La verità sul ddl Cirinnà

In questi mesi ho cercato di seguire sulla mia pagina Facebook le notizie e i dibattiti relativi all’iter legislativo del decreto legge Cirinnà sulle unioni civili.
Dico “ho cercato” perché per me, completamente digiuna di diritto, non è semplice capire chi parla in buona fede e chi specula sulle notizie per interesse e soprattutto che cosa è importante e cosa no, cosa significano certe parole tecniche e così via. Emblematico è il caso della settimana scorsa in cui i giornali hanno dato notizia del fatto che le unioni civili sono state definite come “formazione sociale specifica” e tutti hanno avuto la loro da dire, ma senza avere davvero le idee troppo chiare in merito.
Per aiutarmi, e forse aiutarti, a capire un po’ meglio cosa sta succedendo in parlamento, ho chiesto l’aiuto di una fan della pagina, Clarissa, che è stata così gentile da rispondere alle mie domande. Lei si presenta così:

“È sempre legittimo chiedersi a che titolo parli qualcuno, le sue competenze sulla materia. Purtroppo spesso ci chiediamo anche di che partito sia (o corrente di partito, se non Associazione) o che interessi abbia per aprire bocca.
Io sono semplicemente una ragazza omosessuale che ha una compagna da cinque anni, abbiamo appena comprato casa insieme e ci trasferiremo il mese prossimo insieme ai nostri due gatti (clichè lesbico raggiunto con successo). Sono tra quelli che aspettano con ansia che siano approvate le Unioni Civili perchè è frustrante ogni giorno dover essere discriminata da uno Stato che non riconosce la mia famiglia in alcun modo, lo Stato in cui io lavoro e pago le tasse e nel quale voglio restare a vivere senza dover emigrare all’estero per trovare i diritti che qui non ho perchè l’Italia “Non è un paese per gay”. Nel mio passato di alunna ho studiato Diritto Pubblico (Costituzionale e Amministrativo) per cui ho una certa dimestichezza nel muovermi tra iter legislativi e comprensione dei termini “tecnici” parlamentari.
La mia passione per la scrittura mi ha portato a iniziare circa cinquecentonovantadue libri/racconti (senza finire mai nessuno ovviamente) ma da un anno occupo il mio tempo libero nella stesura di un romanzo che segue cronologicamente l’iter del DDL sulle Unioni Civili della relatrice Monica Cirinnà per cui ho dovuto informarmi e documentarmi su tutti gli step. Ho partecipato a incontri pubblici sul tema e parlato personalmente con la relatrice del provvedimento e la responsabile nazionale del Pd per il Welfare e i Diritti Civili Micaela Campana. Non appartengo a nessuna corrente politica nè associazione GLBT e per questo spero di essere il più esaustiva e obiettiva possibile nel rispondere ai tuoi dubbi, vorrei davvero aiutare qualcuno a chiarirsi le idee!”

Bene, approfittiamo della sua gentilezza e facciamo qualche domanda.

MONICA CIRINNA' SENATRICE

La senatrice Monica Cirinnà.

1. Facciamo un po’ d’ordine e ripartiamo da zero, fingendo che io sia appena tornata da una vacanza sul pianeta Marte e non abbia mai sentito parlare del ddl Cirinnà (scommetto che su Marte c’è il matrimonio egualitario, comunque).
La prima domanda è: che cosa prevede il ddl Cirinnà per le coppie dello stesso sesso?

1. Il DDL Cirinnà nel Titolo I costituisce le cosiddette “unioni civili” che sono rivolte esclusivamente alle coppie same-sex e ne sanciscono il riconoscimento giuridico come “specifica formazione sociale” seppur omogenea quasi in tutto al matrimonio civile.
Le unioni civili, all’atto pratico, saranno celebrate di fronte ad un ufficiale di stato civile alla presenza di due testimoni (come succede per i matrimoni civili, per intendersi fuori dai tecnicismi). Le Unioni Civili avranno tutte le tutele sociali, previdenziali e patrimoniali di cui finora hanno usufruito le coppie coniugate, per dirne qualcuna: reversibilità della pensione, diritto all’assistenza penitenziaria e sanitaria, diritti di successione e così via. Oltre ai diritti matrimoniali si applicheranno anche i DOVERI quali Obbligo reciproco di fedeltà, Mantenimento educazione e assistitenza dei figli, etc.
So che la definizione di “specifica formazione sociale” (la premessa alla Legge contenuta nell’Articolo 1 del testo che sostituisce la dicitura di “istituto giuridico originario”) ha destato tanto scalpore / indignazione / ironia nella comunità LGBT e tra diversi giornalisti sensibili all’estetica delle parole e alla filosofia, anch’io ho partecipato a qualche scambio di opinioni divergenti.
Rimando a questo articolo per l’approfondimento sul lato pratico e politico della modifica, è stato scritto da un assegnista di ricerca in diritto pubblico e che mi pare molto obiettivo sul tema seppure un po’ tecnico:
http://www.articolo29.it/2015/le-parole-la-politica-il-diritto-cambia-davvero-qualcosa-con-lapprovazione-dellemendamento-fattorini

Sfrutto l’occasione per invitare tutti a dare una lettura ad entrambi i Titoli del Testo Unico così come approvato il 26 Marzo 2015 ovvero al netto degli emendamenti e delle modifiche successive. Ricordo che si ripartirà esattamente da questi articoli nel caso si decida di procedere alla votazione in Aula senza relatrice, annullando tutte le modifiche intercorse nel frattempo, qualora la Commissione non finisse di votare tutti i 1500 emendamenti entro la metà di Ottobre 2015 nella quale si prevede la calendarizzazione in Senato.
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=17&id=909941

2. Cosa prevede il DDL per le coppie di sesso diverso? è vero che il ddl regolamenta le convivenze?

2. Sì, il Titolo II costituisce le cosiddette “convivenze di fatto” che sono rivolte sia alle coppie omosessuali che alle coppie eterosessuali che decidono di non contrarre matrimonio o unione civile e riconosce ad esempio i diritti fondamentali di assistenza (penitenziaria, sanitaria, successione nel contratto di affitto) e doveri come l’obbligo di mantenimento o “alimentare” riconosciuto ove ve ne siano i presupposti alla parte debole della coppia convivente.

