We are proud!

Da quando il mondo si è accorto che esistono le persone lgbt, è pieno di gente che parla di noi.
C’è gente che fonda la sua campagna elettorale su di noi, gente che manifesta contro di noi, gente che in classe o al lavoro o a casa o in treno si mette a parlare di noi. Siamo contronatura o no? Dovremmo essere tollerati o no? I bambini, siamo capaci di crescerli o no? E il modo in cui scopiamo, in cui viviamo, in cui lavoriamo, il modo in cui ci vestiamo, il modo in cui parliamo, le trasmissioni tv che guardiamo. Se siamo nati così o ci siamo diventati frequentando le compagnie sbagliate, se il buon dio ci ha fatti così per mettere alla prova i nostri genitori o per far loro scontare certe vecchie colpe, se dovremmo essere aiutati a guarire o soltanto a vivere sopportando questa croce.

Queste persone che parlano di noi non sanno niente di noi.
Non hanno mai sentito il suono dei singhiozzi di tua madre che piange perché sua figlia esce con una ragazza.
Non sanno com’è quando hai bisogno di tastare il terreno ogni volta che parli della tua vita con qualcuno.
Non conoscono quella determinazione disperata che ti prende dentro, quando ti rendi conto che forse dovrai scegliere tra la tua famiglia e la persona con cui vuoi stare. E prima ancora, la persona che sei.
Loro non sono mai stati svegli nel letto, a parlare col soffitto, chiedendosi: come andrà a finire? Potremo vivere insieme? Potremo avere una famiglia? Dovremo scappare via?
Non hanno mai avuto paura, presentandosi all’hotel per una vacanza insieme, che la signora alla receptionist facesse storie per la camera matrimoniale, e non hanno mai dovuto inventarsi un compleanno per spiegare un mazzo di fiori, o guardarsi intorno prima di stringere la mano a qualcuno, per controllare che nessuno stesse osservando.
Non conoscono la sensazione di quando uno sguardo, una risatina, un commento sussurrato ti risvegliano da quel piccolo, innocente spicchio di felicità che stai vivendo e ti ricordano che per te niente è gratuito.
Tutto va pagato. Ogni bacio, ogni parola d’amore, ogni desiderio.

Le persone che parlano di noi non sanno come sia essere noi, e non ce lo chiedono.
Non vogliono saperlo.
Non hanno voglia di sentir parlare di quel che passa un ragazzino gay a scuola. Di quel che trova, quando dopo la scuola torna a casa. Della paura che lo accompagna tutti i giorni.
Non hanno voglia di domandarsi cosa si prova davvero quando quello su cui tutti raccontano barzellette “innocenti” sei TU.
Non interessa, a loro, scoprire quanto coraggio e quanta forza ci vuole per andare avanti senza vergognarsi di ciò che sei, senza cedere alla tentazione di nasconderlo.
Non sanno e non vogliono sapere com’è avere paura per la persona che ami, paura per te stesso. Paura che la sua famiglia le proibisca di vederti. Paura che il suo datore di lavoro lo scopra e la licenzi. Paura che qualcuno la insulti, la spaventi, la picchi, la faccia star male.

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Sì che ho paura.
E questo tipo di paura ti scava dentro un po’ ogni giorno, ti rende triste, duro, cattivo. Ti toglie ogni fiducia verso il prossimo. Erode ogni speranza che hai per il futuro.
Perché sai che, anche se dovessi campare cent’anni, non farai in tempo a veder sorgere il giorno in cui questa paura farà parte del passato. Puoi metterti al riparo. Puoi circondarti di persone che capiscano, puoi fuggire dai pregiudizi e dalla cattiveria, puoi trovare un posto sicuro e starci bene, ed essere felice. Puoi anche essere la persona più felice del mondo, ma saprai sempre che là fuori quella cosa c’è ancora.
Se sbagli strada, se parli con la persona sbagliata, se leggi il giornale sbagliato, se visiti il paese sbagliato, quella cosa comparirà di nuovo, e ti farà ancora paura.
Ognuno di noi l’ha vissuto, per questo siamo orgogliosi. Per questo portiamo in strada le bandiere arcobaleno, parliamo e ci raccontiamo e ci sosteniamo a vicenda e combattiamo e festeggiamo ogni volta che c’è qualcosa da festeggiare, difendiamo i nostri figli e spieghiamo quello che siamo e cerchiamo il dialogo e non ci arrendiamo, no, non ci arrendiamo mai.
Perché non possiamo dimenticarcela neanche per un istante, quella paura che abbiamo provato tutti almeno una volta. E neanche per un istante smettiamo di pensare che in questo preciso momento, da qualche parte, qualcuno sta piangendo.
Qualcuno sta pensando di farla finita.
Qualcuno si sente completamente solo al mondo.

Noi siamo qui.
Noi siamo quelli sbagliati, quelli diversi, quelli da cui stare alla larga.
Siamo noi, quelli che non vogliono più stare negli armadi e che pretendono diritti e leggi e sicurezza e dignità.
Siamo qui, con le nostre storie, le nostre emozioni e tutta la nostra paura.
Siamo qui con le nostre voci e non staremo zitti, mai più.

