Il nuovo anno che Leelah non vedrà mai sorgere

Stasera voglio utilizzare il blog per pubblicare qualcosa che è molto più di un’intervista o di una riflessione scritta di mio pugno.
Queste che ho trovato su diversi siti Internet e che ho tradotto in Italiano sono le ultime parole di Leelah, 17 anni, che due giorni fa si è ammazzata buttandosi sotto un rimorchio nello stato dell’Ohio. Si è ammazzata perché per l’anagrafe e per i suoi genitori lei era Josh, e nessuno che non ci sia passato può immaginare quanto sia doloroso essere imprigionati nel proprio stesso corpo.

Nessuno, nessuno al mondo ha il diritto di giudicare, di parlare di peccato, di malattia, di mostruosità addirittura.
Al di là delle parole, quello che è accaduto è che una persona giovanissima, che poteva e doveva sognare un futuro felice, ha rinunciato alla propria vita perché non le è stata data la libertà di viverla come riteneva giusto. E questo deve toccare tutti noi.
Lascio spazio alle sue parole d’addio, che sono di una lucidità spietata e vera. La ragazza che ha parlato in questo modo è morta e non ha più voce, adesso tocca a noi difenderne almeno il ricordo.

“Se state leggendo questo, significa che mi sono suicidata e naturalmente non ho potuto cancellare questo post dalla mia coda (il post è stato pubblicato automaticamente sul suo blog dopo il suicidio, ndt). 

Per favore non siate tristi, è meglio così. La vita che avrei vissuto non è una vita dignitosa…perché sono transgender. Potrei spiegare nel dettaglio perché mi sento in questo modo, ma probabilmente questa nota è già abbastanza lunga così com’è. Per farla semplice, mi sento una ragazza intrappolata nel corpo di un ragazzo, e mi sono sentita in questo modo da quando avevo quattro anni. Non sapevo che ci fosse una parola per quel che provavo, né che è possibile per un ragazzo diventare una ragazza, perciò non l’ho mai detto a nessuno e ho continuato a comportarmi da maschio per cercare di adattarmi.

Quando avevo quattordici anni, ho imparato il significato della parola transgender e ho pianto di felicità. Dopo dieci anni di confusione finalmente capivo chi ero. L’ho detto subito a mia madre, e lei ha avuto una reazione estremamente negativa, mi ha detto che era una fase, che non sarei mai stata davvero una ragazza, che Dio non fa errori, che io sono sbagliata. Se state leggendo queste parole, genitori, per favore non dite queste cose ai vostri figli. Anche se siete cristiani o siete contro le persone transgender non dite mai queste cose a qualcuno, specialmente a vostro figlio. Non farete altro che renderli odiosi a loro stessi. Questo è esattamente ciò che è accaduto a me.

Mia madre ha iniziato a portarmi da uno psicoterapeuta, ma mi ha soltanto portato da terapeuti cristiani che erano tutti molto faziosi perciò non ho mai davvero avuto la terapia di cui avevo bisogno per curarmi dalla depressione. Ho solo avuto altri cristiani che mi dicevano che ero egoista e sbagliata e che avrei dovuto rivolgermi a Dio per avere aiuto.

A sedici anni ho capito che i miei genitori non mi sarebbero mai venuti incontro e che avrei dovuto aspettare i diciotto anni per iniziare qualsiasi tipo di trattamento di transizione, il che mi ha davvero spezzato il cuore. Più aspetti, più la transizione diventa difficile. Mi sono sentita senza speranza, avrei continuato a sembrare un travestito per il resto della vita. Il giorno del mio sedicesimo compleanno, quando non ho ricevuto dai miei genitori il consenso per iniziare la transizione, ho pianto fino ad addormentarmi.

Ho assunto una specie di atteggiamento di “vaffanculo” verso i miei genitori e mi sono dichiarata gay a scuola, pensando che forse sarebbe stato meno scioccante se mi fossi avvicinato per gradi a dichiararmi come trans.
Anche se la reazione dei miei amici è stata positiva, i miei genitori si sono arrabbiati. Si sono sentiti come se stessi attaccando la loro immagine, per loro ero fonte di imbarazzo. Volevano che fossi il perfetto piccolo cristiano eterosessuale, e ovviamente non era questo che volevo.
Perciò mi hanno ritirato dalla scuola pubblica, mi hanno tolto il mio laptop e il telefono e mi hanno proibito l’accesso a qualsiasi social media, isolandomi completamente dai miei amici. Questa è probabilmente la fase della mia vita in cui sono stata più depressa, e sono sorpreso di non essermi uccisa. Sono stata completamente sola per cinque mesi. Niente amici, niente sostegno, niente amore. Solo la delusione dei miei genitori e la crudeltà della solitudine.