3. Che differenza c’è fra il matrimonio e le unioni civili?
3. Attualmente le differenze sono sostanzialmente tre:
– la differenza politica e linguistica intrinseca nella creazione delle unioni civili che hanno che hanno (ovviamente) sia un nome che una definizione diversi dal cosiddetto “matrimonio”
– il riferimento costituzionale che per le unioni civili pone le sue fondamenta negli articoli 2 e 3 della Costituzione che potete leggere qui http://www.governo.it/Governo/Costituzione/principi.html . L’articolo 29 resterà esclusivamente rivolto all’istituto del matrimonio eterosessuale.
Questa distinzione (che è stata rimarcata proprio in questi giorni dall’emendamento approvato all’Articolo 1 del DDL) ha l’obiettivo di portare avanti la mediazione politica con la parte cattolica moderata e dialogante del Parlamento, sia dentro che fuori dal PD. A scanso di equivoci vorrei anche rimarcare che il più-che-cattolicissimo Nuovo Centro Destra non ha invece concesso alcuno spazio alla mediazione, dichiarando che si asterrà dal votare per le Unioni Civili mentre in Commissione il suo senatore Giovanardi sta tuttora portando avanti il suo testardo ostruzionismo contro il DDL.
– l’ultima differenza tra matrimonio e unioni civili sta nel divieto di accesso alle coppie omosessuali alle adozioni ESTERNE ed alla procreazione assistita così come da legge 40/2004 (parliamo della legge che è stata modificato dalla Corte Costituzionale quest’anno per permettere l’accesso alla fecondazione eterologa per le coppie eterosessuali). Il DDL Cirinnà non modifica in alcun modo la Legge 40 ed è ovvio quindi che chi parla di legalizzazione dell’ “utero in affitto” (che sarebbe più corretto definire Surrogacy o GPA ovvero Gestazione per Altri) ne parla in malafede o nell’ignoranza del DDL.
Ribadiamo, anche per chi ha deciso di non capire: in Italia esiste il divieto di gestazione per altri e il DDL Cirinnà non modifica nè questo divieto nè il divieto di ricorrere alla fecondazione assistita per le coppie lesbiche.

4. Adesso il ddl è in discussione al senato. Si stanno votando tutti gli emendamenti opposti al decreto. Che cosa succederà? Esiste la possibilità che il testo della legge sia cambiato e in che modo?
4. Attualmente il DDL è fermo in Commissione Giustizia per il completamento della votazione dei 1500 emendamenti e subemendamenti presentati (il 90% dai due senatori Malan – di Forza Italia – e Giovanardi – di NCD). All’interno della Commissione la difesa del Testo è attualmente legata all’asse PD – M5S – SEL – Socialisti / Gruppo Misto che numericamente ci dà una certa sicurezza sulla sua sorte ma ci sono ulteriori modifiche in arrivo che sono già state annunciate sia da Cirinnà che Tonini (PD) che dovrebbero togliere i riferimenti diretti agli articoli del codice civile che riguardano i diritti matrimoniali. Tutti i diritti estesi alle coppie gay infatti dovrebbebbero elencati uno dopo l’altro, un metodo per differenziare le unioni civili con i matrimoni nella forma ma non nella sostanza.
Il problema maggiore è purtroppo l’ostruzionismo perchè si rischia di non terminare le votazioni nei tempi previsti dall’agenda parlamentare e in quel caso la volontà del governo Renzi è quella di andare in Aula senza relatore (ovvero annullando tutti gli emendamenti presentati finora e le modifiche occorse al Testo Unico, come abbiamo già chiarito). In quel caso l’asse politico di maggioranza trasversale che sostiene le unioni civili dovrebbe comunque votare allineato ma c’è da tenere in considerazione che le redini della discussione in Aula sarebbero tenute non dalla relatrice Cirinnà ma dal Presidente della commissione Nitto Palma (Forza Italia) che finora è stato piuttosto tiepido nel difendere il DDL dall’ostruzionismo… insomma non sarebbe proprio il migliore dei mondi possibili. Sarà un lungo autunno!

