life. Maybe we had a couple of meetings about “what love is” but nothing really useful. Expecially, never a word about homosexuality, no way. And it would be the case…I don’t know, maybe it would have taken to me 20 years to realize I’m a lesbian anyway, but maybe I could have understood it earlier! Even reading a book or watching a movie would be enough.

– There are frequent episodes of bullyism, violence (verbal, psychological and physical) and discrimination towards lgbt people. Why does it happen, according to your opinion? What induces one to insult, beat and mistreat someone else? And what do you think is necessary to do for things to change?
– Unfortunately one can’t really understand a situation until he experiences it directly. We don’t have a magic wand to make everyone gay for a day, but we can always organize campaigns to raise awareness starting from schools! Kids are not born homophobic!

– Do you think things are changing with respect to this topic? How do you imagine the situation in ten years?
– I think things are changing and new communication media are really important in this fight against homophobia. The way LGBT associations are working is the right way! In ten years, well, in ten years I hope I can legally get married in Italy!

– Many people say homosexuality is a “choice”. How would you answer to this? Do you think your being lesbian is a choice?
– If I could choose, I’d chosen to be straight! It’d be much easier in a social sense! But it’s a choice the fact that I’ve accepted to be gay. One can surely spend his life pretending to be something he’s not. Well, in that sense, yeah, it’s a choice!

– Do you think the situation here in Italy is worse than somewhere else about living one’s not heterosexuality peacefully? Would you ever think of moving abroad, even in future, for this reason?
– Well, it’s a fact that in Italy equal rights are not guaranteed to homosexuals, in fact it’s frequent that gay couples go abroad to get married or have kids. It’s also true that there are countries where gays are killed. However, I don’t think I’d move abroad for this reason. At the end it’s not so inconceivable to live peacefully even if you’re gay!

– How do you feel about being gay? Does it bother you, would you prefer not live it, or on the contrary are you proud? Or no one of the above? Do you think it’s a bad luck you got or a gift? If you could change and turn into straight do you think you would?
– Well, on one hand being straight is easier in a social sense, but that’s not only for homophobia and discrimination, it’s also because meeting lesbians is more complicated than meeting straight guys. On the other hand, however, I’m happier as I am. What is important is to find your own way. I’ve found it. I’ve found a way to be myself, it’s awesom, I’m happy as it is!

– Before letting you go I give you the occasion to speak freely: is there something you want to say to the readers?
– No other way around it: be yourself, because it feels really really good. If something makes you happy, it can’t be that bad! If someone would like to ask me something or just talk about his or her problems, they can tell you and then you’ll send them to me.

L. e la naturalezza di essere gay: “Se ti piace un uomo, bacialo!”

Dopo tante voci femminili, oggi parliamo con L. che ci parla della sua esperienza e di com’è essere gay alle soglie del 2015.
Lo ringrazio molto per la collaborazione e auguro a tutti buona lettura!

– Come hai scoperto di essere omosessuale e come l’hai presa?
– Una classica domanda, do una classica risposta. Si è omosessuali dalla nascita. Sono cresciuto con la voglia di scoprire il corpo maschile, sentirmi vicino un corpo maschile, la forza, l’energia che emana per me è grande. Fin da piccolo sono sempre stato attratto dall’uomo e sono cresciuto con l’interesse ad averlo vicino a me. Come prendi una cosa che vuoi faccia parte della tua vita? Bene! Crescendo poi ho avuto sempre interesse nell’uomo, soprattutto la struttura corporea. Ero sempre curioso di come si comportasse l’uomo, sopratutto con me. Quindi l’ho presa bene, perché è quello che voglio dalla mia vita.

– Con chi hai deciso di confidarti per primo e che reazioni hai ricevuto?
– Il mio primo confronto è stato con una mia grande amica, in primo superiore…quando ero veramente innamorato di un ragazzo, il quale ancora mi fa rivivere le emozioni bellissime che ho vissuto.
La reazione ricevuta è stata super comprensiva. Devo ammettere che nel 2005 non fa scalpore essere gay.

– In che modo la tua omosessualità condiziona la tua vita di tutti i giorni (nel lavoro, a casa, con gli amici…)?
– Oggi come oggi, in nessun modo. Essere omosessuali non vuol dire affrontare un tumore o una malattia che ogni giorno ti ricorda di avere ” un problema “.
E’ la vita, è naturale amare una persona del tuo stesso sesso e con l’impatto sociale non ho problemi fortunatamente. Ho amici gay e amici etero ed esco con entrambi! Anzi più con gli etero…mi diverto di più e ci scherzo facendo il provolone! A casa non abbiamo mai preso l’argomento però i miei lo sanno; fin da quando avevo 14 anni compravo cose osé o cose molto femminili e non hanno problemi con questo, secondo me pensano: “L’importante è che stia bene a te, per il resto noi ti vogliamo bene, omosessuale o no, sei nostro figlio, cosa importa!”

