“Abbandonato da una famiglia tradizionale e adottato: anche io vorrei poterlo fare”

Oggi sono contenta di lasciare libero spazio a Luis, che mi ha chiesto di poter esprimere alcune sue riflessioni. Lo ringrazio molto e invito chiunque abbia voglia di dire qualcosa a sfruttare liberamente il mio blog, perché è proprio a questo che serve! Quindi non essere timido e contattami su vulcanica.nessunarmadio@gmail.com, oppure alla pagina Facebook Nessun Armadio o su twitter @vulcanica_NA.

Mi chiamo Luis, ho 26 anni e vengo da un piccolo paese in provincia di Padova.
Sono gay dichiarato e non ho avuto alcun problema ad accettare la mia omosessualità, anzi, per quanto mi riguarda la vivo nel modo più tranquillo e sereno possibile, e vorrei che fosse così per tutti. Ho sempre saputo di essere gay, ma ho preso piena consapevolezza della cosa solo a 23 anni. Sono un ragazzo con la testa sulle spalle e molto responsabile, infatti sto aspettando di incontrare la persona giusta. Per fortuna non ho mai subito discriminazione o violenze fisiche a causa della mia omosessualità, anche perché mi sono sempre circondato di persone intelligenti e perbene.
Mi piacerebbe parlare della famiglia, perché ultimamente se ne discute molto. Mi riferisco in particolare alla manifestazione dello scorso 17 gennaio a Milano. Vorrei rispondere a queste persone raccontando la mia esperienza.
Io sono nato in Colombia. Fino all’età di sei anni ho vissuto in un orfanotrofio con le mie sorelle. Non sai quanto sia brutto essere abbandonato da una famiglia cosiddetta “tradizionale”. Nel 1996 tutti e quattro siamo stati adotatti da una famiglia bellissima. Mio papà è un imprenditore cieco e gestisce una ditta che si occupa di fornire prodotti e servizi alle persone disabili. É stato uno dei primi ciechi in Italia ad aver adottato. É stato un percorso duro ma molto bello e devo dire che per me é stato un evento che mi ha segnato. Vorrei poter fare anch’io un’azione cosi bella e profonda.
Quando sento e leggo di manifestazioni come quelle di Milano mi chiedo…Perché? Chi siete voi per impedire ad una persona di crearsi una famiglia, di dare e ricevere amore a prescindere dall’orientamento? Sono sconvolto dalla falsità e dall’ipocrisia di questa gente…E vorrei consigliare a queste persone di informarsi e conoscere un po’ meglio la realtà che li circonda prima di offendere e di promulgare queste fesserie, perché evidentemente non si rendono conto delle fatiche, dei sacrifici e delle rinunce che idee come le loro possono provocare. La famiglia e l’amore sono per tutti e sarebbe bello che un domani non ci fossero più orfanotrofi.
Purtroppo, siamo vittime di uno stato governato dalla chiesa, con le sue idee inutili e antiquate. Credo che l’idea che una coppia gay non sia idonea a formare una famiglia non sia basata sulla realtà, ma soltanto un’idea imposta, prestabilita. Una cosa diversa spaventa, fa discutere. E diventa oggetto di discriminazioni.
Io avrei molta paura ad avere un figlio in una società come questa, ma non per il bambino in sé, visto che penso che i bambini siano molto intelligenti e io mi preoccuperei della sua educazione. A spaventarmi è l’ambiente, le persone cattive che giudicano senza conoscere, e io posso ben dirlo perché l’ho vissuto in prima persona. Ma, se avessi un figlio, combatterei con tutto me stesso e con tutte le mie energie per far sì che cresca nel migliore dei modi.

Today I’m happy to leave the word to Luis, who asked me to talk about his experiences. I truly thank him and I suggest that everyone who has something to say feels free to exploit the space of my blog, because that’s how it’s supposed to work! So don’t be shy and write me at vulcanica.nessunarmadio@gmail.com, or at the Facebook page Nessun Armadio or on twitter @vulcanica_NA.

My name is Luis, I’m 26 and I’m from a little town near Padova.
I’ve come out as gay and I had no problems in accepting my homosexuality, indeed I really live it happily and I’m at peace with it, and I’d want everyone to feel this way. I’ve always known I’m gay, but I fully became aware onyl when I was 23. I’m a responsible and serious boy and I’m waiting to meet the right one. Luckily I’ve never been a victim of discrimination or physical violence because of my homosexuality, even because I always surrounded myself with intelligent and kind people.
I’d like to talk about family, since lately this is a really popular topic. I particularly refer to the event that took place in Milan, on last January, 17th. I’d like to answer to those people talking about my experience.
I was born in Columbia. I lived in an orphanage with my three sisters up to when I was six. You don’t know how it hurts, being abandoned by a so called “traditional” family. In 1996 we were all adopted by a beautiful family. My dad is a blind businessman, he runs a company which provides products and services to disabled people. He was one of the first blind persons to adopt in Italy. It’s been a rather hard but really awesome journey and I have to say this event really had a deep impact on my life. Me myself I’d like to make something so beautiful and significant.
When I read or hear about manifestations such as in Milan I wonder…why? Who are you to prevent someone from having a family, from giving and reciving love, regardless of sexual orientation? I’m upset by the falsity and hypocrisy of those people…And I’d like to suggest that they get informed and know better reality around them before insulting and spreading those nonsense, because they really can’t understand the pain and the sacrifices that their ideas can be source of. Family and love are for everyone and tomorrow there should be no more orphanages.
Unluckily, we’re victims of a nation governed by the church, with its old and useless ideas. I think the idea that a gay couple is not able to form a famiy is not based on realiyy, but it’s just a prejudice. What is different might be frightnening and confusing, and it might become object of discrimination.
I would be very afraid to grow up a kid in such a society, but not for the kid himself, since kids are really smart and I’d take care of his education. What scares me is the sorrounding, what scares me are the bad people who judge without knowing, and I can surely talk about this since I lived it in the first place. But, if I had a child, I’d fight with all my strength for him to grow up in the best way.

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