5. Le unioni civili dovevano andare in porto lo scorso autunno, poi sono state rimandate all’estate, poi a settembre, ora si parla di fine anno. A cosa è dovuto questo ritardo? Possiamo fidarci che sia la volta buona o dobbiamo aspettarci ulteriori slittamenti?
5. Il DDL Cirinnà è nato nel lontano 2013 dopo la vittoria (o quasi-vittoria) del PD di Bersani che le aveva inserite nel suo programma di partito. Come sappiamo dal 2013 in poi la situazione politica in Italia è stata piuttosto travagliata, abbiamo avuto ben tre governi diversi nel frattempo e tutti e tre (Monti, Letta, Renzi) hanno evidentemente stabilito che le unioni civili non fossero la loro priorità ed infatti nessuno di loro ha presentato un decreto governativo per risolvere nel breve tempo la situazione. Questa è sia una notizia cattiva che una buona notizia:
-è Cattiva perchè i tempi di un decreto sarebbero stati molto più rapidi (ma di solito non è lo strumento usato per i temi di diritti civili o “etici” per i quali si predilige il normale iter parlamentare)
-è Buona perchè il governo Renzi che è un governo di coalizione tra forze praticamente opposte (PD e NCD+Forza Italia, vi ricorderete il cosiddetto Patto del Nazareno) ha potuto “sganciare” il progetto delle Unioni Civili dal patto di governo permettendo così una maggioranza alternativa che sostenesse la legge che la destra non vuole (opponendosi sia a reversibilità e stepchild adoption senza possibilità di discussione).
Questo DDL quindi si fonda su accordi trasversali di PD + Movimento 5 Stelle + Sel + Gruppo Misto e socialisti, nonostante voci di corridoio anticipino che anche qualcuno di NCD e Forza Italia potrebbe votare a favore.
Renzi ha fissato come *data massima di approvazione al Senato al 15 Ottobre* (ovvero dopo la delicata riforma Costituzionale ma prima della Legge di Stabilità, ovvero la Finanziaria per intendersi) con o senza relatore. Dopo il risultato al Senato ha anche promesso che la lettura alla Camera dei Deputati sarà solo confermativa (quindi rapida e senza modifiche). Questo è un passaggio importante che cercherò di spiegare brevemente: in Italia vige il bicameralismo ovvero le leggi devono essere approvate su testo identico sia in Senato che alla Camera dei Deputati: se la seconda aula apporta delle modifiche alla legge questo deve tornare indietro (in questo caso al Senato) ed essere discusso e votato di nuovo. Questo ovviamente allungherebbe molto i tempi e nell’ottica degli “incastri” del calendario parlamentare tra le tante riforme potremmo slittare molto in avanti, sempre col rischio di dover rifare tutto da capo nel caso di nuove elezioni.
Io personalmente ho deciso di credere nelle promesse di questo governo (nonostante non goda della mia simpatia) e nei suoi alleati (che non sempre godono della mia simpatia) perchè il DDL Cirinnà con il loro sostegno ha tutti i numeri necessari per essere approvato anche alla Camera per diventare legge *entro la fine di quest’anno* senza altri compromessi.

6. I sostenitori del ddl ritengono che le unioni civili siano un primo passo, dopodiché dovremo continuare a lottare per ottenere il matrimonio egualitario. Ma la creazione di un istituto specifico per le coppie omosessuali non è un passo nella direzione opposta, quella della ghettizzazione? Secondo te, se il ddl viene approvato, si fermerà tutto oppure davvero si continuerà a premere per l’estensione del matrimonio?
6. Qua bisogna fare i conti col mio pragmatismo, lo premetto!
La dura, durissima verità è che questo Parlamento non ha i numeri per approvare il matrimonio e non li ha all’interno del PD come potrebbe non averli neanche nel M5S. L’appoggio del M5S alla legge infatti è stato garantito da un sondaggio online (potete consultare i risultati qui http://www.beppegrillo.it/2014/10/consultazione_online_su_unioni_civili_e_convivenze.html ) e non è detto che il “popolo del web” sul tema del matrimonio ugualitario ne uscirebbe con gli stessi numeri. La mia opinione personale (che si basa anche su sondaggi recenti http://www.lastampa.it/2015/05/27/italia/politica/italiani-favorevoli-alle-unioni-civili-tra-gay-ma-divisi-sulle-nozze-MJ5YFnIodHZprRfy3QBABJ/pagina.html ) è che l’Italia non sia culturalmente e socialmente pronta ai matrimoni e alle adozioni gay, ovvero all’uguaglianza tra omosessuali ed eterosessuali. Abbiamo tutti presente l’opinione dell’uomo della strada, abbiamo tutti un amico la cui famiglia “non accetta” la sua sessualità ma questa è una situazione che può e deve cambiare.
Io credo che le Unioni Civili siano il primo passo verso l’uguaglianza, credo che tanti di noi che ora stanno “in the closet” potendo avere un riconoscimento pubblico della loro coppia e famiglia dimostreranno all’opinione pubblica che non c’è niente da temere nell’ampliamento dei diritti e che questa non è solo una battaglia della comunità GLBT ma di tutta la società. Sarà un percorso che costruirà le fondamenta per progetti di legge più avanzati.
Occorre ricordare che in moltissimi paesi dove i gay possono sposarsi si è iniziato con le unioni civili, anche la Francia ha avuto i PACS prima dei matrimoni e la Germania sta discutendo adesso l’estensione dopo 15 anni di civil partnership (interessante e molto completa questa tabella dove troviamo tutti gli stati e il “punto della situazione” https://it.wikipedia.org/wiki/Diritti_LGBT_in_Europa ).
Posso testimoniare per averlo sentito dalle mie orecchie da viva voce, vis-a-vis come si dice, che perfino Monica Cirinnà vorrebbe il matrimonio ugualitario ma che come abbiamo detto non avrebbe una maggioranza con cui farlo passare.
Per quanto mi riguarda, com’è ovvio, sono anch’io per il matrimonio ugualitario e so che dal giorno successivo all’approvazione delle unioni civili sarà quella la mia battaglia.
Per farla semplice: Possiamo aspettare ancora per avere diritti? Mi pare proprio di No, sappiamo che si verificano casi di discriminazione drammatica per quanto riguarda le decisioni sanitarie o le successioni e testamenti, l’ultimo caso di parenti che impugnano le volontà di una donna defunta contro la compagna di una vita è di pochi giorni fa. Io sono giovane (relativamente giovane, direbbe la mia compagna) ma tanti altri non possono davvero e non dovrebbero. Mi piace l’idea di un riconoscimento discriminante? No, non mi piace, una parte di me non accetterà mai di essere istituzionalmente messa su un piano diverso con tutele diverse solo per la mia natura omosessuale e sottolineo natura, perchè qualcuno crede ancora che sia una scelta, uno stile di vita, un comportamento che si possa “correggere” o una patologia da curare.
Ci stanno prendendo “per sete”? Forse sì, ma questa non è una cattiva legge, parte già più avanzata delle famose civil partnership tedesche grazie alla reversibilità e alle stepchild adoption che, come sostenuto e ribadito dal PD e M5S, non sono negoziabili.
Se qualcuno mi chiedesse se voglio barattare il *90% dei diritti adesso* con il 100% dei diritti tra un numero indefinito di anni direi: unioni civili subito, dove devo firmare? Ma come ho detto sono un tipo molto pragmatico, colpa del diploma di perito commerciale. Vi avevo avvisato!