Alla fine dell’anno scolastico, i miei genitori sono finalmente scesi a compromesso e mi hanno restituito il telefono e permesso di tornare sui social media. Ero contenta, finalmente avevo di nuovo i miei amici. Anche loro erano molto felici di vedermi e parlarmi, ma solo all’inizio. In seguito hanno capito che non gli importava niente di me in realtà e io mi sono sentito ancora più solo di prima. Gli unici amici che credevo di avere mi apprezzavano solo perché mi vedevano cinque volte a settimana.

Dopo un’estate quasi senza amici e in più il peso di dover pensare al college, risparmiare soldi per andarmene di casa, tenere alti i voti, andare in chiesa ogni settimana e sentirmi una merda perché lì tutti sono contrari a tutto ciò per cui vivo, ho deciso che ne ho abbastanza. Non riuscirò mai a completare con successo la transizione, anche se me ne vado. Non riuscirò mai ad essere felice col modo in cui appaio. Non riuscirò mai ad avere abbastanza amici per essere felice. Non riuscirò mai ad avere abbastanza amore per essere felice. Non riuscirò mai a trovare un uomo che mi ami. Non riuscirò mai a stare bene. O passo il resto della vita come un uomo solo che desidera di essere una donna o passo la vita come una donna ancora più sola che odia se stessa.

Non c’è un modo di vincere. Non c’è una via d’uscita. Sono già abbastanza triste, non ho bisogno che la mia vita peggiori. La gente dice che le cose migliorano ma questo non è vero nel mio caso. Le cose peggiorano. Peggiorano ogni giorno.
Questo è il punto, questo è il motivo per cui ho intenzione di uccidermi. Mi dispiace se non è una ragione abbastanza buona per voi, ma lo è abbastanza per me.

Come mia volontà, voglio che il cento per cento delle cose che legalmente possiedo vengano vendute e che i soldi, e in più i soldi che ho in banca, siano devoluti ai movimenti per i diritti civili dei trans e ai gruppi di supporto, non mi interessa quale.

L’unico modo in cui potrò riposare in pace è se un giorno le persone transgender non saranno più trattate nel modo in cui sono stata trattata io, ma saranno trattati come esseri umani, con veri sentimenti e diritti. Bisogna parlare di identità di genere nelle scuole, prima si fa e meglio è. La mia morte deve avere un significato. La mia morte deve essere annoverata nel numero delle persone transgender che si sono suicidate quest’anno. Voglio che qualcuno guardi quel numero e dica “questa è una merda” e lo rimetta a posto. Rimettete a posto la società. Per favore.
Addio
Leelah Alcorn”

Tonight I want to use the blog to post something that’s more than an interview or a reflection of mine. 
Those I found on the Internet are the last word of Leelah, 17, who commited suicide two days ago being struck by a semitrailer in Ohio. She commited suicide because for the civil registry and for her parents she was Josh, and no one who hasn’t lived it can imagine how hurtful it is to be trapped in your own body. 

No one, no one in the world has the right to judge, to talk about sin, desease, or even abomination. 
Beyond words, what happened is that a very young person, who could and should dream about a happy future, has taken her life because she wasn’t given the freedom to live it the way she felt right. And this must concern us all. 
This is her goodbye, which has a true and pityless awareness. The girl who has spoken this way is dead and can no longer speak, now we have to fight and defend, at least, her memory. 

“If you are reading this, it means that I have committed suicide and obviously failed to delete this post from my queue.

Please don’t be sad, it’s for the better. The life I would’ve lived isn’t worth living in… because I’m transgender. I could go into detail explaining why I feel that way, but this note is probably going to be lengthy enough as it is. To put it simply, I feel like a girl trapped in a boy’s body, and I’ve felt that way ever since I was 4. I never knew there was a word for that feeling, nor was it possible for a boy to become a girl, so I never told anyone and I just continued to do traditionally “boyish” things to try to fit in.

When I was 14, I learned what transgender meant and cried of happiness. After 10 years of confusion I finally understood who I was. I immediately told my mom, and she reacted extremely negatively, telling me that it was a phase, that I would never truly be a girl, that God doesn’t make mistakes, that I am wrong. If you are reading this, parents, please don’t tell this to your kids. Even if you are Christian or are against transgender people don’t ever say that to someone, especially your kid. That won’t do anything but make them hate them self. That’s exactly what it did to me.

