Mi piacciono i/le transgender, e allora?

Qualche tempo fa, ho condiviso sulla mia pagina facebook Nessun Armadio l’articolo pubblicato dalla blogger Eretica, che raccontava la storia di E., una ragazza attratta dalle persone androgine e/o transgender: https://abbattoimuri.wordpress.com/2015/08/07/mi-piacciono-ile-trans-e-mi-insultano-per-questo/.

Ho lasciato un commento sul blog in cui sottolineo come la stessa comunità lgbt+ abbia un gran bisogno di affrontare di più e con più sincerità le tematiche relative alla transessualità e a come questa è percepita nella società e, con mio grande piacere, l’autrice stessa dell’articolo mi ha contattata, proponendomi di approfondire la tematica in un’intervista.

1. Come hai scoperto di essere attratta dalle persone androgine e/o transgender e come hai reagito a questa consapevolezza?
1. Non sono sicura di aver capito di essere attratta da persone androgine e transgender in un preciso momento, probabilmente l’ho capito poco a poco nel tempo.
Uno dei primi ricordi che ho: ero con mia madre al parco, notai una donna molto mascolina, vestita da uomo con i capelli corti, non riuscivo ad inquadrarla ne come uomo ne come donna, chiesi innocentemente a mia madre: “che cos’è? Un maschio o una femmina?”, lei, che la conosceva di vista, mi rispose che era semplicemente una persona, buona per la precisione!
Uno dei primi giorni alle elementari, in giardino a ricreazione, non avevo compagni con cui giocare perché non conoscevo ancora nessuno, vidi una bimba con i capelli un po’ corti, a quel l’età non era sempre facile riconoscere il genere sessuale di un bambino, ci basavamo sul colore del grembiule, rosa (o al massimo bianco) per le femminucce e azzurro o blu per i maschietti, lei però lo aveva verde, mi piacque molto il colore del suo grembiule, l’unica veramente diversa da tutti. Feci amicizia con lei, nonostante era di un altra classe e ci vedevamo solo in giardino. Nonostante le amicizie poi cambiarono durante l’anno, tempo dopo mi si ruppe il grembiule, andai con mia madre a comprare quello nuovo, e lo scelsi verde. Quella bambina non divenne un transessuale, più tardi diventò più femminile, ma la mia scelta di avere un grembiule verde, così diverso da tutti, mi fa pensare che avevo già le idee chiare sulla mia diversità e che concepivo l’idea di un terzo genere diverso dai soliti due.
L’ultimo caso che ritengo rilevante, fu la mia prima cotta, mi invaghii di un ragazzino più grande di due anni, lui ne aveva 12 ed era diverso da tutti i suoi e i miei coetanei, era molto androgino, capelli lunghi e vestiva non proprio da maschietto, ma era bellissimo, capii di esserne cotta perché con tutti, sia maschi che femmine, non avevo problemi a dialogare e giocare, ma con lui non riuscii proprio a parlarci, ero troppo insicura per via dell’attrazione che provavo.
Insomma credo di averlo capito già da piccola, poi, con il passare del tempo, nell’età adolescenziale, utilizzando quotidiani, riviste e, in seguito, internet, capii che quello che dentro di me consideravo il “terzo sesso” era l’unico che mi interessava davvero.

2. Dalle tue parole si capisce che eri abbastanza consapevole della tua sessualità già fin da piccola. A tal proposito vorrei chiederti: cosa ne pensi di chi dice che i bambini non sono in grado di riconoscere il proprio orientamento o identità di genere? Te lo chiedo perché molti ragazzini e ragazzine si sentono mortificati dal fatto che, quando provano a esprimere i propri sentimenti, gli adulti dicono loro che è troppo presto per sapere queste cose e che le capiranno solo da grandi! Pensi che questo possa costituire un freno per i bambini e aumentare la loro sensazione di essere incompresi, oppure credi che in effetti la consapevolezza vera di sé arrivi con la maturità?
2. Qualsiasi giudizio degli adulti del genere “tu non sai…” fa sentire i bambini incompresi, però penso che allo stesso tempo sia vero, un bambino di 5 anni probabilmente ha già qualche idea sul suo orientamento sessuale e sulla sua identità di genere, ma fino all’inizio del l’adolescenza non c’è ragione di pensarci, da un lato non si può iniziare la transizione, dal altro i gusti a volte cambiano proprio con l’adolescenza. L’importante è che i bambini capiscano di essere amati indipentemente dal loro orientamento e dalla loro identità di genere, altrimenti soffriranno la solitudine e cercheranno di reprimere i sentimenti.