7. L’Italia è ormai l’ultimo paese europeo, a parte la Grecia e quelli dell’ex URSS, a temporeggiare nei riguardi di una legge che regolamenti le relazioni same sex. Questo spaventoso ritardo è dovuto “soltanto” all’influenza del vaticano o a tuo parere ci sono altri motivi?
7. Sappiamo che negli Stati Uniti nel giugno scorso la Corte Suprema ha introdotto il matrimonio per tutti, in tutti e 50 gli Stati. Nell’Unione Europea invece la via “giurisprudenziale” ovvero di Tribunali che rimuovono le disuguaglianze finora non è stata portata fino a quel punto e sappiamo che la nostra Corte Costituzionale (sentenza 138/2010) e anche la Corte Europea dei Diritti dell’uomo ha stabilito che le coppie gay devono essere riconosciute (e per questo ha sanzionato l’Italia, tra le altre) ma non necessariamente col matrimonio, in questo spazio il nostro parlamento si sta muovendo all’approvazione della legge sulle Unioni Civili.
I motivi per cui siamo arrivati a questo “buon punto” solo adesso sono tanti, sono politici e sociali, religiosi e culturali.
Premetto che questa è soltanto la mia opinione e che sono apertissima e interessata a scambiarla con quella altrui, soprattutto se divergente.
L’influenza del Vaticano, per come la vedo io, è una scusa che amiamo ripeterci per giustificare l’ignavia della politica e la poca incisività delle Associazioni GLBT sulla politica stessa. L’Italia è un paese fortemente cattolico (con tutte le sue contraddizioni, che io da agnostica osservo dall’esterno) ma ha comunque Divorzio Breve, Aborto (che nella religiosissima Irlanda del bellissimo referendum sul matrimonio gay invece è ancora illegale) e Fecondazione Eterologa (grazie a una sentenza della Corte Costituzionale, dopo il fallimento del quorum del relativo referendum che se ci ripenso ancora mi brucia… ve lo ricordate Berlusconi che invitava a non andare a votare e invece andare al mare?… io sì!).
Portare la discussione sul terreno cattolico è insidioso, innanzitutto perchè all’interno della Chiesa vi sono diverse sensibilità, talora ideologie contrapposte. Ci sono preti come Don Barbero o il compianto Don Gallo, nel mezzo c’è la posizione di tiepida apertura di Papa Francesco (sulla quale personalmente non sono così ottimista) e all’estremo opposto abbiamo correnti come quella neocatecumenale che ha pienamente abbracciato la truffa Gender e la campagna omofoba delle Sentinelle in Piedi e Manif pour Tous.
E’ vero che organizzazioni come la CEI hanno avuto una forza politica che le associazioni GLBT non avranno forse mai, ma è anche vero che finora i progetti di legge (DiCo, Pacs, Didore … se non li ricordate tutti potete fare un momento amarcord leggendo qui https://it.wikipedia.org/wiki/Diritti_LGBT_in_Italia ) sono stati affidati a persone quali Brunetta e Rosi Bindi, uno che piuttosto che la reversibilità ai gay farebbe passare una legge sui muli volanti e una signora che ha dichiarato che gli orfani africani stanno meglio nel loro paese che essere adottati da una coppia omosessuale. La politica italiana reduce da vent’anni di berlusconismo e antiberlusconismo a dir poco disastrosi (e con molti strascichi) è rimasta indietro rispetto al resto del mondo, bloccata in una bolla sociale, economico e culturale. L’analfabetismo funzionale in Italia è salito al 40% come da stima OCSE, non c’è da stupirsi quindi che il razzismo il populismo e l’omofobia abbiano gioco facile se quasi la metà del paese non ha gli strumenti per comprendere appieno le informazioni che riceve (una volta vi avrei detto di preoccuparvi di Internet che non ha alcun filtro ma guardando certe prime pagine di Libero o del Giornale è facile capire forse che neanche la carta stampata fa un grande servizio alla verità ormai).
Dall’altra parte ci siamo noi gay con le nostre colpe e le Associazioni gay a farci compagnia (ne ho proprio per tutti, sì sì). La Comunità gay italiana non è affatto coesa e unita, andiamo in ordine sparso perchè forse talvolta il rispetto delle differenze è talmente radicato nella nostra mentalità che nessuno ha sentito di dover dare una linea comune. A mio avviso anche l’Onda Pride non è stata la madre delle buone idee passando praticamente in sordina a livello nazionale contro il fronte opposto del Family Day 2015 che di certo non ha portato in Piazza altrettante persone ma le ha riunite in un solo posto, in un solo giorno, con obiettivi comuni quand’anche davvero discutibili.
Come ho detto, ho avuto modo di partecipare ad un incontro organizzato dall’Arcigay di Pistoia proprio col presidente nazionale Flavio Romani, che alla presenza di Monica Cirinnà ha ribadito che quella per le Unioni Civili non è la battaglia della sua associazione. Ho sentito anche la campana di diverse altre associazioni e comitati oltre ad Arcigay e mi dispiace rilevare che la posizione è pressochè identica perchè secondo me si perde davvero un’ottima occasione di informare tanti gay con obiettività e partecipare a un processo politico che riguarda tutti noi omosessuali, un’occasione che finora in Italia non avevamo mai avuto.
Mi dispiace anche rilevare che la stragrande maggioranza dei ragazzi gay ancora non ha idea di chi sia Monica Cirinnà e del DDL sulle Unioni Civili sa pochissimo, se non nulla. A tutti gli incontri che ho partecipato c’è stata scarsissima affluenza di ragazzi gay, specialmente della mia età, e la cosa mi ha un po’ sconfortato. Ho visto che anche l’incontro al Padova Village (almeno per quanto riporta l’articolo di Repubblica Online) è stato poco partecipato. Come ho detto io ormai seguo giorno per giorno questa Legge da Marzo, quando eravamo forse una ventina sulla pagina Facebook della senatrice Cirinnà e vedo che piano piano il dibattito va animandosi e si uniscono molte voci. Spero che adesso che davvero si entrerà nel vivo dell’iter legislativo tanti coglieranno l’occasione per riavvicinarsi alla politica e alle associazioni un po’ come ho fatto io, seppure da outsider.

