Out of the Closet – Section 2.2

(continua dalla prima parte)

Quali reazioni devo aspettarmi?
BOOOOM! L’hai detto. Sei fuori dall’armadio. E ora che succede? La casistica è praticamente infinita, ma proviamo a buttar giù un elenco delle situazioni più comuni che potresti trovarti a fronteggiare.
Intanto, una premessa (e spero proprio che tu legga questo capitolo prima di dichiararti! Tieni a freno l’entusiasmo almeno fino alla fine della guida!): non sopravvalutare i tuoi familiari. Con gli amici, e a volte con i fratelli, è un po’ diverso, ma i genitori e i parenti…beh, loro ti hanno cresciuto. Hanno un ruolo di responsabilità e autorità nei tuoi confronti. Tu non sei uno qualsiasi, non sei il vicino di casa, sei il loro bambino. Perciò non sorprenderti se anche i genitori più liberali e aperti del mondo, quelli che non hanno battuto ciglio davanti alla sbandierata omosessualità di un tuo compagno di classe, rischiano l’infarto quando vengono a sapere della tua. Hanno bisogno di tempo. Il coming out per loro è difficile almeno quanto lo è per te.
Mi piacerebbe che nella lista che segue ci fossero più reazioni positive, ma purtroppo, per quante testimonianze abbia cercato online, le principali risposte ricadono sempre nello schema che trovi qui sotto. Mi raccomando, non farti abbattere! Come ti ho detto, dovrai sopportare un temporale (o un ciclone!) ma poi, quasi sempre, tornerà il sole!
“L’abbiamo sempre saputo”: Ah, rassicurante. In un certo senso è quel che tutti vorremmo sentirci dire. I tuoi genitori, o chi per loro, non sono sorpresi che tu sia gay. Possono essere contenti che tu abbia avuto il coraggio e la fiducia di dirglielo oppure dispiacersi del fatto che le loro ultime speranze di essersi sbagliati siano appena colate a picco, ma in ogni caso non devi avere a che fare con il loro shock. E se fino ad ora, nonostante i sospetti, tu sei andato bene così, allora sanno di poter continuare a vivere tranquillamente. Probabilmente la tua vita non cambierà poi molto, ma almeno adesso puoi portare a casa il/la tuo/a fidanzato/a! 😉 Comunque, non prendere sotto gamba quel che hai appena fatto. Forse non sono sorpresi, ma devono comunque adeguarsi alla tua dichiarazione: non abbandonarli. Aiutali a capire chi sei, che sentimenti provi e parla loro della tua vita sentimentale, dei luoghi e delle persone che frequenti. Non lasciarli soli con i loro dubbi.
– “Non è vero, non sei gay“: Questa reazione è una delle più comuni forme di rifiuto e può articolarsi in tanti modi: le persone a cui ti sei appena dichiarato possono cercare di convincerti che è solo una fase, che sei confuso riguardo alla tua sessualità, che stai subendo l’influenza negativa di qualche amico o serie televisiva. Potrebbero proporti di visitare uno psichiatra, il che non è necessariamente un male, perché un medico confermerebbe soltanto quello che già sappiamo: che il tuo orientamento sessuale o identità di genere non è una malattia e che loro hanno soltanto bisogno di tempo e di fatica per cambiare la loro opinione al riguardo. Capisco che il tuo impulso è quello di reagire con rabbia: hai fatto tanta fatica per trovare il coraggio di ammettere che sei gay, prima con te stesso e poi con loro, e adesso vengono a dirti che non è vero? Ma attenzione! In questo momento le persone con cui stai parlando sono scioccate, è un’eventualità che dovevi prendere in considerazione. Anche se non ti fa piacere startene seduto al tavolo della cucina a sentirti dire che loro conoscono meglio di te la tua sessualità, sforzarti di fare buon viso a cattivo gioco. Mantieni la calma, lasciali parlare. Se i toni si scaldano troppo, esci e concedi loro un paio d’ore per riflettere e calmarsi. Devi convincerli ad ascoltare quel che tu hai da dire, con dolcezza ma con determinazione. Per indicazioni più precise, vai al capitolo successivo della guida, quello rivolto ai familiari e amici.