3. In base alla tua esperienza, quali credi che siano le maggiori difficoltà che le persone transgender incontrano nella vita di tutti i giorni?
3. “Ogni mattina in Italia, quando sorge il sole una transessuale si sveglia, sa che dovrà correre più del leone o verrà uccisa.
Ogni mattina in Italia, quando sorge il sole un transessuale si sveglia, sa che dovrà correre più della iena o sarà mangiato.
Ogni mattina in Italia, non importa che tu sia un trans o una trans, l’importante è che tu incominci a correre.” (semicit.)
Sono molti i problemi che i/le transgender, e in parte anche uomini effeminati e donne mascoline, affrontano ogni giorno, quello che più mi ha colpito, che affligge tutt’ora anche il mio partner in Germania, è la fatidica domanda: “Oggi uscirò di casa?”, ogni mattina ci auguriamo il buongiorno e io gli domando questa cosa, mi piange il cuore ammetterlo ma gran parte delle volte la risposta è negativa, anche se poi magari trova la forza per uscire. Per essere transessuale, sia FtM che MtF, ci vuole un carattere forte, bisogna essere superiori e tenere sempre la testa alta.
Alcuni transgender che ho conosciuto avevano difficoltà nell’accettare la propria voce, mascella larga, pomo d’Adamo e barba per i MtF, seno, fianchi larghi e altezza minuta per i FtM, ma in quasi tutti i casi le difficoltà maggiori sono quelle di trovare un lavoro e avere al fianco la propria famiglia.
Anche il “test dello specchio” è molto diverso da quello che affrontiamo noi cisgender quotidianamente, non ci si chiede semplicemente se abbiamo bisogno di lavarci i capelli, un trucco più pesante o un caffè doppio, per un transgender guardarsi allo specchio può far migliorare la giornata oppure far partire col piede sbagliato l’intero mese.
Un’altra enorme difficoltà è rappresentata dal sesso, a differenza di ciò che l’opinione pubblica pensa, molti/e trans hanno profondi problemi a spogliarsi e a fare sesso, molti solo per amore potrebbero farlo, certo esistono anche le professioniste del sesso, ma sono una minoranza.

4. Parli con grande chiarezza dei problemi delle persone transgender e anche del loro rapporto difficile col proprio corpo e col sesso. Pensi che queste difficoltà siano da imputare principalmente alla disforia di genere, quindi a una causa patologica, oppure all’atteggiamento di rifiuto degli altri nei loro confronti, o entrambe le cose? In altre parole, una persona trans ha più difficoltà ad accettarsi perché è nata “nel corpo sbagliato” o perché i suoi tentativi di essere se stess* vengono continuamente frustrati da chi gli/le sta intorno?
4. I problemi maggiori che soffrono i/le trans sono causati senza dubbio dalle opinioni degli altri, è chiaro che se fossero tutti transofili come me, quando si vedono allo specchio e notano di essere un perfetto mix tra uomo e donna saranno contenti perché alla gente piace… Ovviamente i “mix” piacciono poco quindi gran parte del problema nell’accettarsi è dovuto a chi ci sta intorno. In minor parte, a mio parere, influisce anche la causa patologica, è ovvio che se la mente sente di appartenere a un corpo femminile, ma la forma del fisico è maschile, ci sarà sempre un certo disagio, finquando ormoni e chirurgia non cambino la situazione.

5. Perché secondo te anche in ambienti più aperti di quelli tradizionali, come le comunità femminista e lgbt+, l’attrazione verso le persone transgender è considerata “strana”?
5. L’attrazione verso i/le transgender generalmente è accettata dalla comunità LGBT+, ma la stupidità umana c’è sempre stata, non termina certo quando scopri di essere gay o lesbica, se sei nato quadrato non muori tondo, difenderai i tuoi diritti ma non è detto che i diritti degli altri ti interessino. Da generazioni i trans vengono ostracizzati e ghettizzati, molti dei pensieri che avevano i nostri bisnonni ci sono stati tramandati, perciò, come era strano in passato, essere attratti dai transessuali potrebbe essere motivo di contrasti (rapportati ovviamente al periodo in cui viviamo), il nostro bisnonno magari denunciava i transofili agli squadristi fascisti, noi oggi ridiamo alle loro spalle, la differenza è netta ma il pensiero si è tramandato nelle generazioni.

6. Il fatto che la tua sessualità non sia definita dalle etichette tradizionali (etero, gay, bisex) ti fa sentire più libera o al contrario credi che sia un motivo di debolezza o di confusione per te?
6. In passato era motivo di debolezza, mi vergognavo con me stessa a guardare le persone che mi piacevano, ero convinta che mi attraevano per alcune loro caratteristiche da uomo/donna, volevo autoconvincermi di essere etero/lesbica, per essere un tantino più “normale”. Tutt’ora non mi sento più libera, credo di aver inquadrato perfettamente ormai il mio orientamento sessuale, grazie a un commento ricevuto da una delle transessuali storiche d’Italia, Mirella Izzo, ho persino trovato due termini per definire il mio orientamento: androginofila e transofila. Mi sento solo particolare e diversa sotto quest’aspetto dal resto della gente, ma ognuno ha le proprie diversità.