Apro una piccola parentesi sui nostri diciamo avversari: gli “ultracattolici” contro le unioni civili sono una minoranza estremista che non ha più l’appoggio Vaticano ma che però non va solo ridicolizzata. Soprattutto non va sottovalutata come è stato fatto finora perchè stanno diffondendo odio e menzogne ogni giorno nella maniera più subdola, facendo leva sulla paura per convincere i genitori che i loro figli sono in pericolo. Diffondono ogni giorno bufale conclamate e false notizie come la sessualizzazione precoce che secondo loro l’Ocse vuole imporre negli asili, gli svenimenti mai accaduti in Germania di bambini turbati a lezione di gender, i padri gay George Harasz e Douglas Wirth denunciati per molestie sui figli adottivi che sono già stati prosciolti da ogni accusa. Ho perso ore e ore a cercare di avere un dialogo con quella gente, non si fermano neanche di fronte alle prove oggettive che quello che stanno dicendo. Il consiglio che do a voi, ovvero quello che ha dato a me Flavio Romani, è di non scendere allo stesso livello di questa gente e non provare a discutere perchè purtroppo è inutile battersi con l’ideologia basata sulla malafede, quello che invece dobbiamo ribadire a tutti è che il Gender è una truffa senza se e senza ma. Lottare per abbattere le barriere della diversità e combattere la discriminazione non può che essere l’obiettivo comune e sono felice che nella riforma della Scuola da poco approvata dal Governo Renzi si siano introdotte misure di questo tipo, a discapito di tutta l’isteria omofoba.

8. E tutte le coppie omosessuali che vogliono o hanno già figli che non rientrano nella categoria della stepchild adoption? Questi figli rimangono senza diritti? Per adesso nel nostro paese di adozione non se ne parla proprio. Quindi se io e la mia compagna adottiamo un bambino all’estero oppure decidiamo di avere un figlio, sempre all’estero, tramite fecondazione assistita, al nostro ritorno in Italia questo bambino non ha alcuna tutela in quanto nostro figlio?
8. La stepchild adoption è uno dei punti cardine della legge ed è anche quello più travisato (più o meno in malafede), cerchiamo di fare un po’ di chiarezza. La stepchild adoption è l’adozione del figlio da parte del parter che non è il genitore biologico. E’ un’adozione speciale che tutela il figlio riconoscendo la genitorialità e tutti i doveri e diritti connessi ma che non estende la parentela agli affini (ovvero i nonni o gli zii da parte del partner non biologico non diventano legalmente parenti del bambino adottato con la stepchild). L’adozione di un bambino concessa all’estero a quanto mi risulta sarà sottoposta allo stesso regime della stepchild adoption così come indicato nell’articolo 5 del DDL Cirinnà che allarga alle coppie gay la legge 4 maggio 1983 n. 184 articolo 44 lettera b
http://www.camera.it/_bicamerali/leg14/infanzia/leggi/legge184%20del%201983.htm
A tutt’oggi l’adozione per le coppie gay e la fecondazione assistita, come ho già detto, restano vietate. La Stepchild Adoption infatti nasce e si applica proprio per tutelare i figli delle coppie Arcobaleno che esistono e sono tanti e non possono più essere ignorati e discriminati rispetto agli altri bambini.

9. Cosa pensi che succederebbe se le Unioni Civili venissero approvate?
9. Io ho trent’anni adesso, inizio a risentire della Sindrome dei Remi in Barca (che è un po’ il contrario di quella di Peter Pan) e pensare che lo Stato non tutela la mia vita nella sua completezza mi fa paura oltre che una certa dose di fastidio. Comprare casa in Italia quest’anno non è stato un investimento immobiliare quanto un investimento sul futuro, sulla speranza che questa società migliori. Io e la mia compagna vogliamo costruire qui il futuro della nostra famiglia e contribuire a cambiare le cose, con le nostre vite e la nostra storia che sono uguali a tantissime altre. Se approvassero il DDL Cirinnà ovviamente noi ci “uniremmo civilmente” non appena possibile. Finora non ho sentito la necessità di fare coming out a lavoro e per diversi colleghi sono ancora “in the closet”, se finalmente la mia coppia fosse riconosciuta sicuramente inizierei ad andarmene allegramente con la fede al dito ed elargire spiegazioni orgogliose sull’argomento (oltre che chiedere il congedo matrimoniale, ovviamente!). Quando lo Stato in cui vivi non riconosce il tuo amore e ti discrimina lasciandoti senza diritti è quasi automatico comportarsi come se non esistesse, purtroppo, perchè in fondo far sapere che sei omosessuale è come assumersi un rischio praticamente inutile specie sul posto lavoro. Ecco, io spero e sono sicura che questo è destinato a cambiare dalle unioni civili in poi. Molti di noi vivono come invisibili e per questo ho adorato la campagna fotografica coi ragazzi che alzavano cartelli del tipo “Sono l’autista del tuo treno e sono gay”. Vorrei girare per strada con un cartello sulla schiena che recita “sono il tuo webdesigner, riparo il tuo computer, pago le tasse come te, sono donatrice di sangue e fan di Game of Thrones e sono lesbica!”. So che sarebbe un po’ lunghetto e scomodo da trascinarsi ma forse ne varrebbe la pena. Forse è davvero il momento di scendere dalle barricate delle ideologie da tutte e due le parti e iniziare a capire che non c’è nulla da temere. Il muro di gomma non resterà in piedi ancora per molto.

