…Questione di gaydar!

Il gaydar, ovvero: il misterioso sesto senso che secondo la leggenda permette agli omosessuali (non ho mai capito se i bisex sono inclusi o no!) di riconoscersi. Esiste davvero? Molti giurano di sì, altri alzano le mani e dichiarano: “Il mio dev’essere rotto.”
L’argomento è interessante, anche perché immediatamente dopo la presa di coscienza: “Ma io sono gay!” arriva la domanda: “E adesso come faccio a incontrare qualcuno?” E il gaydar…beh, è utile.
Quella che segue è, come al solito, solo la mia personale e discutibile risposta alla domanda: ma esiste il gaydar?
Andiamo per punti.

Punto uno: il gaydar esiste, sì. Secondo me esiste. Intanto, come ho fatto notare nello scorso post, nel mondo lgbt ci sono delle mode. Capi d’abbigliamento particolari, gioielli, atteggiamenti, tagli di capelli. Non significa che tutti i ragazzi con l’orecchino siano gay o al contrario che tutte le lesbiche abbiano i capelli corti! Ma alcuni segni, diciamo, ti portano nella giusta direzione. In questo non c’è niente di soprannaturale o di istintivo, solo un po’ di sana abitudine ed esperienza, e si allena l’occhio col tempo. 😉

Punto due: il gaydar esiste, ma non è solo sesto senso, ed è la vera ragione per cui scrivo questo post. Il gaydar, secondo me, è la naturale conseguenza del non eterosessimo nella mente delle persone lgbt. Che significa?
La nostra società parte dal presupposto che tutti siano etero. Ogni altro orientamento sessuale o identità di genere è visto quindi come una deviazione dalla norma.
Una persona omo/bi/transsessuale, quando incontra qualcuno, non pensa di avere davanti una persona eterosessuale. Sa solo di avere davanti una persona. Si chiede: è etero o no? E in base alle parole, ai gesti, al comportamento di quella persona cerca di rispondere. A volte può indovinare, altre volte no, ed è questo che chiamiamo gaydar.
Ma gaydar, secondo me, significa solo non dare niente per scontato. Significa non giudicare a priori qualcuno, non assumere che sia etero. A volte mi sono chiesta come facessero alcune persone a non rendersi conto dell’omosessualità di qualcuno che per me era assolutamente palese e poi mi sono risposta: non sono io che ho un gaydar miracoloso, sono loro che non prendono in considerazione l’eventualità. Ti faccio un esempio: hai presente quando metti gli occhiali e per la prima volta noti quante altre persone portano gli occhiali? Oppure quando hai il mal di denti e inizi a guardare la dentatura di tutte le persone che incontri per scoprire se anche loro hanno il tuo stesso problema? Ecco, qualcosa di simile. Non si tratta di vedere ciò che gli altri non vedono ma di cercare ciò che gli altri non guardano.

Non siamo tutti eterosessuali. Anche se non sei gay, fai la prova, quando sei in mezzo alla gente, sull’autobus o sul treno, in strada. Guarda le persone attorno a te e pensa a quali fra loro potrebbero essere omosessuali. Non ti garantisco che indovinerai, ma col tempo svilupperai anche tu un gaydar!
E, cosa molto più importante, ti sarai levato dalla mente un pregiudizio.

Vulcanica

PS: dalla prossima settimana, come anticipato sulla mia pagina Facebook, darò il via al Progetto Interviste. Voglio rivolgere domande a persone di diverso orientamento sessuale, età e esperienze di vita e condividere le loro testimonianze in modo che possano essere d’aiuto e di ispirazione a tutti. Se hai voglia di partecipare (in forma anonima o firmandoti), fammelo sapere attraverso il blog o l’indirizzo vulcanica.nessunarmadio@gmail.com! Ogni contributo è importante!

Gaydar: that mysterious sixth sense which, according to the legend, allows homosexuals (I never realized if bisexuals are included or not) to recognize each other. Does it really exist? Many people swear it does, other state: “Mine must be broken down.”
It’s an interesting topic, especially because right after realizing: “Actually I’m gay!” there comes the question: “How do I meet other people?” And gaydar…well, it’s useful.
The following is, as always, only my personal and questionable answer to the question: does the gaydar really exist?

First point: yeah, gaydar does exist. In my opinion it does. However, as I noticed in the last post, there are trends in the lgbt world. Particular clothes, jewelry, behaviour, haircut. It doesn’t mean that all men with earrings are gay or vice versa that all girls with short hair are lesbian! But some signs, let’s say, may lead you towards the right direction. There’s nothing supernatural or instinctive in this, just habit and experience, and in time you’ll get used to it. 😉

Second point: gaydar exists, but it’s not just sixth sense, and that’s the real reason why I’m writing this post. Gaydar, in my opinion, is the natural consequence of the non-heterosexism in lgbt people’s minds. What does that mean?
Our society assumes everyone to be straight. Every different sexual orientation or gender identity is then seen as a deviation from the norm.
A homo/bi/transsexual person, when meeting someone, doesn’t think of him or her as a straight person, but just as a person. He/she will wonder: is it straight or not? And tries to answer according to its words, gestures, behaviour. Sometimes we guess right, sometimes we don’t, and that’s what we call gaydar.
But gaydar, to me, just means not taking anything for granted. It means not judging someone at first glance, not assuming he or she must be straight. Sometimes I wondered how could someone not realize the homosexuality of a person which was absolutely gay for me and then I answered: it’s not that I have an amazing gaydar, but it’s them who are not taking into account that possibility. Here is an example: do you know when you buy your first glasses and for the first time realize how many other people wear glasses? Or when you have a toothache and start looking at everyone’s teeth to find out if they have the same problem? Well, it’s something like that. I’ts not about seeing something other people can’t see, it’s about looking for something other people don’t look for.

Not everyone is straight. Even if you’re not gay, give it a try, when you’re among people, on the bus or on the train, on the street. Look at people around you and think of who among them could be gay. I don’t assure you’ll guess it right, but in time you’ll have a gaydar too!

And, most important, it’s one less prejudice in your mind.

PS: from the next week I’ll start with the Interview Project. I’ll ask questions to people of different sexual orientation, age and life experiences and I’ll share their stories so that they may be heplful and inspiring for everyone. If you feel like taking part (you can use your name or be anonymous) just let me know on the blog or at the addres vulcanica.nessunarmadio@gmail.com! Every contribution is important!

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