Non mi arrendo

Sono ancora viva.
Me ne sono accorta stamattina.

Per un po’ ho avuto paura di non esserlo più. Perché durante le vacanze di Natale, a casa dei miei (che hanno la tv) sentivo al tg parlare di unioni civili e non chiedevo agli altri di stare zitti per poter ascoltare meglio. Anzi, voltavo la testa.
E in queste settimane, vedendo tutte le piazze d’Italia organizzarsi per la grande manifestazione del 23, non ho avuto voglia di partecipare.
Ho pensato, è finita. Ho pensato che non me ne importa più niente dello schifo che ho intorno.
Ho pensato che se la gente di questo paese è contenta di avere il family day, l’obiezione di coscienza, il sessismo da quattro soldi, i crocifissi e i presepi nelle scuole, allora così sia. Se tutto questo non fa incazzare, indignare, infiammare la popolazione, allora evidentemente è questo che vogliono. E io mi rassegno. Alla peggio, faccio i bagagli e me ne vado.

Non mi rassegno invece.
Me ne sono accorta stamattina, quando mi sono ritrovata a camminare su e giù per la mia stanza a denti stretti pensando: “Che cosa posso fare? Che cosa posso fare?”
Che cosa posso fare per cambiare le cose?
Perché io non sono più intelligente degli altri. Non sono migliore degli altri. Sono circondata da persone che la pensano come me, persone a cui non importa nulla se sto con un uomo o una donna, persone che non si sognerebbero di mettere in discussione la libertà di scelta della donna sul proprio corpo o di dire che se una viene stuprata “se l’è cercata”, persone che a sentire delle sentinelle che organizzano ronde di preghiera per bloccare una legge si fanno solo una risata.
Ed è questo il problema, non dobbiamo ridere, dobbiamo incazzarci. Non dobbiamo ignorarli. Non sono quattro gatti, sono quelli che hanno in mano il nostro paese.
Mentre noi ridiamo e li sfottiamo per la loro ignoranza e grettezza, loro intanto fanno e gestiscono le leggi. Loro intanto plasmano la società, e la nostra società al momento fa schifo.
Questo paese è pieno di gente in gamba. Però le persone in gamba o se ne vanno o si rassegnano o si limitano a farsi i fatti propri, cercando di ritagliarsi uno spazietto privato in cui respirare e dimenticare quel che accade al di fuori. Noi non offriamo un’alternativa. Un’alternativa laica, civile, seria da prendere in considerazione, e così la massa degli indifferenti, degli incerti, di quelli che pensano poco, finisce per farsi guidare da chi urla più forte. Che sono loro, sempre loro, gli stessi che bruciavano i libri in piazza non troppo tempo fa.

Ecco, io ancora non lo so che cosa posso fare. Probabilmente niente.
Ma sono ancora viva e continuerò a pensarci e ripensarci, a tentare di parlare, di cercare un modo per dare il mio contributo. Facciamolo tutti quanti, tutti insieme. Riprendiamoci il nostro paese, facciamoli tremare, facciamo capire loro che siamo stufi di tacere di fronte alle loro stronzate. Combattiamo!

Vulcanica

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6 thoughts on “Non mi arrendo

  1. Purtroppo ci si preoccupa attivamente solo delle cause che colpiscono in prima persona, secondo me. Finché capita agli altri, perché scomodarsi a scendere in piazza? O, peggio, scendere in piazza farebbe sorgere dubbi… queste sono le difficoltà che io incontro con le persone che mi circondando, personalmente. Ma nemmeno io mi arrendo. Finché siamo vive, si combatte, ognuna nella misura che può! =)

    Buon inizio di settimana!!!

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    • Però non tutti sonocosì. Io ho degli amici etero che andranno in piazza il 23 e questo mi fa sperare bene, così come penso onestamente che io andrei in piazza per difendere la legge sull’aborto anche se personalmente da lesbica non ho motivo di preoccuparmene (per dire). Poi certo, per la maggior parte delle persone è come dici tu ed è anche comprensibile, per non avvelenarti l’anima cerchi di non farti assorbire anche dai “problemi degli altri”. Solo che questi secondo me dovrebbero essere percepiti come problemi di tutti, perché se una nazione ha leggi ingiuste e metodi ingiusti oggi colpisce me, domani colpisce te. Sarebbe bello riuscire a far passare questo messaggio.
      Grazie, buon inizio di settimana anche a te!

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      • Ho invitato chi conosco a venire con me sabato, ma devo dire che non sono particolarmente ottimista. Personalmente la penso come te, lotteró sempre per la libertà, anche di abortire o di praticare l’eutanasia nonostante non siano cose che farei probabilmente. Ma chi sono io per impedire a qualcun’altro di avere il diritto di farlo? Ecco perché il tuo blog è una boccata d’aria fresca per me 😊 un abbraccio!

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      • Grazie, che belle parole 😀 nemmeno io sono ottimista, anzi. Anche se la legge fosse approvata non lo sarei lo stesso, perché credo che questo bloccherebbe definitivamente la lotta per il matrimonio egualitario. Però non vedo alternative migliori!

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  2. Io sono etero e sabato andrò in piazza. Perché trovo inaccettabile che migliaia di miei concittadini siano discriminati sulla base dell’orientamento sessuale. I diritti LGBT sono semplicemente Diritti Umani e come tali andrebbero difesi da tutti.

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    • Grazie 🙂 io non lo so se la piazza servirà a qualcosa, di sicuro non farà cambiare idea ai Bagnasco e Giovanardi e forse non farà neanche impressione al governo, ma una cosa la so.
      Se avessi tredici, quattordici anni e mi stessi scoprendo gay, magari in una famiglia che non lo accetta, affacciarmi alla finestra e vedere sotto casa centinaia, migliaia di persone che lottano per me mi farebbe stare meglio.

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