Potete seguire (praticamente in tempo reale) tutti gli aggiornamenti sulle #unionicivili sugli account Twitter di Monica Cirinnà, Sergio lo Giudice, Alberto Airola, Ivan Scafarotto, sulle loro pagine facebook e sul sito www.monicacirinna.it

Ringrazio moltissimo Clarissa per la sua disponibilità e invito chiunque abbia domande, curiosità, critiche o perplessità a scrivermi!

Vulcanica

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13 thoughts on “La verità sul ddl Cirinnà

  1. Salve, seguo il tuo blog da qualche tempo anche se finora non ho mai commentato.
    Ho trovato molto chiara ed interessante l’esposizione di Clarissa, ma mi rimane qualche dubbio su sui mi piacerebbe sentire il suo ed il tuo parere. Anche se mi interesso di diritto di famiglia ormai da parecchio, non posso certo dirmi un esperto.
    In particolare sono piuttosto scettico sugli emendamenti che “dovrebbero togliere i riferimenti diretti agli articoli del codice civile che riguardano i diritti matrimoniali. Tutti i diritti estesi alle coppie gay infatti dovrebbebbero elencati uno dopo l’altro, un metodo per differenziare le unioni civili con i matrimoni nella forma ma non nella sostanza” ed ho l’impressione che si sottovaluti questo punto.
    Come esprime bene Angelo Schillaci nell’intervento su articolo29.it linkato da Clarissa al primo punto: “se alla definizione di “specifica formazione sociale” dovessero accompagnarsi ulteriori interventi di alleggerimento delle tutele riconosciute alla coppia omosessuale, potrebbe essere messa a rischio la tenuta complessiva del disegno di legge, che verrebbe colpito proprio in uno dei nodi centrali della sua ratio, che è quella di introdurre un istituto alternativo al matrimonio, ma su questo modellato secondo criteri di ragionevolezza”.
    Nel momento in cui si sostituiscono i riferimenti diretti agli articoli del codice civile con un elenco dettagliato dei diritti estesi alle coppie gay si creano di fatto due istituti paralleli che non hanno più alcun contatto fra loro e la possibilità che un domani la Corte Costituzionale possa esprimersi sulla ragionevolezza della separazione fra i due regimi dipenderà fortemente dalle effettiva distanza testuale fra essi.
    Se anche la lettera degli emendamenti inseriti corrispondesse esattamente al testo degli articoli del CC di cui sostituisce il riferimento, avendo creato due regimi separati, nessuna modifica in uno potrà avere alcun effetto sull’altro se non esplicitamente stabilito, visto che stiamo parlando del diritto di famiglia la cosa non sembra degna di maggiore approfondimento?
    Se, ad esempio, venissero modificate le norme sul diritto all’assistenza penitenziaria e sanitaria o sulle successioni questo non avrebbe alcun effetto sulle “formazioni sociali specifiche” a meno di includere esplicitamente tale ulteriore modifica. Il mio dubbio è che si crei non solo un “quasimatrimonio”, ma anche una “quasifamiglia” foriera di pericolosi spunti discriminatori. E con una classe politica che ci ha messo quasi 40 anni per riconoscere che anche i figli nati fuori dal matrimonio hanno dei nonni, non mi sembra un inizio augurale. Sarò pessimista, ma ho paura che reversibilità e step-child adoption siano per l’opposizione bersagli secondari visto che gli emendamenti presentati si concentrano ossessivamente proprio nel separare il DDL Cirinnà dal diritto di famiglia.