Vulcanica

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Io voglio solo essere me stessa!

“I tuoi lo sanno che sei gay?”

“Sì, gliel’ho detto subito. Non sarei mai riuscita a nasconderlo…”

“E come l’hanno presa?”

“Eh, poteva andare peggio. Certo, non è che fossero contenti…ma si sono rassegnati, diciamo. Per qualche mese però me la son vista brutta…”

“Ti capisco, sai? I miei non hanno mai accettato il fatto che stia con un ragazzo marocchino. Non è quello che volevano per me.”

Oppure:

“Ti capisco, sai? I miei non hanno mai accettato il fatto che abbia scelto di trasferirmi a Francoforte. Volevano che restassi vicina a casa.”

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Oppure:

“Ti capisco, sai? I miei non hanno mai accettato il fatto che io non voglia avere bambini. Per loro una donna che non ha figli non è davvero una donna…”

Oppure:

“Ti capisco, sai? I miei non hanno mai accettato che…”

Che faccia l’estetista invece che l’ingegnere. Che suoni la batteria invece che il piano. Che preghi Allah invece che Dio. Che…devo continuare? Ne ho sentite tante di risposte così.

Avete presente quelle frasi che si dicono sempre sugli animali domestici? “Non comprate ai bambini un cucciolo per soddisfare un capriccio, sono esseri viventi, non giocattoli…”

Ecco. Vorrei che si iniziasse a dirlo anche per i figli. Un figlio non è un giocattolo, non lo è da piccolo e non lo è nemmeno quando cresce. Se vuoi fare figli soltanto per giocare con loro come con delle barbie, con dei burattini, allora comprati un pupazzo.

Sei mio padre, sei mia madre. Hai messo al mondo una persona. Che cosa ti aspetti, che questa persona sia solo una pallida eco di te? Un riflesso vuoto? Se parliamo di “miracolo della vita”, è proprio perché è un miracolo: quello dell’autodeterminazione, della coscienza. Avermi messo al mondo non ti dà il diritto di negarmi questo! Che amore è, un amore che ha paura di me, di quel che diventerò?

Siate fieri dei vostri figli, di quel che raggiungono. Siate fieri della loro capacità di essere diversi da voi. Abbiate rispetto per i vostri figli, siate curiosi nei confronti delle cose che sanno fare, delle cose che amano fare, della vita che vogliono vivere. Non costringeteli a scegliere fra voi e i loro sogni. Altrimenti rischiate di perderli per sempre.

Vulcanica

 

 

 

#SvegliaItalia

Ringrazio tutti gli amici che hanno partecipato alla manifestazione per i diritti civili di sabato scorso, in cento piazze d’Italia, e in particolare quelli che si sono ricordati di noi e ci hanno inviato le loro foto.

Non mi interessa star qui a discutere sui numeri: un milione, mezzo milione, due milioni, poco importa. Anche se fossimo stati in cinque, saremmo state cinque persone coraggiose e dalla parte giusta della storia. E anche se al Family Day fossero dieci milioni, cento milioni, questo non mi smuoverebbe di un millimetro dal credere che si tratterebbe di dieci, cento milioni di cretini.

Ma una cosa è sicura: vedere decine e decine di piazze accendersi d’arcobaleno, vedere tante persone unite per una battaglia così bella, mi ha fatto sperare bene. Mi ha fatto sperare che forse il concetto di minoranza sia finalmente superato, che si inizi a capire che i diritti di uno sono i diritti di tutti e che una sola persona discriminata è una crepa in una società di cristallo, che può ridursi in pezzi in un attimo, se non si basa saldamente sull’ugaglianza e sul rispetto prima che su qualsiasi dogma morale o religioso.

Ringrazio Dio (per chi non lo sapesse, non quello nell’alto dei cieli, ma più prosaicamente la geniale co-amministratrice della nostra pagina facebook https://www.facebook.com/nessunarmadio/) per aver montato insieme queste immagini in un bellissimo collage, che ho scelto di usare come immagine della home page del blog perché non siamo più soltanto un pallido riflesso arcobaleno, ma siamo ormai carne, menti e cuori, siamo corteo e canto, siamo una forza della natura. Tutti insieme.

 

Vulcanica

Out of the Closet – Conclusione

Cara mamma, cara papà, sono gay

Questa che vi presento qui sotto è una lettera di coming out. L’ho scritta pensando a come avrei voluto che fosse il mio coming out, o forse a come mi dichiarerei se dovessi farlo oggi, con un po’ d’esperienza e di riflessione in più. Spero che possa essere un aiuto e un incoraggiamento per quanti di voi vogliono uscire dall’armadio ma non trovano le parole giuste o il momento giusto.

Dichiararsi per iscritto ha sicuramente dei lati positivi rispetto al farlo a voce. Dà un po’ più di tempo a te e ai tuoi familiari per assimilare la notizia ed evita il rischio che, nell’agitazione del momento, volino parole grosse che poi sono difficili da cancellare. Ma ci sono anche dei lati negativi: i tuoi genitori potrebbero leggere la lettera e non trovare il coraggio di risponderti o di parlarne con te. Questa è una decisione che puoi prendere solo tu. E ricorda comunque che le mie sono semplici indicazioni, ma naturalmente ogni coming out è una storia a sé e non esiste un modo “giusto” di dichiararsi.

