Mi piacciono i/le transgender, e allora?

Qualche tempo fa, ho condiviso sulla mia pagina facebook Nessun Armadio l’articolo pubblicato dalla blogger Eretica, che raccontava la storia di E., una ragazza attratta dalle persone androgine e/o transgender: https://abbattoimuri.wordpress.com/2015/08/07/mi-piacciono-ile-trans-e-mi-insultano-per-questo/.

Ho lasciato un commento sul blog in cui sottolineo come la stessa comunità lgbt+ abbia un gran bisogno di affrontare di più e con più sincerità le tematiche relative alla transessualità e a come questa è percepita nella società e, con mio grande piacere, l’autrice stessa dell’articolo mi ha contattata, proponendomi di approfondire la tematica in un’intervista.

1. Come hai scoperto di essere attratta dalle persone androgine e/o transgender e come hai reagito a questa consapevolezza?
1. Non sono sicura di aver capito di essere attratta da persone androgine e transgender in un preciso momento, probabilmente l’ho capito poco a poco nel tempo.
Uno dei primi ricordi che ho: ero con mia madre al parco, notai una donna molto mascolina, vestita da uomo con i capelli corti, non riuscivo ad inquadrarla ne come uomo ne come donna, chiesi innocentemente a mia madre: “che cos’è? Un maschio o una femmina?”, lei, che la conosceva di vista, mi rispose che era semplicemente una persona, buona per la precisione!
Uno dei primi giorni alle elementari, in giardino a ricreazione, non avevo compagni con cui giocare perché non conoscevo ancora nessuno, vidi una bimba con i capelli un po’ corti, a quel l’età non era sempre facile riconoscere il genere sessuale di un bambino, ci basavamo sul colore del grembiule, rosa (o al massimo bianco) per le femminucce e azzurro o blu per i maschietti, lei però lo aveva verde, mi piacque molto il colore del suo grembiule, l’unica veramente diversa da tutti. Feci amicizia con lei, nonostante era di un altra classe e ci vedevamo solo in giardino. Nonostante le amicizie poi cambiarono durante l’anno, tempo dopo mi si ruppe il grembiule, andai con mia madre a comprare quello nuovo, e lo scelsi verde. Quella bambina non divenne un transessuale, più tardi diventò più femminile, ma la mia scelta di avere un grembiule verde, così diverso da tutti, mi fa pensare che avevo già le idee chiare sulla mia diversità e che concepivo l’idea di un terzo genere diverso dai soliti due.
L’ultimo caso che ritengo rilevante, fu la mia prima cotta, mi invaghii di un ragazzino più grande di due anni, lui ne aveva 12 ed era diverso da tutti i suoi e i miei coetanei, era molto androgino, capelli lunghi e vestiva non proprio da maschietto, ma era bellissimo, capii di esserne cotta perché con tutti, sia maschi che femmine, non avevo problemi a dialogare e giocare, ma con lui non riuscii proprio a parlarci, ero troppo insicura per via dell’attrazione che provavo.
Insomma credo di averlo capito già da piccola, poi, con il passare del tempo, nell’età adolescenziale, utilizzando quotidiani, riviste e, in seguito, internet, capii che quello che dentro di me consideravo il “terzo sesso” era l’unico che mi interessava davvero.

2. Dalle tue parole si capisce che eri abbastanza consapevole della tua sessualità già fin da piccola. A tal proposito vorrei chiederti: cosa ne pensi di chi dice che i bambini non sono in grado di riconoscere il proprio orientamento o identità di genere? Te lo chiedo perché molti ragazzini e ragazzine si sentono mortificati dal fatto che, quando provano a esprimere i propri sentimenti, gli adulti dicono loro che è troppo presto per sapere queste cose e che le capiranno solo da grandi! Pensi che questo possa costituire un freno per i bambini e aumentare la loro sensazione di essere incompresi, oppure credi che in effetti la consapevolezza vera di sé arrivi con la maturità?
2. Qualsiasi giudizio degli adulti del genere “tu non sai…” fa sentire i bambini incompresi, però penso che allo stesso tempo sia vero, un bambino di 5 anni probabilmente ha già qualche idea sul suo orientamento sessuale e sulla sua identità di genere, ma fino all’inizio del l’adolescenza non c’è ragione di pensarci, da un lato non si può iniziare la transizione, dal altro i gusti a volte cambiano proprio con l’adolescenza. L’importante è che i bambini capiscano di essere amati indipentemente dal loro orientamento e dalla loro identità di genere, altrimenti soffriranno la solitudine e cercheranno di reprimere i sentimenti.