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    • Ciao Sergio, grazie di seguire il blog!
      Grazie anche per il commento molto interessante e ben espresso. Intanto ti rispondo io, poi se Clarissa vuole intervenire tanto meglio.
      Quello che posso dirti è che sono pienamente d’accordo con te, e aggiungerei: purtroppo.
      La strada più naturale da seguire sarebbe quella di creare l’istituzione delle unioni civili in modo tale che essa venga, nel tempo, assimilata al matrimonio, fino al raggiungimento della totale equiparazione, ovvero il matrimonio per tutti. Ora, non so come sia stato fatto negli altri paesi e se anche in quei casi si faccia riferimento a una formazione specifica differente da quella del matrimonio. Di sicuro l’ostruzionismo dei parlamentari mira ad ottenere che questa legge venga fatta, perché non si può non fare, concedendoci il minimo, ma non solo: l’obiettivo è che questa legge venga fatta in un modo tale da rendere il più difficile possibile modificarla in seguito.
      Quando finalmente il ddl verrà approvato, ci si aspetterà che “i gay” non si permettano di chiedere più niente. Quando le associazioni lgbt torneranno a parlare di matrimonio, il parlamento e il popolo risponderanno all’unisono: “Ma ancora voi? Ma se vi abbiamo dato le unioni, che altro volete, allora è proprio mania di protagonismo.” E le cose rimarranno così, pian piano i tribunali riprenderanno a tappare i buchi laddove se ne presentino (nel caso ad esempio, come dici tu, di future modifiche allo stato matrimoniale che giocoforza non vengono automaticamente applicate alle unioni civili se questo non è espressamente detto, e immagino già come ciò riguarderà soprattutto i figli, visto che obiettivo principe di una grande parte del parlamento è evitare che le coppie omosessuali possano avvicinarsi a dei bambini in qualunque modo) e penso che per i prossimi cinquant’anni non cambierà nient’altro.
      Questo è il mio punto di vista, piuttosto pessimistico, lo concedo, e può sicuramente rivelarsi sbagliato. Mi auguro che le cose vadano diversamente.
      Perché appoggiare questa legge, allora? Perché sappiamo bene, come anche Clarissa ha spiegato, che è l’unica possibile ad oggi nel nostro paese, e già così com’è sta facendo tanta fatica. In questo senso, sono pienamente d’accordo con lei quando dice che non possiamo più aspettare per avere diritti, e che è sacrosanta la battaglia per il matrimonio ma lo sono anche le istanze di tutte le coppie omosessuali e dei loro figli che hanno bisogno oggi, subito, dei diritti. Come dice Clarissa, ci stanno prendendo per sete e noi lo sappiamo, ma cos’altro si può fare?
      A riguardo suggerisco anche questo articolo del prof. Rodotà che mi pare particolarmente attinente, anche se purtroppo poco incoraggiante: https://triskel182.wordpress.com/2015/09/07/matrimoni-gay-il-senato-tradisce-lo-spirito-della-costituzione-stefano-rodota/

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  2. Sergio hai posto una domanda molto pertinente e interessante a cui risponde la diretta interessata, senatrice Cirinnà, in questo video che invito TUTTI a guardare:
    https://video-mxp1-1.xx.fbcdn.net/hvideo-xpf1/v/t42.1790-2/11937477_1043754342302358_1620943052_n.mp4?efg=eyJybHIiOjMwMCwicmxhIjoxMzM1fQ%3D%3D&rl=300&vabr=121&oh=db68fdead0a066301f020f397c712570&oe=55F723CD

    In pratica, Sergio, il futuro delle modifiche e del DDL stesso è talmente in bilico tra la posizione “progressista” della relatrice e quella “dialogante” che una risposta io, ad oggi, proprio non posso dartela.

    Domani si profila una giornata molto calda, la relatrice non sembra disposta alle modifiche che sia Tonini che Zanda (capogruppo e vicecapogruppo PD al Senato, molto tranquillizzante vero?) avevano anticipato a L’Avvenire sui rimandi agli articoli del CC. Anch’io sono stata smentita poi dal video stesso, non senza un lieve sollievo, visto che avevo i tuoi stessi dubbi. Il fatto è che la situazione è talmente in divenire che dovremmo farli ora per ora, questi accidenti di post!

    La Cirinnà ha ribadito molto francamente che se le verranno chieste modifiche di questo genere chiederà l’accantonamento della discussione in commissione e prevedibilmente si andrà in Aula senza mandato al relatore.
    In quel caso, con i numeri di SEL, M5S e area “riformista” del PD è prevedibile che spariscano sia le “formazioni specifiche” che tutto ciò che finora era stato modificato rispetto al Testo del 26 Marzo e che quindi tutta questa discussione, i miei ed i tuoi dubbi, saranno da riformulare con l’abbattimento totale di tutti gli emendamenti presentati, votati e non.

    La mia opinione attualmente è che ci sia uno strappo all’orizzonte: la relatrice è stata perfino tacciata di “protagonismo”, si sono portate in discussione sue dichiarazioni alla stampa (ha detto che le posizioni contro il suo DDL sono medievali quando io avrei usato ben altri aggettivi, molto più offensivi) a cui sono seguite le “dovute” scuse. NCD continuerà il suo ostruzionismo vergognoso (ops, volevo dire democratico) che l’impomatato (ops, volevo dire diversamente tricotico) presidente Nitto Palma non applicherà nessun argine perchè ormai in Commissione Giustizia siamo al muro contro muro su tutta la linea. La possibilità che si finisca la votazione degli emendamenti, a parer mio, ormai è molto scarsa.

    La differenza, in Aula senza relatore, la farà il PD che deve decidere se continuare ad obbedire ai diktat di Bagnasco o diventare veramente il partito riformista che Renzi assicura di voler costruire. Io su questo continuo a essere ottimista. Da qui a un mese sapremo se l’avrò fatto sbagliando o no.

    It’s always darkest before the dawn.

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    • Dopo i TG di ieri l’oscurità si infittisce ancora, ero sicuro che ci sarebbe stato un rinvio ma ero abbastanza ingenuo da pensare che avrebbero aspettato ancora un poco e magari avrebbero avuto il buon gusto di parlarne e non di far sparire le Unioni Civili pochi giorni dopo le promesse fatte come se nulla fosse.
      Purtroppo Renzi parla solo per slogan positivi e quindi gli intoppi ed i rinvii non hanno spazio e vengono semplicemente ignorati.
      Tanto anche se suona come uno schiaffo in faccia a qualcuno che cosa volete che importi, se ne faranno una ragione.