Buona fortuna!

Cara mamma, caro papà,

 

forse siete sorpresi di trovare questa lettera da parte mia o forse no. Vi chiedo per favore di leggerla con attenzione, di leggerla fino in fondo, con calma e di rileggerla quando l’avrete finita, prima di fare qualunque cosa.

Non vi preoccupate! Sto bene, non mi sono cacciato nei guai. Non ho combinato casini. Quello che voglio dirvi me lo porto dentro da un bel po’ e non so se voi abbiate dei sospetti oppure no, ma sento che non è giusto nei miei confronti né nei vostri continuare a far finta di niente. Io vi voglio bene, voi volete bene a me. Ho bisogno di condividere con voi quello che sento dentro, anche se ho paura di ferirvi.

Mamma, papà, credetemi se vi dico che l’ultima cosa che voglio è darvi un dispiacere. Forse in un primo momento voi reagirete male a quello che sto per dirvi, forse vi sentirete persino delusi o traditi, o magari in colpa perché credete di aver fatto qualcosa nel modo sbagliato. Non è così. Siete dei bravi genitori e io mi sforzo di essere un bravo figlio. E proprio per questo voglio che sappiate la verità.

Sto parlando dei sentimenti che provo. L’attrazione, il desiderio, l’amore che provo sono come quelli di tutti gli altri, ma a differenza di come capita alla maggior parte degli altri non sono rivolti alle persone del sesso opposto al mio. Mi piacciono le persone del mio stesso sesso.

È tutto qui, davvero. Mi sembrava una cosa così grande che non sapevo come dirla, e invece ora l’ho fatto. E non c’è nient’altro, è tutto qui. Adesso sembra così naturale parlarvene che non so come ho fatto a tenermelo dentro per tanto tempo.

Perché è davvero solo questo. Io sono sempre io. Sono sempre la persona che conoscete, vostro figlio, quello che avete cresciuto e lo avete fatto bene! Non so come vi sentite in questo momento, ma è soltanto un momento. Continuate a leggere, per favore.

Capisco bene che siate preoccupati. Siete preoccupati per me, perché avete paura che la mia vita sarà più difficile di quella degli altri, o anche solo diversa da come voi la immaginavate fino a un momento fa. Siete preoccupati per le reazioni di chi lo verrà a sapere. Siete preoccupati perché forse questa cosa è così lontana dalla vostra vita che neanche riuscite bene a immaginare cosa significhi e che conseguenze abbia.

Ma vi prego di riflettere su una cosa, mamma, papà: questo è quello che sono. Se anche volessi, non potrei cambiarlo. Ho due alternative: essere me stesso e cercare di vivere nella maniera migliore possibile, essere sincero con voi, aprirvi il mio cuore e cercare la mia personale e unica strada per la felicità, oppure mentire. Mentire a voi, a me stesso, a tutte le persone che incontro, per sempre. Questo non potrà mai farmi stare bene, mamma, papà, e non potrà far stare bene neanche voi.

Non sentitevi come se vi fosse capitata una disgrazia o una sfortuna. Non ho una malattia, non ho avuto un incidente. E non credete neanche che sia così eccezionale quel che vi ho detto: siamo in tanti. Siamo in tanti e sempre più sono quelli che vivono senza paura, col sostegno delle loro famiglie, come spero di poter fare anche io da oggi in poi.

È vero che la mia strada, forse, sarà un po’ più difficile di quella degli altri. Ma mi avete già insegnato una volta a camminare, adesso vorrei che camminassimo insieme. Se vi ho scritto questa lettera, se ho sentito il bisogno di dirvelo è proprio perché non voglio farlo da solo. Voglio che voi siate con me.

Mamma, papà, posso essere felice come tutti. Posso essere innamorato e realizzato nella vita come tutti. Posso avere una famiglia come tutti. Per fortuna oggi è possibile. Ma tutto questo voglio farlo insieme a voi, senza nascondervi niente.

So di chiedervi molto. Vi chiedo di amare vostro figlio per quello che è, di vederlo per quello che è e di amare me più di quanto amiate le vostre aspettative o i vostri preconcetti. Non vi lascerò soli in quest’impresa. C’è così tanto che voglio dirvi! Voglio che anche voi possiate leggere quel che ho letto io, guardare i video che ho guardato e che mi hanno commosso, conoscere la realtà di altre persone che provano i miei stessi sentimenti. Per favore, non respingetemi. Facciamo questo percorso insieme.

Se vi rifiutate di ascoltarmi, se chiudete la porta in faccia alla realtà, vivrete per sempre in un’illusione. Potete credere che tutto sia come prima e che questa lettera non l’abbiate mai letta, e io potrei persino lasciarvelo credere, ma non sarebbe più lo stesso. Non ci sarebbe più fiducia tra noi. Sarei costretto a nascondervi parte della mia vita e voi sareste costretti a sospettare di me tutto il tempo, ad avere il cuore stretto tutto il tempo, sempre con la paura di essere scoperti come se avessimo commesso un delitto.