My mom started taking me to a therapist, but would only take me to christian therapists, (who were all very biased) so I never actually got the therapy I needed to cure me of my depression. I only got more christians telling me that I was selfish and wrong and that I should look to God for help.

When I was 16 I realized that my parents would never come around, and that I would have to wait until I was 18 to start any sort of transitioning treatment, which absolutely broke my heart. The longer you wait, the harder it is to transition. I felt hopeless, that I was just going to look like a man in drag for the rest of my life. On my 16th birthday, when I didn’t receive consent from my parents to start transitioning, I cried myself to sleep.

I formed a sort of a “fuck you” attitude towards my parents and came out as gay at school, thinking that maybe if I eased into coming out as trans it would be less of a shock. Although the reaction from my friends was positive, my parents were pissed. They felt like I was attacking their image, and that I was an embarrassment to them. They wanted me to be their perfect little straight christian boy, and that’s obviously not what I wanted.

So they took me out of public school, took away my laptop and phone, and forbid me of getting on any sort of social media, completely isolating me from my friends. This was probably the part of my life when I was the most depressed, and I’m surprised I didn’t kill myself. I was completely alone for 5 months. No friends, no support, no love. Just my parent’s disappointment and the cruelty of loneliness.

At the end of the school year, my parents finally came around and gave me my phone and let me back on social media. I was excited, I finally had my friends back. They were extremely excited to see me and talk to me, but only at first. Eventually they realized they didn’t actually give a shit about me, and I felt even lonelier than I did before. The only friends I thought I had only liked me because they saw me five times a week.

After a summer of having almost no friends plus the weight of having to think about college, save money for moving out, keep my grades up, go to church each week and feel like shit because everyone there is against everything I live for, I have decided I’ve had enough. I’m never going to transition successfully, even when I move out. I’m never going to be happy with the way I look or sound. I’m never going to have enough friends to satisfy me. I’m never going to have enough love to satisfy me. I’m never going to find a man who loves me. I’m never going to be happy. Either I live the rest of my life as a lonely man who wishes he were a woman or I live my life as a lonelier woman who hates herself. There’s no winning. There’s no way out. I’m sad enough already, I don’t need my life to get any worse. People say “it gets better” but that isn’t true in my case. It gets worse. Each day I get worse.

That’s the gist of it, that’s why I feel like killing myself. Sorry if that’s not a good enough reason for you, it’s good enough for me. As for my will, I want 100% of the things that I legally own to be sold and the money (plus my money in the bank) to be given to trans civil rights movements and support groups, I don’t give a shit which one. The only way I will rest in peace is if one day transgender people aren’t treated the way I was, they’re treated like humans, with valid feelings and human rights. Gender needs to be taught about in schools, the earlier the better. My death needs to mean something. My death needs to be counted in the number of transgender people who commit suicide this year. I want someone to look at that number and say “that’s fucked up” and fix it. Fix society. Please.”

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10 thoughts on “Il nuovo anno che Leelah non vedrà mai sorgere

  1. Nel senso che non ci sono proprio parole per descrivere come mi sento. Le persone dovrebbero essere libere. Continuo a pensare che i fanatismi religiosi sono solo una zavorra enorme per la società. Basterebbe buon senso e un briciolo dj rispetto.

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    • Sono d’accordo con te, come sai, e non vedo come si possa non esserlo.
      I genitori di questa ragazza ora sono bersagliati da un processo mediatico impietoso. Non dico che non se lo meritino, anzi, ma non sono certa che sia la cosa migliore da fare.
      Quel che è urgente è cambiare le cose alla radice. L’educazione. Non dobbiamo crescere altri cittadini, genitori, politici, medici, insegnanti convinti che si possa vivere e amare in un solo modo. Ma in questi giorni più che mai (mi riferisco tra le altre cose al convegno organizzato dalla Regione Lombardia per tutelare la famiglia tradizionale) questa sembra essere una strada in salita.

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      • Io sono di parte, nel senso che capisco esattamente la situazione. I miei non mi obbligherebbero a fare quelle cose solo perché ho 24 anni. Per questo non sono sincera con loro, pur non facendolo volontariamente distruggerebbero la mia voglia di fare. Vivono per la loro fede, sono convinti di ció in cui credono. É una battaglia persa, per questo non mi espongo con loro e per questo me ne andrò appena potró..
        Spero nell’educazione nelle scuole, spero nel buon senso, spero nella laicità del nostro paese.