7. Secondo te di chi sono le principali responsabilità nell’ignoranza e/o cattiveria che riscontri tra le persone (scuola, media, chiesa, governo etc)?
7. Tutti quelli che hai citato senza dubbio, ma soprattutto la colpa è del passato, la gente muore ma la cattiveria sopravvive con i propri discendenti.
Riguardo alle sopracitate governo e media sono un tutt’uno praticamente, la chiesa che ne parliamo a fare… In riferimento alla scuola, ho un aneddoto, alle elementari nella mia classe maschi e femmine avevano gli appendiabiti separati, a destra dell’ingresso gli uni e a sinistra gli altri, poteva capitare di passare nella “zona” adibita agli zaini e le sacchette del sesso opposto, in quel caso partivano le prese in giro “Ahahahahaha sei un maschio! Sei un trans!”, alcuni maschietti si divertivano a lanciare diari o altri oggetti dei compagni, i quali pur di non passare nella zona nemica per raccoglierli, chiedevano alle femmine di passarglieli. Tutto ciò è ovviamente dipeso dai genitori e dall’ambiente dove si è cresciuti, a 5 anni quello che sai lo hai imparato a casa.
L’ignoranza è tramandata dai giornali, io ero molto interessata a tutto ciò che concerne gli LGBT, con chiaramente interesse maggiore per i transessuali, per molto tempo ho ritagliato articolo, fotografie, racconti, qualunque cosa trovassi sui transgender, utilizzando quotidiani gratuiti e riviste varie, avevo un quaderno ben organizzato con tutte le informazioni, aggiungevo delle parti scritte a mano con ciò che imparavo dalla TV. Alla fine sapevo ben poco, il 90% delle notizie erano su prostitute transessuali. Oggi i media sono più imparziali e spiegano molte cose, sono di facile reperibilità documentari, film e notiziari che affrontano questi argomenti. In TV parlano anche di persone come Andreja Pejic, Chris Tina Bruce o Norrie May Welby, 10 anni fa era fantascienza pensare di vedere una persona agender raccontare la sua storia e il significato che può avere per lui quel termine.
Insomma a mio parere alcuni media stanno raccontando qualcosa di utile, ma la mentalità ottusa che è arrivata dai nostri avi, difficilmente scomparirà grazie a media e governi, sono le persone che devono cambiare prima.

Ringrazio di cuore E. per la sua disponibilità e per aver condiviso con noi la sua storia e i suoi pensieri. Ricordo anche a te che stai leggendo che se vuoi raccontarmi di te, anche in forma anonima, sarò felice di ascoltarti!

Vulcanica

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“Ho tentato il suicidio, ma poi ho scelto di darmi l’opportunità di essere felice!”

Quella con Juanita è una delle prime interviste che ho raccolto, ma ho deciso di pubblicarla per ultima, come conclusione del mio Progetto, perché credo che raccolga in sè molte delle tematiche comunemente trattate ed è sicuramente una delle storie più interessanti e toccanti che ho incontrato. Ringrazio moltissimo Juanita per aver condiviso le sue esperienze e auguro a tutti una buona lettura!

– Prima di tutto, tu sei una donna intersessuale. Che significa? Come lo spiegheresti a chi non ha mai sentito questa parola?
– Intersessuale si riferisce a una varietà di condizioni mediche. Alcune di queste sono visibili fin dalla nascita. Ne sono esempi le persone che nascono con genitali ambigui, ma alcune di queste condizioni invece si scoprono solo quando la persona è molto più grande perché sono nascoste nel corpo. Io per esempio ho scoperto di essere nata intersessuale a 34 anni. Sono stati i medici e i miei genitori a prendere decisioni riguardo al mio genere. Loro hanno deciso di rendermi un maschio e hanno fatto degli interventi chirurgici riparativi su di me.

– Tu credi nel tradizionale dualismo maschio/femmina o ti identifichi in una definizione più fluida?
– Io personalmente mi identifico come donna ma probabilmente appaio più neutrale nella vita di tutti i giorni.

– E riguardo all’amore? Pensi che potresti sperimentare amore o attrazione verso qualcuno indipendentemente dal genere oppure vivi attrazione sessuali e hai relazioni soltanto con gli uomini/le donne?
– Io sono sempre stata attratta dalle donne. A causa della mia situazione, ho sempre pensato che non avrei mai fatto esperienza dell’amore. In ogni caso, sono stata fortunata a incontrare la donna più meravigliosa del mondo, che mi ama e mi sostiene. Siamo profondamente innamorate.