– Sei mai stato vittima di o hai assistito ad atti di discriminazione, violenza, bullismo? Quale pensi che sia la ragione per cui tali episodi sono così frequenti?
– Mai stato vittima di bullismo. Disciminazione si….Ma perché per un’ignorante senza arte né parte vedere un uomo vestito in modo particolare o vestito elegantemente da donna per una serata è talmente strano che deve urlarti “frocio! ” ma non tocca nessun tasto, anzi io ci rido…almeno li fai divertire. La ragione di tali episodi é che l’essere umano deve essere critico di base. Molte persone ancora insultano i diversamente abili o chiunque non rispetti i loro gusti, giusto perché sono delle persone super deboli e per farsi forza devono tirare fuori questa ignoranza per far vedere di essere “macho”! Poveracci…

Quali credi che siano i provvedimenti più urgenti da prendere per contrastare l’omofobia?
– Smetterla con manifestazioni contro l’omofobia. Agire in maniera normale, come chiunque si comporta. L’omofobia esiste perché la gente non ha notizie e informazioni sull’omosessualità. Quindi essere semplicemente se stessi, senza ostentare ed etichettare tutto come gay. Perché io non me lo scrivo in faccia. Se si vede, bene, se non si vede, bene. L’importante è non creare nicchie di gay o nicchie di etero. Nel 2015 vorrei un’unione di massa. Siamo uguali no?

– Avresti una relazione con una ragazzo bisessuale o la cosa ti creerebbe problemi?
– Scusa la risposta, ma il bisessuale potrei usarlo solo a letto. Non li capisco, dovrei studiare a fondo questa parola: bisessuale. Mi è difficile pensare che alla persona con cui ho una relazione piaccia anche la patata. Non capisco, veramente. Molto spesso mi viene anche un po’ di rabbia. Spero in un futuro di darti una risposta vera e propria. Per adesso mi creerebbe problemi avere un rapporto più profondo rispetto ad una semplice nottata a letto.

– Pensi che in generale la vita sentimentale di una persona omosessuale (sia per quel che riguarda incontri e conoscenze sia relazioni a lungo termine) sia più complicata o più semplice di quella di una persona eterosessuale e perché?
– Penso che il rapporto sentimentale fra due donne o due uomini sia più complicato per una sola cosa. La scelta di avere un figlio, tutto qua. A livello sociale credo e spero che ci si stia avvicinando pian piano a renderci la vita meno complicata. Ecco, non penso che un bacio in pubblico faccia scandalo come dieci anni fa.

– Pensi che sia giusto dichiararsi e vivere alla luce del sole anche in un contesto professionale o che invece le questioni private debbano essere separate dal lavoro? Come reagiresti se subissi delle discriminazioni dai tuoi colleghi o superiori?
– Questa domanda è bella. Purtroppo per me è molto semplice parlare della mia relazione con un uomo, sono in un settore lavorativo artistico nell’ambito della moda…. di conseguenza tutto mi è più facile. Però ecco dal mondo esterno sento molto questo problema. Lo dico o non lo dico? Per come son fatto io che sono molto aperto uscirei fuori da queste incertezze, non credo che il mio orientamento potrebbe portarmi a perdere il posto di lavoro. Dai.

– Ti è mai capitato di perdere un’amicizia a causa del tuo o suo orientamento sessuale? Se sì, come hai reagito?
-Non mi è mai capitato, no. E se mi succede, sinceramente meglio perderla una persona così che trovarla!

– Pensi che potrebbe capitarti di andare a letto con una donna o di innamorartene? Se sì, pensi che questo ti renda “meno gay”?
– Ahahahah mai! Se sono attratto da una donna è per la sua forza ed energia e particolarità della bellezza, ma mai a livello fisico-sessuale. La donna la sento come creatura vicino a me. Non riuscirei mai ad ” usufruire ” del suo corpo.

– Commento libero: c’è qualcosa che desideri comunicare ai lettori?
– Un omosessuale è un essere umano uguale a tutti, potresti avere anche te un’amico\a gay e non lo sai…però vedi, ci parli ancora. Qual è il problema? Ditemelo voi. Mi fanno ridere i “finti etero”: uscite da quel guscio, ormai siamo nel 2015. Maschione puoi esserlo anche nel mondo omosessuale, è uguale. Se ti piace un uomo non farti problemi. Bacialo, diglielo anche se non ricambia. La porta in faccia ce la prendiamo tutti, tutti, e più volte.
Un bacio a tutti e grazie.

After all these girls, today let’s talk with L., who tells us about his experience and what being gay means at the down of 2015.
I really thank him for his contribution and wish a good time to all the readers!