Se invece mi date la mano e camminate insieme a me, all’inizio vi sembrerà tutto strano e difficile, ma vi abituerete all’idea. Vi abituerete e arriverete a vedere le cose come sono veramente, semplici e pulite, e non come forse adesso le immaginate. Così sarete felici e permetterete anche a me di esserlo.

Per favore, venite ad abbracciarmi adesso.

Vostro figlio

 

Con questo post si conclude la mia guida al coming out con le bellissime illustrazioni di Cloud.

Presto troverete sul blog e sulla mia pagina facebook la versione .pdf che riassume tutti i post della guida in versione corretta e ampliata (illustrazioni comprese) così da poterla scaricare tranquillamente e, se volete, stamparla.

Naturalmente spero che circolerà il più possibile e che potrà essere d’aiuto a qualcuno. Spero anche che questo progetto vi sia piaciuto, che non vi abbia deluso e che vi abbia aiutato a fare un po’ di chiarezza sul tema del coming out. Sarò felice di ricevere i vostri pareri, suggerimenti o riflessioni all’indirizzo vulcanica.nessunarmadio@gmail.com.

Grazie a tutti per avermi seguita fin qui!

Vulcanica

Out of the Closet – Section 3.3 A chi posso rivolgermi?

Ecco la terza e ultima parte del terzo capitolo della guida al coming out.

Continua da qui. Le illustrazioni sono di Cloud!

6. GAY E FEDE? NON PER FORZA INCONCILIABILI
Di solito ad avere più difficoltà nell’accettare l’omosessualità sono le persone religiose. Questo blog si occupa di identità di genere e orientamento sessuale, non di spiritualità, quindi non spetta a me spiegarti come trovare un compromesso tra la tua fede e la sessualità di tuo figlio. Quello che però posso fare è dirti che questa possibilità esiste!
Ci sono molti sacerdoti e molti movimenti che si presentano aperti rispetto al tema dell’omosessualità. Pensa ad esempio al referendum che ha da poco avuto luogo in Irlanda e che ha sancito l’estensione del matrimonio anche alle coppie omosessuali. Sapevi che la Chiesa cattolica irlandese, per la stragrande maggioranza, non si è opposta?
Qui di seguito trovi alcune fonti da visitare se vuoi saperne di più su come omosessualità e fede possano convivere in maniera serena:
http://www.gionata.org/chi-siamo/
http://www.gaychristian-europe.com/index-it.php
http://www.gruppoemmanuele.it/chi-siamo/
https://kairosfirenze.wordpress.com/chi-siamo/
http://www.forumcristianilgbt.it/
https://refoitalia.wordpress.com/chi-siamo/
http://www.chiesavaldese.org/pages/archivi/mat_discrim.php
Che te ne pare? Scommetto che non ti aspettavi che ce ne fossero così tanti! Ma non è finita qui, anzi, di siti che raccontano storie e testimonianze in cui si conciliano fede e omosessualità ce ne sono davvero tantissimi. Un breve elenco lo trovi su questo forum:
http://noemi.forumattivo.com/t278-i-gruppi-di-lesbiche-e-gay-cristiani-chi-e-dove-sono
e un’altra lista abbastanza esauriente si trova qui:
http://www.gruppoemmanuele.it/link/
Infine, ti suggerisco questa testimonianza:
http://www.huffingtonpost.it/2015/02/13/gay-e-cattolico-non-e-un-problema_n_6678592.html
Ma ne puoi trovare molte altre in rete! Scommetto che, dopo aver consultato tutto questo materiale, inizi a pensarla diversamente, vero? Non esiste un solo modo di vivere la fede, così come non esiste un solo modo di vivere l’amore o la sessualità. Essere omosessuale, come abbiamo già detto, non è una scelta o una perversione morale, non è una malattia, è semplicemente un fatto naturale. Gesù non ha mai parlato di omosessualità.
Nell’antico testamento l’atto omosessuale viene condannato nel Levitico, ma di certo oggi nessuno penserebbe di seguire la Bibbia alla lettera, senza interpretarla. Se la pensi diversamente, leggi questo documento: http://aftersantana.altervista.org/lomosessualita-e-mille-altre-cose-vietate-dal-levitico/
Come vedi, per le Sacre Scritture essere gay o mangiare carne di lepre sono peccati della stessa gravità.
Quanto all’atteggiamento della Chiesa, ricordiamoci che la Chiesa è fatta di uomini e gli uomini, anche se ispirati da un sentimento di fede, sono creature del proprio tempo. Pensiamo per esempio ai tribunali dell’Inquisizione, ai processi contro Galileo e Giordano Bruno, alle crociate, alla conversione forzata degli indiani d’America…tutte queste cose appartengono alla Chiesa del passato, mentre oggi non è più così perché il mondo è cambiato. Per parlare di tempi più vicini, fino a qualche decennio fa una donna che non arrivasse vergine al matrimonio era considerata disonorata, si trattava di un peccato gravissimo. Ma già ad oggi soltanto i cattolici più intransigenti considerano questa norma come inderogabile! E chi dice allora che un domani la Chiesa non cambi la propria posizione sull’omosessualità?
Spero che le mie parole e soprattutto le testimonianze che ti ho proposto possano aiutarti a riflettere senza pregiudizi, e concludo consigliandoti questo:
http://progettofratellomaggiore.com/2015/07/29/religione-e-la-comunita-lgbt-nel-documentario-owning-our-faith/