– “Cosa vuoi per cena?“: Forse la reazione più frustrante in assoluto. Tu ti impegni tanto per arrivare coraggiosamente a mettere un piede fuori dall’armadio e la persona a cui ti dichiari ignora completamente quel che dici, affetta da un improvviso e imprevedibile attacco di sordità temporanea. “Mamma, papà, sono gay.” “Ti va bene il pollo arrosto?” Come si fa a fare coming out se l’altro non ti ascolta? Senza dubbio è difficile. Ma questa reazione non significa che davvero i tuoi (o chi per loro) non ti abbiano sentito o ascoltato. Sono semplicemente troppo sconvolti e spaventati per fare i conti con quello che hai appena detto. Anche se ci vuole uno sforzo sovrumano, cerca di avere pazienza: lascia perdere il discorso. Ci penseranno su, rifletteranno, ne parleranno fra loro. Forse, nella migliore delle ipotesi, riprenderanno essi stessi l’argomento quando si sentiranno pronti. Probabilmente invece dovrai essere tu a parlarne di nuovo, dopo un po’ di tempo. Prova soltanto a ricordare che si tratta di una reazione standard, molte persone l’hanno avuta e poi alla fine sono riuscite a venire a patti con la realtà.
– “Non voglio saperne niente“: un’altra dolorosa variante del rifiuto. Ma come non vuoi saperne niente? Io invece voglio dirtelo! Voglio che tu partecipi alla mia vita, che tu sia dalla mia parte! Non è semplice. Purtroppo non puoi obbligare qualcuno a prendere in considerazione le tue parole. Come nei casi precedenti, sforzarti di mantenere la calma e ricorda che una prima reazione così brutta non necessariamente è destinata a non cambiare ed evolversi nel tempo. Lascia ai tuoi il tempo di sbollire e torna sull’argomento dopo un po’ di tempo.
Questi che ho presentato qui sopra sono tra i casi peggiori che possono capitare, ma anche i più frequenti. Non abbatterti, se ti succede. Pensa: quanto tempo ci hai messo per deciderti a fare coming out? Se ci è voluto così tanto a te per accettare quel che sei, puoi davvero pretendere che ai tuoi cari basti qualche minuto? Hanno bisogno di tempo. Stai loro vicino e, qualsiasi cosa ti dicano, rispondi ricordando loro che tu sei la stessa persona che eri ieri. Ti hanno amato fino a ieri, potranno continuare ad amarti, tu non sei cambiato. Lo so che non è semplice parlare così, credimi, ma ne vale la pena.
“Dove ho sbagliato?”: Altra reazione molto diffusa tra i genitori, quasi onnipresente. Può manifestarsi anche in un secondo momento, perché fa parte dell’elaborazione della notizia che hai dato. Alcune varianti possono essere: “Lo stai facendo per punirmi?” I tuoi devono dare la colpa a qualcuno: a se stessi o a te (o a entrambi, in ordine casuale). Adesso devi impegnarti per spiegare che non c’è nessuna colpa e che non vuoi punire nessuno, che si tratta solo di un tuo modo di essere. Non c’è una causa scatenante e allo stesso modo non c’è un rimedio, ma soprattutto non si tratta di qualcosa a cui tu vuoi o pensi di dover rimediare.
– “Non dirlo a nessuno“: Sembra brutto, ma in alcuni casi la prima cosa di cui i tuoi si preoccupano sono le reazioni degli altri. Dei parenti, degli amici, dei vicini di casa. “Cosa penserà la gente?” Adesso non darti delle arie dicendo che tu sei al di sopra di questi pettegolezzi: chi è che non si preoccupa davvero del giudizio degli altri? I tuoi non hanno soltanto paura per la propria reputazione ma anche per te. Pensano che il tuo orientamento sessuale ti renderà vittima o bersaglio di bullismo, pregiudizi e difficoltà. Nessun genitore vuole una vita dura per suo figlio. Anche se magari lo hai già detto al mondo intero, rassicurali. Spiega loro che non stai cercando di metterli in cattiva luce e che tutto quel che vuoi è che continuino ad amarti come prima.