3. In base alla tua esperienza, quali credi che siano le maggiori difficoltà che le persone transgender incontrano nella vita di tutti i giorni?
3. “Ogni mattina in Italia, quando sorge il sole una transessuale si sveglia, sa che dovrà correre più del leone o verrà uccisa.
Ogni mattina in Italia, quando sorge il sole un transessuale si sveglia, sa che dovrà correre più della iena o sarà mangiato.
Ogni mattina in Italia, non importa che tu sia un trans o una trans, l’importante è che tu incominci a correre.” (semicit.)
Sono molti i problemi che i/le transgender, e in parte anche uomini effeminati e donne mascoline, affrontano ogni giorno, quello che più mi ha colpito, che affligge tutt’ora anche il mio partner in Germania, è la fatidica domanda: “Oggi uscirò di casa?”, ogni mattina ci auguriamo il buongiorno e io gli domando questa cosa, mi piange il cuore ammetterlo ma gran parte delle volte la risposta è negativa, anche se poi magari trova la forza per uscire. Per essere transessuale, sia FtM che MtF, ci vuole un carattere forte, bisogna essere superiori e tenere sempre la testa alta.
Alcuni transgender che ho conosciuto avevano difficoltà nell’accettare la propria voce, mascella larga, pomo d’Adamo e barba per i MtF, seno, fianchi larghi e altezza minuta per i FtM, ma in quasi tutti i casi le difficoltà maggiori sono quelle di trovare un lavoro e avere al fianco la propria famiglia.
Anche il “test dello specchio” è molto diverso da quello che affrontiamo noi cisgender quotidianamente, non ci si chiede semplicemente se abbiamo bisogno di lavarci i capelli, un trucco più pesante o un caffè doppio, per un transgender guardarsi allo specchio può far migliorare la giornata oppure far partire col piede sbagliato l’intero mese.
Un’altra enorme difficoltà è rappresentata dal sesso, a differenza di ciò che l’opinione pubblica pensa, molti/e trans hanno profondi problemi a spogliarsi e a fare sesso, molti solo per amore potrebbero farlo, certo esistono anche le professioniste del sesso, ma sono una minoranza.

4. Parli con grande chiarezza dei problemi delle persone transgender e anche del loro rapporto difficile col proprio corpo e col sesso. Pensi che queste difficoltà siano da imputare principalmente alla disforia di genere, quindi a una causa patologica, oppure all’atteggiamento di rifiuto degli altri nei loro confronti, o entrambe le cose? In altre parole, una persona trans ha più difficoltà ad accettarsi perché è nata “nel corpo sbagliato” o perché i suoi tentativi di essere se stess* vengono continuamente frustrati da chi gli/le sta intorno?
4. I problemi maggiori che soffrono i/le trans sono causati senza dubbio dalle opinioni degli altri, è chiaro che se fossero tutti transofili come me, quando si vedono allo specchio e notano di essere un perfetto mix tra uomo e donna saranno contenti perché alla gente piace… Ovviamente i “mix” piacciono poco quindi gran parte del problema nell’accettarsi è dovuto a chi ci sta intorno. In minor parte, a mio parere, influisce anche la causa patologica, è ovvio che se la mente sente di appartenere a un corpo femminile, ma la forma del fisico è maschile, ci sarà sempre un certo disagio, finquando ormoni e chirurgia non cambino la situazione.

5. Perché secondo te anche in ambienti più aperti di quelli tradizionali, come le comunità femminista e lgbt+, l’attrazione verso le persone transgender è considerata “strana”?
5. L’attrazione verso i/le transgender generalmente è accettata dalla comunità LGBT+, ma la stupidità umana c’è sempre stata, non termina certo quando scopri di essere gay o lesbica, se sei nato quadrato non muori tondo, difenderai i tuoi diritti ma non è detto che i diritti degli altri ti interessino. Da generazioni i trans vengono ostracizzati e ghettizzati, molti dei pensieri che avevano i nostri bisnonni ci sono stati tramandati, perciò, come era strano in passato, essere attratti dai transessuali potrebbe essere motivo di contrasti (rapportati ovviamente al periodo in cui viviamo), il nostro bisnonno magari denunciava i transofili agli squadristi fascisti, noi oggi ridiamo alle loro spalle, la differenza è netta ma il pensiero si è tramandato nelle generazioni.