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      • Posso solo immaginare quanto sia difficile sapere di non poter ottenere la comprensione e il sostegno di persone così vicine.
        Proprio per questo penso che la scuola abbia un ruolo cruciale: se i tuoi genitori fossero cresciuti in un mondo differente, è probabile che sarebbero più aperti e tolleranti pur senza venir meno alla loro fede. Ma non si può sperare che le coscienze cambino da un giorno all’altro, o grazie a qualche post su Internet. Per trasformare completamente questo tipo di mentalità è necessario che le istituzioni per prime rinuncino a stereotipi e pregiudizi ormai senza alcun senso…
        Chissà che dopo tanti anni di incomprensioni anche famiglie come la tua possano tornare al dialogo. Sarebbe bellissimo.

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  2. Tutte le volte che sento storie simili, e purtroppo sono sempre in aumento, mi si stringe il cuore, mi si chiude lo stomaco e mi viene il magone. Di solito dico sempre “è tutta colpa dei genitori” in riferimento a comportamenti strani/errati di certi bambini e/o ragazzi e fino a poco tempo fa lo dicevo senza pensarci più ditanto e senza soppesare quello che dicevo, ma man mano mi sono resa conto che sotto, sotto c’era purtroppo un fondo di verità.
    Mi dispiace profondamente per questi ragazzi perché gli sarebbe bastata davvero un po’ di comprensione in più, non dico chissà cosa, ma minimo di apertura da parte dei genitori nel cercare di capire il disagio del figlio/a avrebbero evitato questa fine. Non tutti riescono a capire, è vero, sopratutto quando certe idee sono profondamente radicate nella persona, ma ci si potrebbe impegnare un minimo, almeno per nostro figlio/a!!
    Se non si comincia nel nostro piccolo, figuriamoci come possiamo pretendere di arrivare ad avere un mondo nel quale ci sia eguaglianza e vera comprensione.

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    • Ciao, grazie per la visita e per il commento. 🙂
      Hai davvero ragione. A moltissimi di questi ragazzi sarebbe bastata una sola parola, una sola telefonata, un solo abbraccio. Passato quel momento di disperazione e di solitudine forse non avrebbero più pensato al suicidio. Io non credo che i genitori, o almeno la maggior parte di loro, siano dei mostri, ma di certo le ideologie (religiose o no) rendono ciechi anche alle necessità di chi amiamo di più.
      Io non ho figli e questo mi rende troppo semplice giudicare e incolpare, perché non ho idea di quanto sia complicato crescere un figlio, educare qualcuno a diventare una persona indipendente e amarlo sopra ogni cosa nonostante possa avere idee e opinioni diverse dalle tue, penso sia la cosa più difficile del mondo.
      Però, come ho già detto altrove e come non mi stanco di ripetere, nella vita le idee si cambiano e ci sono tanti genitori, fratelli o parenti che hanno accettato di ripensare e mettere in discussione le proprie idee per amore dei figli. Ne hanno guadagnato sia come genitori sia come persone, perché grazie a quest’occasione sono cresciuti e maturati. La mia famiglia, per fortuna, ne è un esempio e di questo sarò sempre grata.
      Ragazzi, genitori, famiglie, tutti hanno bisogno di aiuto, di incoraggiamento, di sostegno perché la vita non è facile, cavolo, le cose non vanno sempre come volevi, ma l’amore serve proprio a questo…ad andare avanti, a cercare di non dividersi…
      Spero che di storie così ne sentiremo sempre meno.

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      • Hai espresso appieno il mio pensiero!
        Dopo aver letto il tuo articolo mi è capitato per caso di vedere un video da fb di una madre di un ragazzo transgender, anzi per essere corretti, di un bambino, che ha tenuto unn discorso per raccontare la storia e quello che ha passato la loro famiglia. Mi ha fatto tornare un po’ di fiducia nell’umanità, perchè anche lei faceva parte di quei genitori che non capivano e non sapevano nemmeno cosa volesse dire la parola “transgender” e soprattutto posso immaginare lo shock quando scopri che lo è tuo figlio di 4 anni.
        Ti metto il link nel caso non lo avessi visto, è davvero bello e commovente (spero che si veda)

        Buona serata! 🙂

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      • Grazie! No, non l’avevo visto e ti ringrazio di aver condiviso questo video con me e con i lettori. 🙂
        Ogni testimonianza è utile e chi ci mette la faccia con video, articoli e pagine web è ancora più utile perché sono certa che chi si trova in difficoltà trae molto coraggio da queste testimonianze!
        Buona giornata a te 😉

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      • Spero davvero che queste testimonianze di forza e coraggio possano ispirare altre persone a fare lo stesso, ad andare in giro a testa alta fieri di essere se stessi. Grazie, buona giornata anche a te! 🙂

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