– “Fuori da questa casa!”: Anche detta la Sfuriata, quella che un po’ tutti ci aspettiamo e che in pochi ricevono davvero. I tuoi genitori o chi per loro danno di matto, lanciano piatti, si strappano capelli. Piangono e gridano. Parlano di peccato, di immoralità, ti chiedono se hai già contratto qualche brutta malattia o quanti partner sessuali hai contemporaneamente. Drammaticamente ti ordinano di fare i bagagli e dicono che non hanno più un figlio (alcuni possono arrivare a maledirti fino alla settima generazione). Non ci crederai, ma questa reazione non è poi così terribile: almeno, i tuoi cari hanno tirato fuori la loro rabbia e sorpresa per quel che hai detto loro. Significa che perlomeno lo hanno recepito e hanno persino compreso l’enorme cambiamento che questo può significare per te e per loro: è un primo passo. Il consiglio è di lasciar sfuriare la tempesta, non perdere la calma, schivare i piatti che ti stanno lanciando e permettere loro di sfogarsi. Quando si saranno calmati e avranno raccolto tutti i cocci da terra, forse se la sentiranno di tornare sull’argomento, ma ti conviene aspettare un po’ di tempo. Nel frattempo comportati normalmente: non rispondere al dramma col dramma, non fare le valige, non dichiararti orfano. Dimostra loro che sei la stessa persona che eri prima. Se vedono che tu vivi tutto questo con la massima serenità possibile, saranno inclini a fare lo stesso, presto o tardi.
– “Noi ti amiamo e vogliamo solo che tu sia felice”: Il sogno. I tuoi familiari o amici ti guardano comprensivi, sorridono, ti abbracciano e ti ripetono che per loro non cambia niente. Che il/la tuo/a fidanzato/a sarà sempre il benvenuto a casa, che sono felici che tu abbia trovato il coraggio di informarli e che sei sempre la persona che amano. E poi di solito suona la sveglia.
Nah, scherzo. Esistono queste persone meravigliose, anzi, a dire il vero la maggior parte degli amici e dei fratelli reagiranno proprio così, magari risparmiandosi il discorso sdolcinato e passando direttamente ad un: “E che mi importa se sei gay? Andiamo a prenderci un gelato!” Queste sono le persone su cui puoi davvero contare.
Ma attenzione! Non per fare la guastafeste, però non fidarti troppo di queste reazioni da manuale. Può darsi che un primo impatto positivo e tranquillo nasconda uno shock, in altre parole forse fulmini e saette sono solo rimandati. Ringrazia i tuoi cari e mostra loro quanto sei grato del loro appoggio. Fai sentir loro la tua vicinanza. Se a un certo punto, a scoppio ritardato, dovesse esplodere la bomba, sarete in grado di affrontarla insieme.
Quella che hai appena letto è una sintesi delle più comuni reazioni al tuo coming out: ti serve per essere preparato a quel che ti aspetta. L’argomento non si esaurisce qui e il modo in cui tu e i tuoi familiari potrete affrontare un nuovo percorso insieme è ampiamente trattato nella seconda parte della guida, rivolta direttamente a loro (che però anche a te consiglio di leggere). Per adesso sappi solo che, anche se ti sei sentito dire cose brutte, dolorose, orribili, non devi vergognarti e non devi pentirti. Non prendertela con i tuoi per le loro parole: sono ancora sconvolti e davvero non pensano tutto ciò che dicono. Ma, ehi, le cose cambiano, no? 🙂
Infine, devi essere attento a trovare un equilibrio tra quel che tu vuoi dire e quel che loro vogliono sapere: è essenziale che tu dia loro delle informazioni su un mondo che non conoscono e che li spaventa, altrimenti continueranno a ragionare per stereotipi, ma è importante anche che tu non rovesci addosso ai tuoi familiari tutto quanto in una botta sola, altrimenti li sommergerai di confusione e paura. Insomma, è una bella faticaccia, ma dovrai sostenere e aiutare le persone che ami affinché loro possano imparare a starti vicino.
Adesso che hai affrontato il momento cruciale della prima reazione, nel prossimo capitolo vedremo di intraprendere insieme un percorso che porterà i tuoi cari alla graduale comprensione e accettazione di quel che hai finalmente confessato loro.

