La differenza sta nell’occhio di chi guarda…

L’ho scoperto quasi subito, quando ero molto piccola.
A dire il vero, ancor prima di me se ne sono accorti i miei genitori, le persone che mi stavano intorno, e hanno accolto la notizia con un po’ di preoccupazione. Non che ci fosse qualcosa di male, mi dicevano, si dicevano, ma questo avrebbe reso la mia vita difficile. Sarei stata costretta ad adattarmi a seguire le regole di un mondo in cui quelli come me rappresentano una minoranza.
Sulle prime uno non ci fa caso, stando con me. Ma poi, nella vita di tutti i giorni, ci sono decine di piccoli gesti e abitudini che lo rendono evidente. Molti non dicono nulla, altri restano sorpresi solo per un attimo e poi la conversazione ricomincia da dove si era interrotta. Soltanto alcuni dei miei parenti, quelli un po’ più anziani, proprio non si danno pace. Insistono con mia madre: “Ma non si può fare niente? Non hai provato a correggere questa tendenza?”
Mamma alza le spalle. Non è più come una volta, dice.
Con qualche ricerca, ho scoperto che siamo circa il dieci per cento della popolazione e che la percentuale è rimasta più o meno costante durante tutte le epoche storiche, il che lascia pensare che si tratti di un fattore genetico. Nonostante questo, non è detto che i figli che crescono con persone come noi diventino come noi. Ci siamo sempre stati, ecco tutto, anche se fino a non troppi anni fa dovevamo un po’ nasconderci. Molti di noi venivano costretti a ignorare la propria natura e questo deve essere stato doloroso per loro. Non è facile addestrarsi a fingere di essere diverso da ciò che si è, per tutta la vita.
Ancora non capisco perché siamo sempre stati perseguitati. Un po’ si tratta della semplice avversione verso le minoranze: se fai qualcosa in maniera diversa da come la faccio io, o tu o io stiamo sbagliando. Siccome ce ne sono tanti come me e pochi come te, sbagliate voi, e allora vi diamo addosso, per paura di scoprire che invece quella cosa si può fare in modi diversi e che nessuno è sbagliato e ognuno di noi può semplicemente trovare la propria strada. La libertà è faticosa.
Anche la religione ci ha sempre visti come dei nemici. Non ha senso perseguitare qualcuno per una cosa che non ha davvero niente a che fare con la religione! Loro dicono, dicevano, che ci sono dei passaggi delle sacre scritture esplicitamente diretti contro le persone come noi. Ma è ovvio che si tratta di una stupidaggine, soltanto un’interpretazione allucinante e letterale della Bibbia. Farci del male non giova a nessuno.
Ci sono voluti anni, secoli anzi, ma alla fine l’hanno capito, e ora per fortuna i bambini che nascono con questa tendenza naturale non vengono più fatti vergognare o costretti, attraverso la violenza psicologica e fisica, a reprimere se stessi per diventare come gli altri. Siamo già come gli altri, solo un po’ diversi.
E anche se ancora a volte incontro piccole difficoltà che la gente “normale” non avrebbe, posso dirlo onestamente: anche se potessi, io non vorrei cambiare.
Sono fiera di essere mancina.