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7. COSA DEVO FARE ADESSO?
Sei determinato a supportare tuo figlio e vuoi trovare il modo migliore di comportarti per essergli vicino in questo momento. Come si fa?
Beh, innanzitutto ci devi parlare. Nessuno meglio di lui (lei) saprà spiegarti le sue esigenze e dirti che cosa si aspetta da te o che cosa vorrebbe. Ma qualche linea generale possiamo già stabilirla:
1) Non giudicarlo. Tuo figlio non ha bisogno che tu gli dia un giudizio morale su qualcosa che fa parte di lui (lei) e che non ha affatto la possibilità di controllare, reprimere o cambiare. Come non puoi prendertela con lui (lei) perché ha gli occhi chiari o perché non gli piace il tennis, così non puoi arrabbiarti perché è gay. Tu hai scelto di essere eterosessuale? No. Ti è capitato e basta, sei nato così. Beh, ti sembrerà strano all’inizio, ma lo stesso vale per lui (lei).
2) Non rifiutarti di parlarne. Alcuni genitori pensano che sia meglio rimanere fuori da queste faccende. Non è così. Si tratta di una parte importante della vita di tuo figlio, e se lui (lei) ha sentito il bisogno di condividerla con te, vuol dire che vuole averti vicino. Se decidi di affrontare questa cosa adesso, sarà difficile e impegnativo nei primi tempi, ma poi potrai assimilarla in fretta e avere un rapporto sereno con tuo figlio per il resto delle vostre vite. Se invece ti rifiuti di farlo, quest’ombra vi accompagnerà sempre, vi dividerà sempre. Ci sarà una barriera tra voi due che non potete attraversare, una frattura. Davvero è questo che vuoi? Pensi di non amarlo abbastanza da superare le tue paure, le tue esitazioni, i tuoi dubbi, per dargli la comprensione e l’affetto di cui ha bisogno? Certo che lo ami abbastanza. Certo che ce la farai. Ci vuole solo un po’ di coraggio, provaci. Se non tenti, rimpiangerai quest’occasione per sempre.
3) Non pensare solo a te stesso. In questo momento sei turbato, i tuoi sentimenti sono sottosopra e ti sembra spontaneo pensare a come stai, a come la rivelazione ti abbia sconvolto. Ma attento: in questo modo, se ti concentri troppo su come ti senti, potresti dimenticare che qui la persona che è davvero al centro di tutto è tuo figlio. Per quanto tu sia colpito, pensa che lui (lei) lo è molto più di te, perché ha scoperto qualcosa di davvero importante e profondo su se stesso, al punto da sentire la necessità di coinvolgerti. Se adesso ti focalizzi troppo sui tuoi sentimenti, facendo sentire in colpa tuo figlio per averti procurato questo shock, rischi di fare proprio il contrario di quel che vorresti: apparire lontano e freddo invece di essergli vicino! Parlagli del modo in cui ti senti, sì, ma non dimenticare di chiedere come sta lui (lei). Il percorso per accettare la propria sessualità può essere più o meno complesso e faticoso. Cerca di esserci per tuo figlio e di fargli sentire tutto il tuo supporto.
4) Non ossessionarti. E non ossessionarlo, aggiungerei. D’accordo, tuo figlio è gay: ma ricordati che la vita continua. Per quanto questa questione sia importante e vada affrontata, diventare ossessivo e non parlare d’altro potrebbe essere un po’ snervante per tutta la famiglia. Evita di fissarlo a lungo alla ricerca di un gesto o un movimento che rivelino il suo inaspettato lato gay, evita di immaginare che abbia una relazione sessuale con qualsiasi essere del suo stesso sesso nel raggio di un chilometro (d’accordo che è figlio tuo, ma nessuno è così affascinante!) ed evita di preoccuparti ossessivamente di malattie sessuali, promiscuità o brutti incontri (cose che sono sì preoccupanti, ma che capitano anche agli etero…).