– How did you find out about your homosexuality and what was your reaction?
– A typical answer to a typical question: one is born homosexual. I grew up with the desire of discovering a male body, feel a male body near me, the strength, the energy I receive from this is great. Since I was I child I’ve always been attracted by men and I grew up with the interest in having a man next to me. How can you react to something you want to be a part of your life? Well! Then growing up I’ve been more and more interested in the male physical structure. I was always curios about the man’s behaviour, expecially with me. So my reaction was good, because that’s what I want in my life.

– Who did you tell in the first place and what reactions did you receive?
– My first confession was with a close friend, in my first college year…when I was really in love with a boy, who still makes me feel again the awesome emotions I experienced. The reaction was very sympathetic. I have to say, in 2005 being gay is not such a scandal.

– How does your homosexuality influence your everyday life (at work, at home, with friends…)?
– No way. Being homosexuals doesn’t mean having a desease that everyday reminds you you have a “problem”. It’s just life, it’s natural to love someone of the same sex and I have no social probolems, luckily. I have gay and straight friends and I hang out with both! Actually, more with straight ones…I have more fun and I make jokes with them about being gay!
At home we never faced the topic but my parents know it; since I was 14 I used to buy risqeé or feminine things and they have no problem with this, in my opinion they just think: “As long as it’s ok to you, we love you, gay or not, you’re our kid, no matter what!”

– Have you ever been a victim or a witness to acts of discrimination, violence and bullyism? Why do you think these episodes are so frequent?
– I’ve never been a victim of bullyism. As for discrimination, yeah…But it’s just because seeing a man particularly dress or elegantly dressed as a woman for an event looks so strange to ignorant people that they feel they must shout out loud: “Faggot!” but that doesn’t bother me, actually I laugh about it…at least you make them have fun. The reason for these episodes is that humans are basically critics. Many people still insult disabled people or everyone who’s not alligned with their tastes, just because they’re super weak persons and in order to feel confident they feel like showing up their ignorance and make everyone see how “macho” they are! Poor things…

– What do you think are the most compelling measures to take in order to fight homophobia?
– Stop with anti-homophobia manifestations. We should act normnally, the way everyone does. Homophobia exists because people has no information about homosexuality. Thuse we should just be ourselves, without showing off and labelling everything as gay. Because I haven’t it written on my face. If one can notice, good, if one can’t, good also. The important thing is, not to create corners of gay people and corners of straight people. For the 2015 I wish we were all united. We’re the same, aren’t we?

– Would you ever have a relationship with a bisexual boy?
– I’m sorry but I could only have a one-night stand. I don’t understand them, I should really study this word deeply: bisexual. To me it’s hard to think that the person I’m in a relationship with also likes pussy. I can’t understand it, really. Frequently I also get a bit angry. I hope in the future I’ll be able to give you a real answer. For now, to me it would be a problem to have a deepest relationship with respect to a simply one-night stand.

– Do you think in general the sentimental life of a homosexual people (as for meetings, occasions and also long-term relationships) is more complicated or simpler than a straight one and why?
– I think a sentimental relationship between two women or two men is more complicated just for one reason: the choice of having a baby, that’s all. From a social point of view, I think and hope we’re getting closer to obtain a less complicated life. Well, I don’t think a public kiss nowadays is a scandal as it was ten years ago.

– Do you think it’s right to come out and live openly even it work or private life should be separated from work? How would you react if you were victim of discrimination from your colleagues or boss?
– That’s a good question. Unluckily, to me is very easy to talk about my relationship with a man since I work in an artistic area in the fashion sector…so everything is easier. But from the external world I really feel this problem a lot. Do I tell them or not? Well, according to my open nature, I think I’d come out from these doubts, I don’t think my orientation could make me lose my job, come on!

– Have you ever lost a friend because of your or his/her sexual orientation? And if so, how did you react?
– No, it never happened. And if it does, well, such a friend is better to lose than to find!

– Do you think you could ever sleep or fall in love with a woman?If yes, do you think this makes you “less” gay?
– Ahahahaha never! If I’m attracted by a woman it’s because of her strength and energy and particular beatuy, but never in a physical or sexual way. I feel woman as a creature close to me, I could never “use” her body.

– Free comment: what would you like to tell the readers?
– Gay people are just human beings like everyone else, you could have a gay friend too without knowing it…but you still talk with him/her! So tell me what’s the problem? The “fake straight” are ridicolous: come out of that shell, we’re in 2015 by now. You can be a “tough guy” even in a gay world, it’s just the same. If you like a man don’t be upset. Kiss him, tell him, even if he doesn’t feel the same. Everyone is rejected sometimes, everyone, and even many times. A kiss to everyone and thanks.