– Tu vivi in Sud Africa. Com’è la situazione riguardo alla comunità lgbtqi nel tuo paese? Hai mai pensato di trasferirti a causa della tua identità di genere?
– Il Sud Africa ha le leggi più avanzate e progressiste del mondo riguardo alle persone lgbtqi. Tuttavia, l’atteggiamento della società rimane estremamente negativo a causa di di diverse tradizioni culturali e religiose. Cose come “lo stupro correttivo” sono ancora ritenute valide da alcuni uomini in molte culture qui come un metodo per curare il lesbismo. Perciò, sebbene la legge ci protegga, la situazione resta difficile perché manca l’applicazione della legge e un atteggiamento favorevole da parte delle persone. Sto seriamente pensando di trasferirmi in un altro paese. Una persona intersessuale/transgender è particolarmente esposta e questo ti rende facilmente vittima di bullismo e discriminazione. Io vivo nella continua paura e raramente esco di casa da sola.

– Quali sono state le reazioni della tua famiglia e dei tuoi amici alla tua identità di genere? Sei mai stata discriminata per questo?
– Ho vissuto in solitudine per tutta la vita. Le poche persone con cui mi sono dichiarata hanno avuto reazioni differenti. Alcune non hanno più voluto vedermi, ma una o due mi sono rimaste accanto. Il mio papà è morto, ma mia madre sa della mia intersessualità. Non sa che ho deciso di abbracciare il mio lato femminile perché so che a causa di questo mi caccerà via dalla sua vita. Ho vissuto molti episodi di bullismo nella mia vita. Fin dagli anni della scuola ero sotto pressione perché mi comportavo in maniera diversa dalla norma. Quando ho iniziato il mio processo di transizione qualche anno fa, nel 2012, sono stata vittima di un attacco di cyber bullismo su Facebook. La mia foto è stata postata su cinque pagine con il mio nome e i dettagli del contatto e ho praticamente subito outing (dichiarazione forzata della propria sessualità da parte di terzi, ndt). Ho 30 fotografie di schermate depositate in uno studio legale con tutti gli insulti e le minacce di morte che ho subito a quel tempo. Finora non ho vissuto forti episodi di discriminazione tranne qualche servizio ogni tanto che mi viene negato dall’azienda di turno sulla base di chi e che cosa sono.

In molti paesi ci sono ancora tentativi di curare l’omo/bi/transsessualità come una “malattia”. Cosa ne pensi? La religione ha un ruolo importante in questo atteggiamento, secondo te, e come credi che si possa cambiare?
– Questo mi spezza il cuore. Queste cose non sono malattie, è il modo in cui siamo nati ed è così che siamo individui unici. Sono una persona di fede e ho attraversato il mio personale “esorcismo” per guarirmi da parte della chiesa. L’anno scorso sono quasi stata forzata a partecipare ad una terapia riparativa. Tutto ciò mi ha portato a mettere in dubbio la mia fede e ho perso molta fiducia nelle persone religiose. Attualmente sto scrivendo molti articoli per una rivista dedicata alle donne qui in Sud Africa per cercare di educare le persone (i link sono in fondo all’intervista, ndt). Ma quando c’è di mezzo la religione, cercare di educare e informare la gente resta una perdita di tempo e di energia.

– Sei mai stata rifiutata o hai perso un amico o una persona cara a causa della tua identità di genere? Se sì, come hai superato la cosa?
– Quando sei intersex/transgender, questo diventa qualcosa a cui ti abitui. Ho perso molti amici intimi. La maggior parte di loro non mi hanno mai spiegato perché mi abbiano abbandonato. Una volta ci restavo molto male. Piangevo per giorni ed ero molto depressa. Ho imparato, tuttavia, che nella vita non ti servono tanti amici. Hai solo bisogno di una manciata di amici veri e leali. Ne ho persi così tanti che ora sono immune al dolore e al senso di rifiuto. Una volta ci mettevo mesi a superare cose del genere, ora solo qualche giorno. Triste ma vero.