8. PER CONCLUDERE: A CHI RIVOLGERTI
Questa guida è quasi giunta al suo termine, ma di certo questo non significa che tu abbia già finito di rifletterci. Infatti sto per assegnarti i compiti a casa! Ovvero, ti consiglio una serie di siti e riferimenti utili a cui puoi rivolgerti per approfondire qualsiasi argomento su cui tu abbia perplessità o preoccupazione.
Iniziamo da alcuni progetti molto interessanti:

Qui trovi una serie di testimonianze di uomini, donne e coppie gay, lesbiche e bisex pensate per rassicurare e incoraggiare le persone, in particolare i giovanissimi, vittime di discriminazione o bullismo omofobo o semplicemente perplessi riguardo al proprio orientamento sessuale: http://www.lecosecambiano.org/

Qui puoi trovare tanti video in cui ragazzi e ragazze, coppie, genitori e figli raccontano la propria esperienza con il mondo lgbt: http://progettofratellomaggiore.com/
Tra le associazioni lgbt, ti consiglio naturalmente Arcigay: http://www.arcigay.it/chi-siamo/storia/
L’assocazione di avvocati Rete Lenford offre assistenza alle persone lgbt che subiscono discriminazioni nella vita o sul posto di lavoro: http://www.retelenford.it/chi-siamo.html

Agedo è l’associazione dei genitori, parenti e amici di persone lgbt e si pone come scopo proprio quello di essere di sostegno durante il percorso faticoso di comprensione e accettazione dell’omosessualità di un figlio, fratello o amico: http://www.agedonazionale.org/

E ora passiamo ai film. Infatti il cinema si è occupato spesso di storie che hanno a che fare con il mondo lgbt e di sicuro vederne qualcuno può essere un buon modo per riflettere e guardare le cose da un’altra prospettiva.
Ti consiglio innanzitutto il famosissimo “I segreti di Brokeback Mountain”. Si parla di amore fra due uomini e dell’impossibilità di vivere quest’amore liberamente, con serenità. Toccante, sincero e intenso.
In secondo luogo ti consiglio di vedere “Prayers for Bobby”. Il film racconta la storia di un ragazzo che si scopre gay e di sua madre, molto religiosa e incapace di accettare l’omosessualità del figlio. Anche qui c’è da commuoversi e riflettere. Attenzione: il film è tratto da una storia vera!
Un altro film interessante, questa volta italiano, è “Mine vaganti”. Anche qui troviamo un giovane omosessuale che si confronta con l’intolleranza della propria famiglia.
Un film romantico e doloroso sull’amore tra due donne in una società che rifiuta completamente l’omosessualità è “Viola di Mare”.
Ce ne sono molti, molti altri ma…cominciamo da qui!
E per passare dalla pellicola alla vita reale, voglio concludere questo elenco di suggerimenti proponendoti il video in cui l’attrice canadese Ellen Page dichiara pubblicamente la propria omosessualità. Questo video è stato d’aiuto a me e, ne sono certa, a tante altre persone che combattono ogni giorno per affermare la propria identità al di là delle discriminazioni e della paura di sentirsi “diversi”: https://www.youtube.com/watch?v=JYcbtY2LhbA

E infine sappi che, per qualsiasi cosa, io sono a tua completa disposizione: scrivimi a vulcanica.nessunarmadio@gmail.com e sarò felice di ascoltare la tua storia, rispondere alle tue domande o dubbi, darti consigli, fornirti strumenti utili e magari metterti in contatto con persone molto più in gamba ed esperte di me.

Allora, come ti senti adesso? Un po’ meno preoccupato? Lo spero bene!

Vulcanica

Progetto Fratello Maggiore – il video

Ho realizzato un altro video per il Progetto Fratello Maggiore (il primo, che risale a parecchi mesi fa, lo trovi qui: https://www.youtube.com/watch?v=OUEbretMZSs&feature=youtu.be).

Ti invito a guardare il video, se hai voglia, ma soprattutto a visitare il loro blog e la relativa pagina Facebook perché si tratta di un’iniziativa davvero interessante e utile!

Vulcanica

Out of the Closet – Section 3.2 Genitori, non preoccupatevi!

Ecco la seconda parte del terzo capitolo della guida al coming out…Prosegue da qui.
Le illustrazioni sono sempre di Cloud.

3. ESSERE GAY NON È UNA MALATTIA
E questo non lo dico io. Questo lo dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità, lo dice l’Ordine degli Psicologi. Qualunque siano le tue idee in materia, essere omo o bisessuali non è una malattia. Non c’è niente che non va. Perciò non iniziare a pensare di intraprendere percorsi massacranti e umilianti allo scopo di “convertire” tuo figlio e farlo tornare etero (tornare? non lo è mai stato, solo che tu non lo sapevi). Nessun medico al mondo può prometterti di guarire tuo figlio dall’omosessualità: se lo fa, mente, non è in buona fede, è un ciarlatano e dovresti denunciarlo. Nessuna preghiera o terapia o corso o distrazione può cambiare le cose. Prima lo capisci, prima lo accetti, prima verrai a patti con tutto questo e vi troverai del buono (perché sì, ne parleremo presto, c’è del buono!). Sai cosa invece si può curare? L’omofobia. Se l’idea di avere un figlio gay ti mette così tanto a disagio, inizia a pensare che il tuo disagio può essere combattuto (come? informandoti. Hai semplicemente paura di quello che non conosci, è naturale. La guida serve a questo ed è solo un primo passo) mentre l’omosessualità di tuo figlio no.
Del resto, dal momento che l’omosessualità non è una malattia, via quelle facce lunghe. Se stai pensando al futuro radioso che immaginavi per tuo figlio e che ora è in frantumi, smetti subito! Tuo figlio può essere felice esattamente come chiunque altro. Anzi, dal momento che ha riconosciuto e accettato questa parte di sé, sarà sicuramente molto più felice e realizzato di tanti che non riescono a fare i conti con la propria natura, e soprattutto sia tu che lui (lei) dovete essere fieri della fiducia reciproca che vi ha portato ad arrivare a parlare di questo tema importante e del coraggio che state dimostrando nell’affrontarlo insieme!
Un omosessuale può avere una famiglia, può sposarsi e avere dei figli (a prescindere da quel che dicono le leggi italiane, le famiglie omogenitoriali sono già una realtà anche nel nostro paese), può avere successo nel lavoro, può avere amici che lo supportano e lo sostengono. Un omosessuale può vivere esattamente come un eterosessuale. Certo, esistono il bullismo, le discriminazioni, ma queste sono cose che si possono e si devono combattere e non è detto che tuo figlio le incontri nella propria vita, del resto avrebbe potuto incontrarle anche se non fosse stato omosessuale, per qualche altro motivo. Essere gay non lo rende diverso o emarginato.