Vulcanica

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(follows from part 1)

What reaction do I expect?
BOOOOM! You said it. You’re out. And what now? The cases are infinite, but let’s try to summarize the most common situations you may have to face.
First of all, a foreword (and I really hope you’re still in the closet while reading this! Hold back at least untile the end of the guide!): don’t overestimate your dearest ones. With friends, and sometimes sieblings, it might be different, but parents and relatives…well, they raised you. They have some responsability and authority over you. You’re not anyone else, you’re not the neighbor, you’re their kid. So don’t be surprised if even the more tolerant and progressive parents in the world, those who were so warm towards your classmate’s homosexuality, will be shocked when they find out about you. They need time. Your coming out is as difficult for them as it is for you.
I’d like to have more positive reactions in the list below, but unluckily, no matter how many tales I’ve collected on the Internet, the main responses are all in the following scheme. But please don’t get discouraged! As I said, you’ll have to face a storm (a big one!) but then, almost always, there comes the sun!
“We’ve always known”. Ah, so reassuring. Somehow that’s what we all would like to hear. Your parents are not surprised you’re gay. They may be happy you found the strength and trust them enough to tell them or be sad that their last hopes of being wrong just dropped, but anyway you don’t have to deal with them being shocked. And if up to now, regardless of the doubts, you were ok, they know they can live on. Probably your life won’t change much but at least you can take your significant one home now! Anyway, don’t underestimate what you just did. Maybe they’re not surprised but they have to adequate as well: don’t leave them alone. Help them understand who you are, what feelings you have and talk them about your sentimental life, the places and people you’re into. Don’t leave them alone with their doubts and fears.
“No, you’re not gay”. This reaction is one of the most common forms of rejection and it can be of different types: people you’ve just come out to may try to convince you it’s just a phase, you’re confused about your sexuality, you’re being influenced by friends or tv shows. They may suggest that you go through therapy, and it needn’t be a bad thing, because the doctor would just confirm what we already know: there’s nothing wrong in your sexual orientation or gender identity and they just need time and efforts to change their minds. I know your reaction is to be angry: so many efforts to find the strength to tell yourself, and tell them, you’re gay, and now they try to convince you you’re not? But beware! Right now the people you’re talking to are shocked, you should’ve seen it coming. Even if you don’t like it, sitting there in the kitchen and hearing they know your sexuality better than you do, try to be calm. Let them talk. If they get too upset, go out and leave them alone for some time to cool down. You have to force them listening to what you have to say, sweetly but firmly. For more precise indications, go to the next section of the guide, addressed to family and friends.
“What do you want for dinner?” The most frustrating reaction in the world. You fought so hard to let a foot out of the closet and the person you’ve come out to is completely ignoring you, suddenly deaf. “Mom, daddy, I’m gay.” “Chicken, is it ok?” How can you come out if they won’t listen? Of course it’s hard. But this reaction doesn’t mean they really didn’t hear you or listened to you. They’re just to shocked and scared to face it right now. Even if it takes a really enormous effort, try to be calm: drop the topic. They’ll think about it and talk about it between them. Maybe, if you have good luck, they’ll come to talk to you about this again when they’re ready. But probably you’ll have to talk about it again, after a while. Just try to remember it’s a standard reaction, many people behaved like this and then at last they managed to face reality.
“I don’t want to hear about it”. Another painful rejection reaction. How can you not be willing to hear about it? I want you to hear about it! I want you to be part of my life, to be with me! It’s not easy. You cannot force someone to take your words into consideration. As in the previous cases, try to keep calm and remember this bad reaction could evolve and change in time. Let them cool down and talk about it again after a while.
Those up here are the worst cases you might face, but also the more common ones. Don’t get discouraged if it happens. Think: how long did it take to you to decide to come out? If it took so long to yourself to be confident with who you are, how can you expect your dearest ones to be warm and understanding in a minute? They need time. Be there for them and, whatever they say, answer remembering them you’re the same person you were yesterday. They loved you yesterday, they can keep loving you, you’re not different. I know it’s not easy to talk like that, but believe me, it’s worth it.
“Where did I go wrong?” Another common reaction among parents. It may also come after a while, because they are dealing with the news. They could also say: “Are you doing this to punish me?” Your parents must blame someone: either themselves or you (or both, randomly). Now you have to explain there’s no punishment and they made no mistakes, it’s just what you are. There’s no reason for this and there’s no cure, but in the first place it is not something you want or think you should be cured from.
– “Don’t tell anybody”: It seems awful, but sometimes the first thing your parents can think of are other people’s reactions. Relatives, friends, neighbors. “What will people think?” Now don’t say you don’t care about gossip: who could really say that? Your parents are not only scared for their reputation but for you also. They think your sexual orientation will make you a victim of bullysm, prejudices and hard times. No parent wants a hard life for his or her kid. Even if maybe you’ve already told the whole world, be reassuring. Tell them you’re not trying to destroy their reputation and all you want is for them to love you just like the did before.
– “Get out of this house!” Here’s the Storm, the one we all were expecting and not many really received. Your parents get crazy, they throw things at you, they cry and scream. They talk about sin, morality, they ask you if you already got some desease or how many sexual partners you have all at a time. They dramatically order you to get out and say they no longer have a kid (some can also throw a malus on your descendance). Believe it or not, that’s not the worst case: at least your parents yelled out their rage and surprise for what you told them. It means they at least received it and also understood the huge change it might be for them and for you: it’s a first step. I suggest you let the storm rage on, don’t lose your cool, avoid the things they’re throwing at you and let them pour out. When they’re calm and have collected all the things from the floor, maybe they will be ready to talk about it, but you better wait some more time. In the meanwhile, act normally: don’t answer drama with drama, don’t get out of the house, don’t say you no longer have a family. Show them you’re the same person you were before. If they see you’re living it with confidence and peace, they’ll tend to do the same, sooner or later.
– “We love you and just want you to be happy”. It’s a dream. Your parents or friends look at you, they smile, they hug you and say there’s nothing wrong with it. That your partner will always be welcome in the house, they’re happy you found the courage to tell them and you’re always the one they love. And then usually the alarm sounds.
Nah, just joking. Yeah, those amazing people exists, and actually most of your friends and sieblings will react just like this, maybe without the emotional speech and just saying: “I don’t mind if you’re gay, let’s go get an icecream!” Those are the people you can really count on.
But beware! I don’t want to ruin this, but don’t trust those fantastic reactions too much. Maybe a first positive impact may hide a deeper shock and the storm is just procrastinated. Be thankful to them and show them how happy you are of their support. Let them feel you’re there. If someday the bomb should go off, you’ll be able to face it together.
What you just read is a summary of the most common reactions to your coming out: it’s useful to be prepared to what you will face. The topic is not over and the way you and your family will walk this new path together is the object of the second part of the guide, which is addressed to them (but you should read it too). For now just know that, even if you heard horrible, painful things, you don’t have to be ashamed or repent. Don’t be angry with your family for what they said: they’re shocked and they really don’t think everything they say. But hey, it gets better, right? 🙂
In the end, you have to find a balance between what you want to say and what they need to know: it’s important that you give them some information about a world they don’t know and they find scaring, otherwise they’ll keep on with stereotypes and prejudices, but it’s also important that you don’t shower your family with all this at the same moment, otherwise they’ll be overwhelmed with confusion and fear. So, it’s rather hard to do it, but you’ll have to support and help your loved ones so that they can learn to be there for you.
Now that you face the crucial part of the first reaction, in the next section we’ll see how to bring your dearest ones to gradually accept and understand what you finally told them.