– Tu hai deciso di iniziare una transizione. Cosa significa? Perché lo hai fatto? Quali sono i possibili sentieri da percorrere? Quali sono le difficoltà del processo e come stai vivendo la tua decisione?
– Transizione significa attraversare un lungo processo per allineare la tua mente e la tua anima, che ti rendono ciò che sei, con il tuo corpo. Nelle persone transgender l’identità di genere non è allineata con i loro corpi e questo processo aiuta a risolvere il problema. Si tratta di terapia psicologica, trattamenti ormonali e alla fine chirurgia di riassegnazione del genere. I miei genitori mi hanno cresciuto come un ragazzo. Venivo picchiata ogniqualvolta mostravo tendenze femminili. Ho sviluppato un senso di odio per me stessa e a otto anni ho tentato il suicidio per la prima volta. Il mio odio per me stessa e la mia depressione si sono rafforzati con l’età e a diciotto anni avevo già tentato di uccidermi altre due volte. Durante la pubertà ho iniziato ad avere comportamenti autolesionisti perché ero così disgustata con chi e cosa ero. Solo a 32 anni, dopo aver combattuto per anni con la depressione, ho incontrato una donna che mi ha cambiato la vita. Lei non mi conosceva, ma era una delle poche che mi vedeva sia come uomo che come donna e mi ha spiegato che c’era qualcosa di speciale nel mio lato femminile. Questa è stata la prima volta che ho pensato alla transizione. Il giorno in cui ho deciso di intraprendere la transizione è stato il giorno in cui ho capito che essere un uomo mi stava uccidendo. Era solo questione di tempo prima che cercassi di nuovo di ammazzarmi e questa volta sapevo che ci sarei riuscita. Ho deciso di effettuare la transizione per dare a me stessa un’opportunità di vivere ed essere felice. Io ho scelto la vita! Per me, personalmente, non c’è una possibilità alternativa perché non voglio più vivere in questo modo. La difficoltà più grande del processo probabilmente consiste nel denaro e nel tempo necessario. L’ospedale pubblico ha approvato la mia richiesta di intervento, ma dovrò aspettare anni prima che succeda. Se avessi i soldi potrei farlo in qualsiasi momento. Il procedimento richiede tempo perché lo psichiatra vuole accertarsi che tu sia pronto per questo grande cambiamento e cose come queste possono richiedere uno o due anni solo per ottenere l’approvazione finale. Io sono fortunata perché il mio stato di intersessuale ha accelerato questa fase, ma ora sto aspettando di poter fare l’operazione. Vorrei avere maggior sostegno da parte della mia famiglia e degli amici, così avrei potuto iniziare prima questo processo, ma sono molto felice di aver deciso di intraprendere questa strada. Ha cambiato la mia vita in modo positivo.

– Cosa diresti a un ragazzo o una ragazza che vive la tua stessa situazione?
– Per quanto la strada sia difficile, è meglio accettare te stesso per la bellissima e fantastica persona che sei. Ed è meglio percorrere questo viaggio ed essere felice piuttosto che rimanere infelice per tutta la vita. Questa cosa non se ne andrà mai perciò è meglio essere te stesso, sempre. Sii quel che sei!

– Perché credi che così tante persone odiano i non eterosessuali? Perché ci sono così tanti casi di bullismo e violenza e cosa pensi che debba essere fatto per cambiare la situazione?
– La prima ragione che mi viene in mente è la religione. Le persone di fede combattono sempre contro le persone e le cose che percepiscono e a cui pensano come sbagliate o peccaminose. L’altra ragione è probabilmente culturale. Le persone sono così orgogliose della loro cultura e appartenenza etnica che qualsiasi cosa che credono possa danneggiare la loro cultura è vista come una minaccia e quindi la combattono. Trovare una soluzione è difficile perché quando qualcuno è fermo sulle sue convinzioni non puoi fare molto per avere la meglio. Io cerco di fare del mio meglio per informare chi posso riguardo alla questione dei trans, con la speranza di poter cambiare le opinioni di alcune persone.

– Come credi che cambieranno le cose nei prossimi dieci anni per le persone intersessuali?
– In Sud Africa, purtroppo, non vedo molto cambiamento. In altre parti del mondo come Australia, Germania e India un terzo sesso è riconosciuto e penso che più paesi daranno agli intersessuali quest’opzione. Anche se la maggior parte della gente preferisce essere maschio o femmina, ricevere l’opportunità di registrarti come appartenente a un terzo sesso ti dà riconoscimento e accesso ai trattamenti medici. Con i miei documenti che dicono che sono un uomo e i miei medici che mi trattano come una donna, ho un sostegno molto scarso da parte dell’assicurazione sanitaria, ad esempio, e ci sono sempre problemi quando devo prendere medicine che sono destinate a persone del genere opposto.

– Cosa pensi debba essere insegnato ai giovani e ai bambini riguardo all’orientamento sessuale e all’identità di genere?
– In un mondo ideale ai ragazzi bisognerebbe insegnare ad essere fedeli a se stessi e che possono amare chi vogliono. Dovrebbero sapere che hanno la libertà di scegliere per se stessi. Per quel che riguarda il genere, si possono discutere queste questioni solo con ragazzi abbastanza grandi da capire. Educare correttemente i bambini è estremamente importante. Tutte le forme d’odio come razzismo, omofobia e transfobia sono cose che vengono assimilate dai bambini quando sono ancora piccoli. Si dovrebbe insegnare loro ad accettare le persone e che tutte le forme d’odio sono sbagliate.

– Cosa pensi riguardo al coming out? Credi che tutti dovrebbero dichiararsi orgogliosamente oppure in alcuni casi suggerisci di restare silenziosi a riguardo?
– Penso che dichiararsi sia la cosa più bella e liberatoria che una persona possa fare. Per me, personalmente, non è sempre facile e alla fine sono le circostanze a determinare se è il caso o no di farlo. Se non sei al sicuro, forse è meglio rimanere in silenzio.

– Hai bambini? Se non ne hai, ti piacerebbe? Come credi che la tua identità di genere e il tuo orientamento sessuale potrebbero influenzare la crescita dei tuoi bambini?
– Ho sempre sognato di avere dei bambini. Mi sarebbe piaciuto così tanto essere la mamma di un piccolino. Ho deciso, tuttavia, di non inseguire questo sogno. Sapendo quel che ho attraversato nel mio passato, non voglio che mio figlio debba affrontare alcuna forma di odio o bullismo a causa della diversità della sua mamma.