4. ESSERE GAY È BELLO!
D’accordo, questa è proprio la più dura da mandar giù, eh?
Quel che tento di dirti è che non devi prendere questa cosa come una disgrazia o un brutto incidente. Non lo è!
La prima buona notizia è che tuo figlio è vivo e in buona salute, perciò via quelle facce da funerale. Scusa la brutalità, ma se tuo figlio avesse un incidente o una brutta malattia come ti sentiresti? Lo rivorresti indietro tutto intero, non è vero? A quel punto non te ne importerebbe proprio niente del fatto che sia gay, perché è tuo figlio e tu lo ami e vuoi che stia bene! E guardacaso sta bene…perciò goditi la tua fortuna!
La seconda buona notizia è che essere gay non è una brutta cosa. Si tratta di un modo d’amare, un modo come un altro. Come ho accennato nella sezione precedente, un omosessuale ha le stesse possibilità di avere una vita sentimentale felice, una famiglia felice, di amare e di essere amato. Io che sto scrivendo questa guida sono una ragazza qualsiasi, studio all’università, ho un buon rapporto con la mia famiglia e sono lesbica. I miei genitori e i miei amici (che sono etero) conoscono la mia ragazza e le vogliono bene. Se stanotte arrivasse il genio della lampada e mi chiedesse se voglio magicamente diventare etero, io gli risponderei di no, grazie tante, perché sono felice. Potrei farti mille altri esempi di persone come me, maschi o femmine che siano, e la cosa più buffa è che sicuramente anche tu conosci molti di questi ragazzi e ragazze…solo che non lo sai. Perché non ce l’abbiamo stampato in fronte e così nessuno se ne accorge, e le persone non se ne accorgono in quanto non c’è nessuna differenza, proprio nessuna, tra noi e i ragazzi e le ragazze eterosessuali.
Non ci credi? Semplicemente perché si tratta una realtà con cui hai scarsa familiarità. Non siamo più negli anni ’70, gli omosessuali non sono più persone con vite problematiche, tipicamente tossicodipendenti dalle relazioni promiscue e esposte ad alti rischi di prendersi qualche brutta malattia. Gli omosessuali e gli eterosessuali statisticamente hanno gli stessi stili di vita, le stesse abitudini, insomma: il fatto che tuo figlio sia gay non deve davvero darti alcuna preoccupazione in più, tranne quella di vivere in una società ancora per certi versi omofoba e prevenuta. Ma ci stiamo lavorando, giorno dopo giorno e EHI!, ora che sei coinvolto, anche tu puoi fare la tua parte per migliorare le cose. Come? Tanto per cominciare, informandoti correttamente e dando a tuo figlio tutto il supporto necessario. Fagli domande e ascolta le sue risposte, non essere timido. Questo è proprio il momento di liberarti di ogni dubbio o perplessità: lui (lei) ti ha parlato di sé, ti ha dato la sua fiducia, la sua disponibilità a dialogare. Accettala: chiedi quello che ti passa per la testa. Meglio sapere che dubitare. Vedrai che avrai belle sorprese.

5. COSA DIRÀ LA GENTE?
Lo so, è un pensiero preoccupante. Il giudizio degli altri pesa sempre sulle vite di tutti noi come una scure.
Per prima cosa, ricorda che “la gente” ha la memoria corta. Se si verrà a sapere che tuo figlio è gay, qualcuno parlerà, sì. Per qualche giorno. Poi magari uscirà fuori che la figlia di qualcun altro è incinta, o che il fratello di chissà chi ha tradito la moglie, ed ecco che le voci avranno un altro argomento su cui accanirsi. I pettegolezzi son sempre esistiti, colpiscono tutti e chi ha voglia di parlare troverà sempre un motivo per farlo, a costo di inventarselo. Davvero è così importante?
In secondo luogo, per fortuna al giorno d’oggi i giudizi della gente potrebbero sorprenderti in senso positivo. Moltissime persone non battono ciglio all’idea di avere un parente, un amico o un vicino di casa omosessuale. Perché? Ma perché da decenni il movimento lgbt+ (la sigla significa lesbiche, gay, bisessuali e transessuali e il più indica tutte le altre minoranze di orientamento sessuale e identità di genere che si riconoscono in questo acronimo) sta lottando per una visibilità positiva, per far sì che ciascuno sia libero di vivere la propria vita con dignità e a testa alta, alla luce del sole e, anche se forse fino a questo momento non ci hai fatto caso, gli effetti si vedono. C’è ancora tanto da fare, però stiamo lavorando nella giusta direzione.