6. Il fatto che la tua sessualità non sia definita dalle etichette tradizionali (etero, gay, bisex) ti fa sentire più libera o al contrario credi che sia un motivo di debolezza o di confusione per te?
6. In passato era motivo di debolezza, mi vergognavo con me stessa a guardare le persone che mi piacevano, ero convinta che mi attraevano per alcune loro caratteristiche da uomo/donna, volevo autoconvincermi di essere etero/lesbica, per essere un tantino più “normale”. Tutt’ora non mi sento più libera, credo di aver inquadrato perfettamente ormai il mio orientamento sessuale, grazie a un commento ricevuto da una delle transessuali storiche d’Italia, Mirella Izzo, ho persino trovato due termini per definire il mio orientamento: androginofila e transofila. Mi sento solo particolare e diversa sotto quest’aspetto dal resto della gente, ma ognuno ha le proprie diversità.

7. Secondo te di chi sono le principali responsabilità nell’ignoranza e/o cattiveria che riscontri tra le persone (scuola, media, chiesa, governo etc)?
7. Tutti quelli che hai citato senza dubbio, ma soprattutto la colpa è del passato, la gente muore ma la cattiveria sopravvive con i propri discendenti.
Riguardo alle sopracitate governo e media sono un tutt’uno praticamente, la chiesa che ne parliamo a fare… In riferimento alla scuola, ho un aneddoto, alle elementari nella mia classe maschi e femmine avevano gli appendiabiti separati, a destra dell’ingresso gli uni e a sinistra gli altri, poteva capitare di passare nella “zona” adibita agli zaini e le sacchette del sesso opposto, in quel caso partivano le prese in giro “Ahahahahaha sei un maschio! Sei un trans!”, alcuni maschietti si divertivano a lanciare diari o altri oggetti dei compagni, i quali pur di non passare nella zona nemica per raccoglierli, chiedevano alle femmine di passarglieli. Tutto ciò è ovviamente dipeso dai genitori e dall’ambiente dove si è cresciuti, a 5 anni quello che sai lo hai imparato a casa.
L’ignoranza è tramandata dai giornali, io ero molto interessata a tutto ciò che concerne gli LGBT, con chiaramente interesse maggiore per i transessuali, per molto tempo ho ritagliato articolo, fotografie, racconti, qualunque cosa trovassi sui transgender, utilizzando quotidiani gratuiti e riviste varie, avevo un quaderno ben organizzato con tutte le informazioni, aggiungevo delle parti scritte a mano con ciò che imparavo dalla TV. Alla fine sapevo ben poco, il 90% delle notizie erano su prostitute transessuali. Oggi i media sono più imparziali e spiegano molte cose, sono di facile reperibilità documentari, film e notiziari che affrontano questi argomenti. In TV parlano anche di persone come Andreja Pejic, Chris Tina Bruce o Norrie May Welby, 10 anni fa era fantascienza pensare di vedere una persona agender raccontare la sua storia e il significato che può avere per lui quel termine.
Insomma a mio parere alcuni media stanno raccontando qualcosa di utile, ma la mentalità ottusa che è arrivata dai nostri avi, difficilmente scomparirà grazie a media e governi, sono le persone che devono cambiare prima.

Ringrazio di cuore E. per la sua disponibilità e per aver condiviso con noi la sua storia e i suoi pensieri. Ricordo anche a te che stai leggendo che se vuoi raccontarmi di te, anche in forma anonima, sarò felice di ascoltarti!

Vulcanica

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7 thoughts on “Mi piacciono i/le transgender, e allora?

  1. una persona transgender non è “agender” anche le persone transgender sono uomini e donne (solo che a differenza della gran maggioranza degli uomini e delle donne sono nate in un corpo del sesso opposto), così come lo sono le persone cisgender dal look androgino.
    Quindi se ti piacciono sia i transgender che le transgender sei bisessuale con una preferenza per le persone trans

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    • Ciao Paolo, grazie per la precisazione. Credo che l’autrice si sia espressa così per sottolineare come la sua attrazione sia rivolta esclusivamente nei confronti delle persone androgine/transgender, uomini o donne che siano. Le etichette o definizioni spesso sono utili per aiutarci a capire chi siamo, altre volte invece ci fanno sentire a disagio, in ogni caso fai bene a puntualizzare.

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    • Ciao Paolo, credo tu ti riferissi a quando ho utlizzato il termine agender per definire delle persone più o meno note, riguardo ad Andreja Pejic effettivamente è una transgender, ma era famosa prima di cambiare sesso e nome per essere una modella sia maschile che femminile, una persona “bigender” diciamo… Riguardo gli altri due nominati (Chris Tina Bruce e Norry Welby) sono persone agender, come noterai anche dal l’articolo di Eretica sul blog Abbatto i muri, sono fidanzata con una persona agender e non transgender. È vero che terzo sesso e transessuali sono cose diverse, ma a me piacciono entrambi questi gruppi, stessa cosa non posso dire per cisgender maschi e femmine, dunque non sono bisessuale 😉

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