Vulcanica

I’ve known it since I was a little girl.
To be honest, my parents found out even before, and they were a little worried. There was nothing wrong with it, they told me, they told themselves, but that could make my life difficult. I’d been forced to adapt to follow the rules of a world in which people like me are a minority.
In the first place you don’t notice it, when you’re with me. But then, in everyday life, there are many little things and habits that make it clear. Some don’t say anything, others are just surprised for a while, and then the conversation starts again when it was stopped. Only some of my relatives, the oldest ones, just can’t feel comfortable with it. They keep saying to my mum: “Is there nothing you can do? Have you tried to change this?”
Mum smiles and says: “Nowadays it’s not like in the past years.”
With some researches, I found out we’re about 10% of the population and this percentage has been constant during all the historical ages, which makes us suppose it is a genetic factor. Nevertheless, kids growing up with people like us are not necessarily like us. We’ve always existed, that’s all, but for a long time we had to hide out. Many of us were forced to ignore their nature and this must have been very hurtful to them. It’s not easy to pretend to be different from what you are, all life long.
I still don’t get it, why we’re always been persecuted. Maybe it’s just the simple hate against minorities: if you do something in a different way from me, either you or me are wrong. Since there are many like me and few like you, you are wrong and we prefer to bully you rather than discover that thing can be done in different ways and no one is wrong and each one of us can just find his way. Freedom is hard.
Also religion has always seen us as enemies. It doesn’t make sense to persecute someone for something which has nothing to do with religion! They say some passages of the Bible are explicitly directed against us. But it’s obviously crap, it comes from an absurd and literal interpretation of the Bible. There’s nothing good in making us feel bad.
It took years, centuries, but finally they understood it, and now kids who’re born with this natural attitude are no longer ashamed or forced through physical and psychological violence to repress themselves and become like others. We’re already like other people, just a little bit different.
And even if I still might encounter some difficulties that “normal” people wouldn’t have, I can honestly say: even if I could, I wouldn’t want to change.
I’m proud to be left-handed.

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2 thoughts on “La differenza sta nell’occhio di chi guarda…

  1. Ottimo articolo. L’unica cosa è il discorso sulla religione:
    « Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s’addiceva al loro traviamento. E poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in balìa d’una intelligenza depravata, sicché commettono ciò che è indegno. […] E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le fa. » (Rom 1,24-28.32)

    « Sappiamo anche che la legge è fatta non per il giusto ma per gl’ iniqui ed i ribelli, per gli empi ed i peccatori, per i sacrileghi e gl’ irreligiosi, per coloro che uccidono padre e madre, per gli omicidi, per i fornicatori, per i sodomiti, per i mercanti di schiavi, per i bugiardi, per gli spergiuri e per ogni altra cosa contraria alla sana dottrina » (1 Timoteo 1,10)

    Io non credo che la condanna agli omosessuali sia soltanto un’interpretazione tra le tante. La Chiesa Cattolica ha una lunga storia di “ma si, interpretiamo come ci fa più comodo la Bibbia, che ce ne frega!”, ma in questo caso a me sembra che ogni interpretazione diversa dalla letterale sia forzata.

    Questa è una delle cose(la prima cronologicamente, ma non l’unica) ad avermi allontanato dalla religione. E a considerarla un veleno per la società.

    Il Cristianesimo(insieme alla maggior parte delle altre religioni) ha sempre cercato di sminuire tutta la sfera sessuale e di ridurla alla sola procreazione(e anche lì, il bambino, per il solo fatto di nascere dal sesso, nasce con il “peccato originale”), ben inquadrata nella struttura sociale del matrimonio indissolubile. Ha sempre inoltre esaltato la castità come un valore tra i più puri.
    L’omosessualità rompe completamente questo schema, e non può essere inquadrata in nessun modo. Per questo è stata sempre perseguitata così ferocemente e fieramente.

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    • Onestamente, non ho mai letto l’Antico Testamento, non conoscevo i passi che hai citato (o forse li ho letti e rimossi all’istante in passato) e non mi sono mai preoccupata di cosa pensi la Chiesa della mia sessualità. Però credo che, se andiamo davvero a leggere la Bibbia, ce ne stanno di cose che non possono essere interpretate se non in modo letterale (mi viene l’esempio stupido di tutte le regole alimentari, il divieto di mangiare crostacei e frutti di mare, le regole su come si deve cuocere la carne per potersene nutrire, etc) ma la Chiesa non si è mai sognata di seguire la Bibbia in queste prescrizioni. Ci si limita a dire che non si può obbedire ciecamente a un testo scritto oltre duemila anni fa. Soltanto in certi ambiti si sceglie davvero di fare quel che la Bibbia dice…
      Detto ciò, sicuramente hai ragione sul sesso e sull’indissolubile senso di colpa che lo avvolge secondo la religione, e sulla conseguente condanna dell’omosessualità come perversione finalizzata al puro piacere che, si sa, è da evitare come la peste.

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