– Quali sono le tue speranze per il futuro?
– La mia speranza è di attraversare al più presto la mia transizione e vivere il resto della mia vita in pace con me stessa con la mia stupenda fidanzata. La mia speranza è anche che più persona ci vedano come uomini e donne normali e che la comunità trans e intersex ottenga un miglior sostegno.

– C’è qualcos’altro che vorresti dire a chi legge?
– Il mio nome è Juanita van Zyl e sono una donna transessuale/intersessuale. Uso le etichette soltanto perché le persone hanno il diritto di sapere da dove vengo. Ora che lo sapete: sono Juanita van Zyl, una donna che vive in un paese meraviglioso di nome Sud Africa. La mia vita è stata una battaglia, a volte sembra una guerra. Una guerra che ho combattuto contro me stessa fin da quando ero molto giovane. Per molto tempo ho rischiato di perdere questa battaglia, fino al giorno in cui ho deciso di seguire il mio cuore ed essere fedele a me stessa. Da una battaglia interiore di grave odio verso me stessa e pensieri suicidi, sono approdata a un luogo di pace e armonia, un luogo in cui sono felice della donna che sono diventata. Ho superato la mia guerra interiore, ma ora c’è da combattere una guerra verso l’esterno, una guerra per trovare accettazione e sostegno in un mondo pieno di odio. Molti criticano le persone come me. Alcuni non ci accetteranno mai per quel che siamo davvero. Non posso far cambiare idea a queste persone, ma posso chiedere rispetto. Non sei costretto ad apprezzare me o le altre persone come me, ma per favore rispettaci come noi rispettiamo te. Meritiamo di essere felici, come chiunque altro. Voglio che le persone ricordino che questo viaggio non è facile e nessun trans seguirà mai un percorso come questo se non è abbastanza forte e non lo desidera profondamente. Non è una scelta! Attraversare tutti questi trattamenti, il dolore fisico e psicologico, tutto questo può essere affrontato soltanto da coloro che davvero non possono vivere in nessun altro modo. Abbiamo bisogno di percorrere ogni strada per essere noi stessi. Per coloro che combattono con la propria identità di genere, ricordate che non siete soli. Siete persone bellissime. Ricordate di ascoltare il vostro cuore e seguire i vostri sogni. Sì, la transizione è dura ma alla fine ne vale davvero la pena. Il bruco deve attraversare l’oscurità e alla fine uscire fuori dal suo bozzolo per mostrare al mondo la sua vera forza e bellezza. Questa è una metafora meravigliosa per il percorso di transizione. Non rinunciate mai e credete sempre in voi stessi. Voi siete bellissimi. Per tutti coloro che ci sostengono, grazie dal profondo del cuore per il vostro amore e supporto. In un mondo difficile e ostile, voi ci date l’amore, la determinazione e il coraggio di continuare a combattere nonostante tutta la negatività. Voi siete importanti per ognuno di noi e ci aiutate a rendere più facile una strada che è davvero difficile. Voglio mandare il mio amore a tutti coloro che leggeranno quest’intervista.

Questi sono gli articoli che Juanita ha scritto per women24, usando un nome falso per proteggere la sua identità (mi ha autorizzato a linkarli qui):
Il più recente: http://www.women24.com/Wellness/BodyAndSpirit/Transgender-Day-of-Remembrance-20141118
I più vecchi:
http://www.women24.com/Wellness/BodyAndSpirit/When-you-think-your-child-might-be-transgender-20141029
http://www.women24.com/Wellness/Body/Searching-for-answers-What-is-intersex-20141110

La mia storia:
http://www.women24.com/Wellness/BodyAndSpirit/A-girl-trapped-in-a-boys-body-20131106
http://www.women24.com/Wellness/BodyAndSpirit/How-I-became-a-woman-20131108
http://www.women24.com/Wellness/BodyAndSpirit/My-double-life-20131112

The interview with Juanita was one of the first ones that I collected, but I decided to keep it as “last but not least”, as a conclusion of my Project, since I belive it can express many of the common topics and it’s surely one of the most significant and touching stories I met during this journey. I truly and sincerely thank Juanita for sharing her experiences with me and I wish you all have a good read!

– First of all, you’re an intersex woman. What does it mean? How would you explain it to someone who’s never heard the word?
– Intersex refers to a variety of medical conditions. Some of these conditions are visible at birth. Examples are people born with unambiguous genitalia, but some of these conditions are only discovered when I person is much older since the evidence is hidden inside the person’s body. I, for one, discovered I was born intersex at age 34. Decisions were made about my gender by my doctors and my parents and they decided to make me male and corrective surgery was performed on me.

