“Pensavo di essere una pessima etero” e invece… Sarah e l’asessualità

L’asessualità è davvero poco conosciuta. Nel nostro mondo incentrato sul sesso è difficile pensare ad una vita senza provare attrazione fisica e chi si dichiara asessuale rischia di essere oggetto di un pregiudizio comune: forse ha qualcosa che non va, forse sta solo cercando di attirare l’attenzione, magari deve solo trovare l’uomo/la donna giusta.
Ti consiglio vivamente di leggere l’intervista di oggi con Sarah, asessuale, che chiarirà molti di questi dubbi, e la ringrazio sentitamente per aver collaborato al Progetto Interviste.

– Come hai scoperto di essere asessuale e qual è stata la tua prima reazione?
– Ho scoperto dell’asessualità tramite un’amica che casualmente affermò di identificarsi come tale. Io non sapevo cosa significasse, perciò ho fatto alcune ricerche quella sera. Non ho veramente realizzato che era qualcosa con cui avrei potuto potenzialmente identificarmi fino a qualche mese dopo.

– Cosa significa essere asessuale e come influenza la vita di ogni giorno e le relazioni?
– Essere asessuale in generale significa non sperimentare attrazione sessuale verso alcun genere. Per me personalmente, significa che non considero, e probabilmente non considererò mai, nessuno in senso sessuale. Ho scoperto che è più difficile avere a che fare con persone che cercano relazioni perché per me le relazioni sono una cosa molto diversa. Non c’è assolutamente alcuna componente sessuale in alcuna misura nella mia relazione ideale, e questo mi fa sentire un po’ isolata.

– Quali sono le più comuni reazioni delle persone quando parli della tua asessualità?
– Non ne parlo spesso in pubblico, ma le reazioni delle persone a cui l’ho detto sono state in generale positive. Spesso mi hanno fatto delle domande perché è qualcosa di così estraneo a tanta gente, ma in fin dei conti non c’è stata alcuna risposta negativa nei miei confronti finora.

– C’è una ragione biologica per l’asessualità o è un atteggiamento psicologico?
– Penso che l’asessualità sia come qualsiasi altro orientamento sessuale. Credo che ci sia una componente biologica che ti predispone nella direzione per una preferenza sessuale, ma secondo me anche l’ambiente gioca un ruolo. Ecco perché alcuni si accorgono tardi nella loro vita di avere un orientamento diverso da quello che pensavano.

– La tua asessualità è essenzialmente legata agli approcci fisici o coinvolge anche le relazioni romantiche?
– Io sono asessuale ma non aromantica. Non sono estranea all’idea di una relazione romantica, ma non sperimento quel tipo di attrazione molto facilmente – in effetti, mi è capitato solo una, forse due volte nella mia vita. Tuttavia, ci sono persone asessuali che sono anche aromantiche e non vivono affatto attrazione sentimentale; solo che io non sono una di loro.

– Non si parla molto di asessualità. Pensi che questo possa creare delle difficoltà nelle persone che ancora non hanno compreso la loro condizione? Ti piacerebbe che ci fosse più informazione riguardo all’asessualità?
– La consapevolezza e la visibilità sono tra gli ostacoli più difficili da superare per la comunità asessuale. Personalmente io non mi sono fatta troppe domande sul mio orientamento prima di sentirne parlare; pensavo solo di essere una pessima etero! Ma ho parlato con o conosciuto storie di persone che credevano di essere malate o avere qualcosa di sbagliato prima di scoprire che c’era una parola per quel che provavano. Ho sentito di persone che hanno ricevuto parole terribili quando si sono dichiarati ai loro familiari perché questi ultimi non concepivano l’asessualità. Voglio che un giorno questo non sia più un problema.

– Qual è l’atteggiamento della società verso gli asessuali? Sei mai stata vittima di bullismo o discriminazione a causa del tuo orientamento?
– Il problema con la visione che la società ha delle persone asessuali è che non ne ha veramente una. La società è così incentrata sul sesso, o almeno fino al punto che la sessualità è considerata comune e normale, che il concetto di asessualità semplicemente non passa per la testa a nessuno. Se ne sa così poco che ci sono anche rarissimi casi di discriminazione rispetto ad essa. Tuttavia, ci sono stati diversi casi di terapie riparatorie finalizzate a renderle “normali” le persone asessuali. Non sono mai stata vittima di queste circostanze o di alcuna discriminazione riguardo alla mia asessualità, e spero che presto questi episodi abbiano fine.