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4 thoughts on “Out of the Closet – Section 2.2

  1. Pingback: Out of the Closet – Section 2 .1 | nessun armadio

  2. Spero un giorno di farmi coraggio anche con i miei genitori! per ora lo sanno praticamente tutti, tranne loro.. Anzi, mia mamma è più nella situazione che sa praticamente tutto, perchè cerca indizi in camera mia, ma non mi chiede niente per paura di sentire la risposta..
    Mio padre è quello che guarda “un posto al sole” e si agita e urla e cambia canale quando ci sono i due ragazzi che si baciano, perchè “che schifo sti finocchi, pure qua devo vederli”.
    Questo messaggio è per tutti quelli che pensano di non farcela: ci sono i momenti difficili, ma nessuno può obbligarvi a smettere di essere ciò che siete.
    C’è chi ha il coraggio di affrontare di petto la situazione e chi invece decide di andare con calma e non stravolgere gli equilibri familiari.
    Io ho deciso di aspettare, di tenermi le cose belle per me e non permettere a nessuno di rovinare una cosa così speciale.
    Pur non avendo detto nulla ai miei genitori, comunque, ho trovato qualcuno in famiglia a cui confidare questa parte di me, e mi sono tolta un peso enorme.
    Per tutto il resto, ci sono gli amici, e praticamente nessuno ha reagito male alla notizia..
    La maggior parte di loro ha avuto la reazione del tipo “ma lo sai che ci avevo pensato?” oppure “solo tu non te ne sei mai accorta” oppure “ah che figata adesso ho un’amica lesbica”.
    Detto ciò, una volta deciso di fare coming out, attente alle etero curiose, quelle sì che sono brutte persone! 😀

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    • Grazie tantissime per il tuo commento. Ribadisci una cosa importante che io non posso mai ripetere abbastanza: questo blog parla essenzialmente di coming out (dato il titolo) e quello che cerco di fare è aiutare, con i miei limitatissimi mezzi, chiunque stia riflettendo su questa scelta o chiunque abbia già deciso di fare questo passo. Ma ciò non vuol dire mai che il coming out sia da fare a tutti i costi, anzi, tante volte è meglio come dici tu tenersi le cose belle e non lasciarsele distruggere. L’importante secondo me è riflettere, decidere di seguire il proprio istinto e la propria testa, non lasciarsi bloccare dalla paura cieca o dalla vergogna ma decidere consapevolmente se farlo o meno. 🙂

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