Vulcanica

(Continua)

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Here’s the second part of the third section of the guide. You can find the first part here.
Cartoons by Cloud

3. BEING GAY IS NOT A DESEASE

Who says that? Not me, but the World Health Organization and the Order of Psychologist. Whatever your opinions, being gay or bisexual is not a deasease. There’s nothing wrong with that. So don’t start thinking about torturing and humiliating your kid to “convert” him to be straight again (again? he’s never been, you just didn’t know!). No doctor in the world can promise you to cure your kid from homosexuality and if he does, he’s lying and you should report it to the authorities. No prayer or therapy or distraction can change this thing. The earlier you get, the earlier you will accept all this and you’ll find the silver layer (yeah, there is a good side in all this stuff). You know what can be cured instead? Homophobia. If thinking about having a gay son makes you feel so uncomfortable, start thinking that your difficulties can be fought (how? getting informed. You’re just afraid of what you don’t know, it’s quite normal. The guide serves this purpose and it’s just the first step!) while you kid’s homosexuality cannot be fought.
Anyway, since homosexuality is not a deasease, don’t be that sad! If you’re thinking about the bright future you wanted for yout kid, stop with it! Your kid can be happy as well as anyone else. I’d say, since he is aware of this side of himself, sure he’ll be much more happy and glad than many others who cannot deal with their nature. So you have to be proud of the trust which led your kid to speak to you about this and be proud of his courage in facing it together with his family!
Gay people can have family, can get married and have children (whatever laws say, homosexual parenting is already a reality!), can have a successful carrer, can have friends to support him. A gay person can be as happy as a straight guy. Of course there is bullyism, discrimination, but those things can and must be fought against and how do you know your kid will be discriminated in his life? How do you know it wouldn’t happen if he was straight, for some other reason? Being gay doesn’t mean being different or outcast.

4. GAY IS GREAT!

Yeah, that’s the hardest part isn’t it? I’m trying to tell you that you don’t have to think about your kid being gay like it was an accident or a misfortune. It’s not!
First good news is, your kid is alive and getting along good, so no sad faces here. Sorry for saying this, but if your kid actually had a bad accident or a bad desease how would you feel? You would want him to be back exactly as he is, wouldn’t you? You wouldn’t care about him being gay if you were about to lose him, because you love him and want him to be happy. And he is…so please enjoy your good luck!
Second good news is, being gay is not bad. It’s just a different way of being in love. A gay person has the same possibilities to leave a happy sentimental life, to have a great family, to love and be loved. I’m writing this guide and I’m an ordinary girl, I’m attending my senior university year, I have a good relationship with my family and I’m a lesbian. My parents and friends (straight friends!) are totally supporting, they have met my girlfriend and they truly love her. If tonight I had a visit from a wizard and he asked me if I want to become magically straight, I’d say no thanks, because I’m totally happy. I could tell you about hundreds of other people just like me, boys or girls, and the funniest part is surely you know many of these guys too…you just don’t know it. We don’t have “gay” written on our face so no one actually knows, and people can’t see it because there’s no real difference, no difference at all between us and straight boys and girls.
You can’t believe it? It’s just because you’re not familiar with this reality. We’re no longer in the 70s’, gay people are no longer people with difficult lives, tipically drug addicted with polygamous relationships and high probability of getting some bad desease. Statistics say gay and straight people have the same lifestyles and habits, so trust me: your kid being gay is no reason to worry. The onyl bad side is, our society is still homophobic and full with prejudices. But we’re working on it and, HEY!, now that you’re in, you can play your role in this fight too! How? Well, start getting well informed and supporting your kid. Ask him questions and listen to his answers, don’t be shy. This is the right time to get rid of all your doubts: he (or she) talked with you, he trusted you, he wants a dialogue. Pick the chance: ask him (her) whatever you need or want to know. It’s better to know than to speculate. You’ll have good surprises!

5. WHAT WILL PEOPLE SAY?

I know you’re worried about it. Other people’s opinion always weights on our lives.
First of all, remember that “people” have short memories. If your kid will publicly come out as gay, someone will speak about it, yeah. For a couple of days. Then there will be some other news, like someone being pregnant or cheating on their husband and here you are, voices will talk about someone else. Gossip has always been and always will be, gossip hits on everyone and who wants to talk will always find a reason to do it, even if he should fabricate it. Is it really that important?
Second point, luckily today people could surprise you in a positive fashion. Many people have nothing to say on having a gay friend, neighbour or relative. Why? Because it’s been years and years since the lgbt movements have starting fighting for a positive visibility, in order for everyone to be free to live their lives in dignity. Maybe you didn’t notice up to now, but things are actually changing. There’s still a lot to do, but we’re working for a better world.

(To be continued)