– Assieme all’intera comunità lgbt+, anche gli asessuali rivendicano il loro diritto a rispetto ed uguaglianza. Per che cosa combattete? Cosa pensate che sia sbagliato nella società di oggi rispetto all’asessualità?
– Come ho detto, la comunità asessuale combatte per la consapevolezza, la visibilità, l’educazione e l’accettazione. La comunità asessuale ha avuto problemi sia con gli etero sia con le comunità lgbt+ perché la natura del nostro orientamento è piuttosto una “mancanza di” orientamento. Ripeto, la società ha stabilito che il sesso è la norma in una maniera così profonda che l’asessualità è impensabile. Vogliamo solo essere trattati con lo stesso rispetto e considerazione di causa che il resto della comunità lgbt+ sta finalmente iniziando a guadagnare.

– Se potessi scegliere, vorresti cambiare il tuo orientamento sessuale o ne sei orgogliosa e felice? Perché?
– Mentirei se dicessi che non sono curiosa di sperimentare la sessualità. Mi piacerebbe provare per un giorno, decidere se fa per me oppure no, qualcosa del genere. Ma a causa del lavoro che sto facendo per diffondere consapevolezza, mettermi in contatto con questa straordinaria comunità di persone e accettare me stessa, l’asessualità è diventata una parte piuttosto importante della mia vita, non vi rinuncerei facilmente.

– Questo è uno spazio libero per te: cosa ti piacerebbe dire ai tuoi lettori?
– Mi piacerebbe dire loro di rispettare l’identità di ciascuno indipendentemente dal fatto di essere informati a riguardo o meno. Voglio che sappiano che se loro stessi stanno combattendo con problemi di identità, o col fatto che si identificano da vicino con una definizione che non è convenzionalmente conosciuta, c’è qualcuno là fuori proprio come loro che possono contattare per avere aiuto. E che se perseveri, dalla paura e dal dubbio possono nascere delle bellissime cose.

Asexuality is really a little spoken of. In our sex-centered world it’s hard to think about a life without experiencing physical attraction and those who identify themselves as asexuals may be victims of a common prejudice: maybe they have something wrong, maybe they’re just starving for attention, perhaps they just haven’t found the right one yet.
I really suggest you to read today’s interview with Sarah, asexual, which will make many things clear to you, and I sincerely thank her for taking part in the Project Interview.

– How did you find out about your asexuality and what was your first reaction?
– I found out about asexuality through a friend who had casually brought up that she had identified as such. I didn’t know what it meant, so I did some research that evening. It didn’t really hit me that it was something that I could potentially identify with until months later.

– What does it mean to be asexual and how does it affect everyday life and relationships?
– To be asexual in general means that one doesn’t experience sexual attraction to any gender. To me personally, it means that I have not, and likely will not ever view anyone in any sort of sexual way. I have found that it’s harder to relate with people who seek relationships because I see relationships in a very different way. There is absolutely no sexual component to my ideal relationship in any capacity, and it makes me feel a bit isolated.

– What are people’s most common reactions when you talk about your asexuality?
– I don’t talk about it very often to people publicly, but people’s reactions who I’ve told have generally been positive. It often resulted in questions being asked because it’s something so foreign to many people, but overall there hasn’t been any negativity for me as of yet.

– Is there a biological reason for asexuality or is it a mental attitude?
– I think asexuality’s just like any sexual orientation. I believe that there’s a biological component that steers you in the direction of one sexual preference, but I think environment also plays a role. That’s why some people might realize late in their life that they’re a different sexual orientation than they thought.

– Your asexuality is essentially related to the physical approaches or involves even romantic relationships?
– I am asexual, but I’m not aromantic. I’m not averse to the idea of a romantic relationship, but I do not experience that type of attraction very easily at all- in fact, I’ve only experienced it once, maybe twice in my life. However, there are asexual people who are aromantic and don’t experience romantic attraction; I’m just not one of them.

– Asexuality is not much spoken of. Do you think this can create some issues in people who haven’t still realized their condition? Do you wish for a more widespread information about asexuality?
– Awareness and visibility is one of the biggest hurdles for the asexual community to jump. I personally didn’t question my orientation too much before hearing about asexuality; I just thought I was very bad at being straight. But I’ve spoken with and seen the stories of people who thought they were diseased or broken before they discovered that there was a word for how they felt. I’ve heard of people who had terrible things said to them when they told their families because they didn’t understand the concept of asexuality. I want to see a day where that’s no longer a problem.

– What is the society’s attitude towards asexual people? Have you ever been victim of bullyism or discrimination because of it?
– The problem with society’s view of asexual people is that it doesn’t really have one. It’s so sexualized, or at least at a point where sexuality is considered common and normal, that the concept of asexuality just doesn’t cross anyone’s minds. It’s so unknown that there are very rarely cases of discrimination against it. However, there have been several instances of corrective sexual assaults aimed to make asexual people “normal.” I’ve never been a victim of such a circumstance, or any discrimination regarding my asexuality, and I hope that’s something that soon comes to an end.