– Do you believe in the traditional male/female dualism or do you identify yourself in some more fluid definition? 
– I, myself, identify as a woman although I probably appear more gender neutral in everyday life.

– What about love? Do you think you could love or be attracted by someone regardless of their gender or do you only experiment sexual attraction and have relationships with men/women? 
– I have always been attracted to women. Because of my situation I always believed that love was something I would never experience. I was, however, lucky to meet the most wonderful, loving and supportive woman in the world. We are deeply in love.

– You live in South Africa. How is the situation about the lgbtqi world in your country? Have you ever considered moving abroad because of your gender identity?
– South Africa has the most progressive and advanced laws in the world when it comes to LGBTQI people. The attitude of the general public, however, remains extremely negative due to various cultural and religious beliefs. Aspects such as “corrective rape” is still believed by some men in many cultures here as a method to cure lesbianism. So, despite the law protecting us, it still remains difficult due to a lack of implementations of laws and the attitudes of people. I am seriously considering moving away to another country. Being intersex/transgender, you stand out and that opens you up to a lot of bullying and victimisation. I live in constant fear and rarely go out on my own.

– What were your family and friends’ reactions to your gender identity?
Have you ever been bullied or felt discriminated against?
– I lived as a loner all my life. The few people I came out too had mixed
reactions. Some of them never want to see me again, but one or two remained supportive. My dad passed away, but my mom knows about my intersex condition.
She doesn’t know that I have embraced my female side because I know she will kick me out of her life. I have had a lot of bullying in my life. From school years I was always teased because I acted differently than the norm. When I started my transition a few years ago (2012) I was the victim of a cyber bullying attack on Facebook. My photo was posted on 5 pages with my name and contact details and I was basically “outed”. I have 30 screen captures on record at a law firm with all the insults and death threats that was made against me me at that time. So far I haven’t experienced a lot of discrimination apart from the odd company here and there that refuse me services based on who and what I am.

– In many countries there are still attempts to treat homo/bi/transsexuality
as a “disease”. What do you think about it? Does religion play an
important role in this attitude in your opinion and how do you think it can
change?
– For me, this is heartbreaking. None of this is a disease. This is how we
are born and put together as unique individuals. I am a person of faith and I was put through my own “exorcism” to
heal me by my church. Last year I was almost tricked into going for reparative therapy. All this has made me question my faith a lot and I have lost a lot of faith in religious people. 
I am doing a lot of writing these days for a popular women’s news page here in South Africa to try and educate people. As far as religion goes, that remains a waste of time and energy to try and educate them.

– Have you ever been refused or lost a friend or person you loved because of your gender identity? If yes, how did you manage to go through it? 
– Being intersex/transgender this actually becomes something you get used to. I have lost a lot of very close friends. Most of them never gave me reasons for leaving. I used to take it very badly. I cried for days and was very depressed. I have learned, however, you don’t need a lot of friends in your life. You only need a handful of true and loyal friends. 
Having lost so many, I have become immune to the hurt and rejection. It used to take me months to get over things like that. Now just a few days. This is a sad reality.

– You chose to start with transition. What does it mean? Why did you do that? What are the alternative paths? What are the difficulties of the process and how are you living with your decision?
– To transition means you go through a lengthy process to align your mind and soul, that what makes you who you are, with your body. Transgender people’s gender identity doesn’t align with their bodies and this process help to fix that problem. It consists of psychological therapy, hormone treatments and eventually gender reassignment surgery. 
My parents raised me as a boy. I was always beaten when I showed any female tendencies. I developed a sense of self hate and age 8 I survived my first suicide attempt. My self hate and depression only grew stronger with age and by 18 I had survived two more suicide attempts. During puberty I started to hurt myself because I was so disgusted with who and what I was. It was only when I was 32, after years of struggling with depression that I met a lady who changed my life. She didn’t know me, but she was one of the few people that saw me both as male and female and she told me back then that there was something special about my female side. This was the first time I thought about transitioning.The day I decided to transition was the day I realised that being male was killing me. It was only a matter of time before I would try to kill myself again and this time I knew I would not fail. I chose to transition to give me an opportunity to live and be happy. I chose life!
For me, personally, there isn’t another path because I just would not want to live anymore.
The biggest difficulty of the process is probably funding and time. I have been approved for my surgery at a government hospital, but I will have to wait years before that might happen. If I had the funds, I could do the operation any time. The process is lengthy because Psychiatrist want to make sure you are ready for this big life change and things like that can take one to two years just to get the final ok. I was lucky that my intersex status fast tracked that process, but now the wait to receive my operation.
I wish I had better support from family and friends so that I could have
started this process earlier, but I am extremely happy I decided to go on this journey. It changed my life in a positive way. 

– What would you say to a young boy or girl who lives the same situation? 
– As difficult as this road is, it is better to accept yourself for the beautiful
and amazing person you are. It is better to walk this journey and be happy, than it is to be miserable your entire life. This never goes away and it is best to be yourself, always. You be YOU!!!!!