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      • Come mi diceva giustamente Clarissa, qui bisognerebbe davvero fare un post al giorno perché le cose si evolvono più rapidamente di quanto uno riesca a seguirle. Adesso pare che la data del 15 ottobre, fino a pochi giorni fa perentoria al punto che molti ci avrebbero messo la mano sul fuoco, stia lentamente sfumando verso un più pacato “entro il 2016”.
        Ricordiamo che a luglio era “entro settembre” e che soltanto all’inizio di agosto la data era diventata “entro il 2015”, quindi abbiamo già guadagnato un altro ipotetico anno senza diritti in poche settimane.
        Io penso che Renzi questa legge voglia fortemente farla, non certo perché ci vuole bene ma perché ha le pressioni dell’Europa e si rende conto che ormai ha più da guadagnarci che da perderci, anche a livello di consensi.
        Il problema è che non gliela stanno facendo fare. Hai letto gli emendamenti offensivi di Giovanardi? Quello secondo cui chi si presenta a contrarre unione civile deve essere accompagnato dai genitori?
        A questo punto non capisco bene cosa stiano aspettando a presentare la proposta senza relatore e senza le modifiche, visto che pare evidente che da questa discussione non se ne esce.
        Forse fa troppo paura (e suppongo sia giustificata) l’idea che la proposta così com’è venga bocciata.

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      • Renzi ha usato la tecnica dello schiacciasassi per tutte le leggi che “voleva veramente fare”, credi che i 500.000 emendamenti della Lega sulla riforma del Senato saranno veramente di ostacolo?
        Purtroppo penso che la legge sulle Unioni Civili aveva il solo scopo di tenere buoni tutti ed eliminare gli altri testi dalla discussione (non certo da parte della Cirinnà che sembra avviata alla fine di Scalfarotto) ed adesso è diventata il perfetto gettone di scambio con NCD sulla riforma del Senato, dove i numeri sono estremamente precari e Renzi rischia seriamente una scissione a sinistra.

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      • Sono d’accordo con te anche su questo; è vero che il ddl Scalfarotto è caduto nel dimenticatoio, però credo che fosse decisamente più discutibile quello rispetto al Cirinnà, che è veramente il miglior compromesso che i cattolici del PD e i bigotti di ogni parte potessero chiedere.
        Qui a volte pare che ci si dimentichi che stiamo parlando di diritti umani, che si legifera sulla vita di migliaia di persone. Mi piacerebbe illudermi almeno che, se pure stavolta la legge dovesse fallire, ci sarebbe una grande presa di posizione attiva da parte delle associazioni lgbt e soprattutto della popolazione che rappresentano, ma non ci credo.
        Sicuramente le associazioni possono avere le loro colpe, ma la responsabilità è anche di tutti gli lgbt italiani che sono indifferente se non addirittura ostili, non dico a questo ddl in particolare (ci può anche stare) ma all’intera questione.
        Vedo scoraggiamento, rassegnazione, preoccupazione, ma di rabbia ne vedo molto poca, decisamente troppo poca. Se noi diretti interessati non mettiamo pressione, perché dovrebbero ascoltarci?

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  3. Crazie Vulcanica e Clarissa per le vostre chiarissime risposte.
    Volevo solo segnalare a Clarissa che sembra esserci qualche problema con il link al video. Attendo anche io con ansia ed interesse i prossimi sviluppi perché certo dalle precedenti dichiarazioni (non ultima l’intervista a Radio Radicale) la senatrice Cirinnà sembrava decisamente possibilista sull’eliminazione dei riferimenti al CC e sono contento che abbia chiarificato la sua posizione al riguardo.

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    • Grazie a te Sergio, è sempre bello potersi confrontare su tematiche che ci toccano così da vicino.
      Se hai voglia di esprimere anche tu le tue riflessioni tramite un post, su questo o altri argomenti, sei sempre il benvenuto!
      Speriamo che i prossimi mesi siano davvero determinanti e che la data del 15 ottobre non finisca anche essa nel cassetto delle speranze perdute…

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    • Mi sa che l’url di facebook è mal digerito in questi commenti, l’ho caricato sul mio dropbox (comunque puoi trovarlo sulla pagina Fb “Diritti Democratici”)
      [video src="https://dl.dropboxusercontent.com/u/262152128/cirinna.mp4" /]

      Per quanto riguarda gli aggiornamenti “last minute” adesso il DDL è rientrato nel calendario del senato su richiesta del capogruppo PD Zanda quindi vengono a mancare le scuse per il diversamente tricotico presidente di commissione, adesso dovrebbe aumentare il numero di sessioni di voto e le notturne.
      Francamente io continuo a sperare che si vada in aula con mandato del relatore perchè la senatrice Cirinnà mi pare la più determinata e degna di fiducia finora.

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  4. In certi casi odio avere ragione.

    Alla fine la destra cattolica ha ottenuto esattamente quello che voleva: un DDL che delinea una pseudounione da cui sono eliminati tutti i riferimenti alla famiglia ed ai figli. Rimane la stepchild adoption castrata e la reversibilità della pensione sottoposta a revisione annuale della copertura economica, tanto per ribadire chiaramente che di mera concessione si tratta e sarà la prima ad essere eliminata per far quadrare il bilancio.

    Ma quello che mi fa più inc…are è il teatrino già iniziato fra gli NCD, che fanno finta di indignarsi per fare la parte dei duri e puri con l’elettorato più bigotto, ed i renziani, che sventolano il cadavere della stepchild adoption al grido “nessun arretramento”, il tutto condito dal coro dei supporter che hanno già iniziato a fare la ola urlando contro quelli che “remano contro” e “vogliono la forma e non la sostanza”.

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    • Io ho mollato. Non voglio sentire più nessuna dichiarazione o altro fino a che il procedimento non sarà definitivamente approvato o gettato via. Non posso appendere il cuore a ogni parola che dice la Cirinnà o Giovanardi o chiunque, mi arrendo (si fa per dire) al fatto che siamo di nuovo stati calpestati e dimenticati e che fino a prova contraria hai proprio ragione tu.

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