– Along with the whole lgbt+ community, asexuals claim their right to respect and equality. What are you fighting for? What do you think is wrong in today’s society with respect to asexuality?
– As I’ve said, the asexual community is fighting for awareness, visibility, education, and acceptance. The asexual community is one that has had problems with both the straight and LGBTQ+ communities because of the orientation’s nature as more of a “lack of” an orientation. Again, society has normalized sex so much that asexuality isn’t even in its realm of thought. We just want to be treated with the same respect and knowledge of our situation that the rest of the LGBTQ+ community is finally starting to gain for themselves.

– If you could choose, would you like to change your sexual attitude or are you proud and happy with it? Why?
– I’d be lying if I said I wasn’t curious about experiencing sexuality. I’d love to try it for a day, decide whether or not it’s right for me, something like that. But because of the work I’ve put into raising awareness, reaching out to this amazing community of people, and accepting myself, asexuality has become a pretty important part of my life. I couldn’t just give it up so easily.

– Here is a free space for you: what would you like to tell your readers?
– I’d like to tell them to respect everyone’s identity regardless of whether or not you know anything about it. I want them to know that if they themselves are struggling with identity problems, or with the fact that they identify closely with a label that is not so conventionally known, that there is someone out there just like them who they can reach out to for help. And that if you persist, great things can come out of a lot of fear and doubt.

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7 thoughts on ““Pensavo di essere una pessima etero” e invece… Sarah e l’asessualità

  1. Certo che è veramente difficile immaginarsi persone asessuate. Capisco le loro difficoltà, molti penseranno ad uno scherzo. Grazie Sarah per la testimonianza e grazie Vulcanica per l’articolo

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    • Grazie a te per la visita!
      Sicuramente è un pensiero molto lontano dalla maggioranza delle persone, ma come nel caso della scala di sfumature tra omo e eterosessualità anche qui penso ci siano tante gradazioni intermedie. Esistono persone che danno al sesso un’importanza centrale nella propria vita, persone che gli attribuiscono un ruolo più limitato e anche tanti che, pur non identificandosi come completamente asessuali, tendono a considerare la vita sessuale come secondaria. Di certo la testimonianza di Sarah può aiutare qualcuno a prendere coscienza di sé.

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  2. Onestamente non sono d’accordo con chi critica il presunto “sesso-centrismo” della nostra società
    la sessualità e l’erotismo,il desiderio sessuale sono comuni, fanno parte dell’umano e della vita della gran maggioranza di noi, chi più chi meno,e sono desiderabili per la maggioranza degli esseri umani, chi più chi meno..tanto che in tante parti del mondo la sessualità è ancora repressa.
    Questo non deve impedire alla minoranza asessuale (che non è asessuata però, quella è un’altra cosa) di vivere la sua vita.
    Io (e non solo io) non credo nell’amore platonico: per me il sesso e la passione erotica sono componenti non sufficienti da sole ma necessarie in una relazione amorosa, non potrei mai stare con una persona che non mi desidera e mai mi desidererà come io la desidero..detto questo, rispetto le scelte di tutti

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    • la sessualità e l’erotismo,il desiderio sessuale sono comuni fanno parte dell’umano

      e così anche l’amore romantico, passionale (o meno)

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      • Ciao, grazie per la visita e per il commento.
        Credo che tutto dipenda da cosa intendiamo con “sessocentrismo”.
        In primo luogo, come tu stessi sottolinei, è importante che il fatto che l’attrazione sessuale sia diffusa e primaria nella vita di molti non implichi alcun genere di discriminazione, violenza o mancanza di rispetto nei confronti di coloro che non la provano. Quello che Sarah sottolinea nell’intervista è che, proprio in quanto tendenza nettamente minoritaria, quella asessuale sia una attitudine difficile da riconoscere e da spiegare anche agli altri.
        In secondo luogo, sono d’accordo con te nel dire che la libera espressione della propria sessualità ed erotismo, nelle diverse forme che può assumere, è una parte importante dell’essere umano e va difesa. Ma mai imposta. Il sessocentrismo che mi sento di criticare è quello che pretende di confinare uomini e donne all’interno di ruoli precisi, legati all’immaginario comune della sessualità, e in questo modo va a limitare proprio la capacità e il desiderio di ognuno di interpretare e vivere il sesso a proprio piacimento. Se invece parliamo di erotismo, di passione vissuta senza imposizioni e senza repressioni, allora non c’è proprio niente da criticare, anzi, ben venga! 😉

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      • la difficoltà a spiegarsi è comune, in varie forme, a tutte le minoranze, credo

        per il resto la mia regola è che ci sono tanti modi di intendere e vivere il sesso, l’affettività, e la propria identità di genere, alcuni di questi modi sono statisticamente più frequenti di altri ma sono tutti legittimi e autentici

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