Why do you think so many people hate non heterosexual people? Why are there so many cases of bullyism and violence and what do you think should be done to change the situation?
– First reason I think of is religion. People of faith always fight against
people and things they perceive and are taught as being wrong or sinful. The next reason is probably a cultural thing. People are so proud of their culture and/or ethnicity that anything that they feel might harm their culture is seen as a threat and therefore they fight against it. It is so difficult to find a solution because when someone is set in their ways you cannot do much to win them over. I do try my best to educate who I can about trans issues with the hope that I can change a few minds. 

– How do you think things will change in the next ten year for intersex people? 
– In South Africa, sadly, I don’t see a lot changing. In other parts of the world like Australia, Germany and India a third sex is recognised and I feel more countries will give intersex people that option. Although most people prefer to be male or female, being given the opportunity to register yourself as a third sex gives you recognition as well as access to medical treatments. With my ID being male and my doctors treating me as female, I get very little support from medical insurance for instance and there are always issues when you have to get medicine that is supposed to be for the opposite gender.

– What do you think should be taught to young people and kids about sexual orientation and gender identity? 
– In an ideal world young children should be taught to be true to themselves and that they can love whoever they want to. They should know they have the freedom to choose for themselves. As far as gender goes, you can only discuss those issues with them when they are old enough to understand. Educating children correctly is massively important. All forms of hate such as racism, homophobia and transphobia, are things that are taught to children when they are young. They should be taught to accept people and that any form of hate is wrong.

– What do you think about coming out? Do you think everyone should proudly speak of himself/herself or there are certain cases in which you suggest being silent about it?
– I think coming out is the most wonderful and liberating thing anyone can do. For me, personally, this is not always easy since your circumstances finally determine if you are safe to come out. If you are not safe, it might be better to be silent.

– Do you have kids? If you don’t, would you like to? How do you think your gender identity and sexual orientation would affect your kids growth? 
– I always dreamed of having kids. I would have loved it so much to be a mom to a little one. I decided, however, not to pursue this dream. Knowing what I have gone through in my past I don’t want any child of mine to have to face any form of hate or bullying since their mom is different.

– What are your hopes for the future? 
– My Hope is to get through my process sooner rather than later and to live the rest of my life as my authentic self with my beautiful girlfriend. My hope is also that more people will see us as normal men and women and that the trans and intersex community will get better support.

– Is there something else you’d like to tell your readers?
– My name is Juanita van Zyl, and I am a transgender/intersex woman. I only use labels out of respect because people have the right to know where I come from. Now that you know: I am Juanita van Zyl, a woman who lives in a beautiful country called South Africa. My life has been a battle, sometimes it feels like a war. It is a war I fought with myself from a very young age. I was losing the battle for a very long time until the day I decided to follow my heart and be true to myself. From an internal battle of severe self hate and thoughts of suicide, to a place of peace and harmony, a place where I am happy with the woman I have become. I have overcome my internal war, but now the fight is the external war, a war to find acceptance and support in a world that is full of hate. Many are critical of people like me. Some will never accept us for who we truly are. I cannot change minds, but I can ask for respect. You don’t have to like me or other people like me, but please respect us as we respect you. We deserve happiness just like anyone else. I want people to remember that this journey isn’t easy and no transgender person will ever follow this path if they are not strong enough and they don’t want this bad enough. It is not a choice! To go through all the treatments, the physical and emotional pain can only be done by those who truly cannot live life in any other way. We need to be ourselves in every possible way. To those who struggle with their gender identity, remember you are not alone. You are a beautiful person. Remember to listen to your heart and follow your dreams. Yes, transitioning is hard but in the end it is so worth it. The caterpillar has to go through the darkness and eventually struggle out of its cocoon to show the world its true strength and beauty. What a beautiful metaphor for this transition journey. Never give up and always believe in yourself. You are beautiful. To all our supporters, thank you from the bottom of my heart for all your love and support. In a difficult and hateful world, you give us the love, motivation and courage to force ahead despite all the negativity. You are important to each one of us and you help to make a difficult road so much easier. Sending out my love to those who read this.

These are the articles Juanita wrote for women24, using a fake name to protect her identity (she gave me the permission to link them here):

Latest article: http://www.women24.com/Wellness/BodyAndSpirit/Transgender-Day-of-Remembrance-20141118
Older ones:
http://www.women24.com/Wellness/BodyAndSpirit/When-you-think-your-child-might-be-transgender-20141029
http://www.women24.com/Wellness/Body/Searching-for-answers-What-is-intersex-20141110

My Story:
http://www.women24.com/Wellness/BodyAndSpirit/A-girl-trapped-in-a-boys-body-20131106
http://www.women24.com/Wellness/BodyAndSpirit/How-I-became-a-woman-20131108
http://www.women24.com/Wellness/BodyAndSpirit/My-double-life-20131112