L’altra metà dell’amore…senza la poiana!

Qualcuno mi ha detto: “Se voi ascoltate musica gay, indossate vestiti gay, leggete libri che parlano di gay e andate in locali gay non potete lamentarvi di essere discriminati. Vi ghettizzate da soli, dovete sempre far notare chi siete.”

Penso che una replica possa essere interessante.

In primo luogo, noi potremmo paradossalmente far notare la stessa cosa agli etero. Ci hai mai pensato? “Voi vi vestite da etero, ascoltate musica da etero, guardate film da etero e frequentate locali da etero. Io sono gay e mi sento escluso/a.” Suona come una stupidaggine, vero?
Perché è una stupidaggine! Ma lo è anche quando è la maggioranza a usarla contro la minoranza. La discriminazione non ha niente a che fare con questo. Una persona vale non in base alla sua identità di genere o al suo orientamento sessuale, ma in base a quel che pensa, che dice, che fa. Discriminazione è essere vittima di bullismo, violenza, insulti, mobbing, discriminazione è non avere gli stessi diritti di una coppia eterosessuale. Non ha niente a che fare con i gusti e lo stile di vita.

Detto questo, è vero che esistono abiti, musica, libri, film “da gay”?
In un certo senso è vero, sì. Naturalmente non significa che tutti gli omo/bi/transessuali si identifichino in una certa cultura, ma ci sono dei punti di riferimento, delle mode, delle tendenze piuttosto comuni. Riprenderò questo argomento più in dettaglio nel prossimo post, nel quale parlerò del gay radar.
Per adesso quel che mi interessa dire è che, in ogni caso, se esistono libri, film, canzoni, vestiti, locali considerati “da gay” è essenzialmente perché la nostra cultura è e ci tiene ad essere esclusivamente eterossesuale. Un esempio? La maggior parte dei libri che parlano di storie omosessuali, indipendentemente dalla loro qualità letteraria, sono ben conosciuti nella comunità lgbt ma molto meno al di fuori. Negli ultimi tempi si registrano eccezioni, specie in campo cinematografico, ma si tratta soprattutto di film e libri di denuncia. Questa è una cosa positiva, ma ancora nella nostra cultura manca la rappresentazione della quotidianità gay, della vita di tutti i giorni, di un amore che storicamente è sempre esistito ma è sempre stato nascosto e silenzioso, una vergogna troppo grande per essere ritratta nei libri, nei film, nelle canzoni, se non per stereotipi o in senso strettamente erotico.

L’amore è amore: le emozioni del primo bacio sono le stesse indipendentemente dal sesso di chi ne prende parte, un eterosessuale può identificarsi nelle parole di una canzone scritta da una donna per una donna, un omosessuale può commuoversi per una storia tra un ragazzo e una ragazza. Però, fino a poco tempo fa e in parte ancora oggi, questo è uno scambio a senso unico: sono quasi sempre i gay a doversi riconoscere nella cultura etero e non il contrario. Di conseguenza è naturale che quando finalmente trovi un libro, un film, una canzone che “parla” di te lo senti particolarmente vicino. Ti ricorda che non sei un’eccezione, ti aiuta a conoscerti e comprenderti meglio.

A mio avviso, quindi, non c’è alcuna ghettizzazione: non esistono “cose da gay” e “cose da etero” e sarebbe bello se quelle opere e quegli stili di vita che rappresentano la cultura lgbt diventassero solo una delle tante espressioni di arte e di vita, al pari di quella etero, senza che l’apprezzare un film o il frequentare un locale abbia nulla a che vedere con l’orientamento sessuale dell’interessato.

In conclusione, che ognuno viva come preferisce e se riconoscersi nella comunità lgbt e sperimentare un senso di appartenenza aiuta ad essere più sereni, tanto meglio. Ma la ghettizzazione, quella vera, è un’altra cosa.

Vulcanica

Uno dei film cult del mondo lesbico. Quasi tutte le lelle lo conoscono, quanti etero invece? :)

Uno dei film cult del mondo lesbico. Quasi tutte le lelle lo conoscono, quanti etero invece? 🙂

Someone told me: “If you listen to gay music, wear gay clothes, read books about gay people and hang out at gay bars you can’t complain about being discriminated. You ghettoize yourself, you always point out who you are.”

I think it’s worth a reply.

First of all, we could paradoxically note the same thing with respect to straight people. Have you ever thought about it? “You wear straight clothes, listen to straight music, watch straight movies and hang out at straight bars. I’m gay and I feel left out.” It sounds pretty stupid, doesn’t it?
Because it is! But it also is when it’s the majority who uses it against the minority. Discrimination has nothing to do with it. A person is worth not depending on his or her gender identity and sexual orientation, but depending on what he or she thinks, says, does. Discrimination is being victim of bullying, violence, insults, mobbing, discrimination is not having the same rights of a straight couple. It has nothing to do with tastes and lifestyle.

This said, is it true that there are “gay” clothes, music, books, movies?
In some way yeah, it is. Obviously that doesn’t mean that all homo/bi/transsexual people identify themselves in a certain culture, but there are reference points, trends and tendencies which are most common. I’ll talk about this later again in the next post about gay radar.
For now what I want to say is, however, that if there are books, movies, clothes, bars that are considered “gay” it’s essentially because our culture is, and is firmly intended to be, exclusively straight. An example? Most of books about gay relationships, regardless of their literary quality, are well known in the lgbt community but much less outside. Lately there have been some exception, especially in the cinematographic field, but it’s mostly for movies of denunciation. This is a great thing, but still our culture lacks representations of everyday gay life, of daily routines, of a love that historically has always existed but has always been hidden and silent, too much of a shame to be portrayed in books, movies, songs, if not as stereotypes or in a strictly erotic sense.

Love is love: the emotions of the first kiss are the same regardless of the gender, a straight person can empathize with the words of a song written by a woman for a woman, a gay person can be touched by a story between a boy and a girl. But until recent years and partially still today this is a one way exchange: it’s almost always gay people who have to identify in a straight culture and not the inverse. Therefore it’s natural that when you finally find a book, a movie, a song “talking” about you, you feel it particularly close to you. It reminds you that you’re not an exception, it helps you to know and understand yourself better.

Thus, in my opinion, there’s no ghettoization: there are no “gay-like” and “straight-like” things and that would be awesome if those tastes and lifestyles which represent the lgbt culture became only one of many different expressions of art and life, just like the straight ones, and appreciating a movie or hanging out at a bar had nothing to do with one’s sexual orientation.

In conclusion, let everyone live as they want and if identyfing with and belonging into the lgbt community helps living more happily, all the better. But discrimination, the true one, is all another thing.

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7 thoughts on “L’altra metà dell’amore…senza la poiana!

  1. Personalmente mi divertono molto di più le “cose da gay”.. non è discriminazione, semplicemente è quieto vivere. un esempio? Siamo al mare, io e la mia ragazza, abbiamo speso una marea di soldi per la vacanza, la prima insieme. Stiamo sguazzando sott’acqua, ci anneghiamo a vicenda, compro la cover subacquea, ci spariamo mille selfie, poi boh, momento tenero, ci diamo un bacio. Lei si gira un attimo e la vedo abbastanza tesa: c’è un gruppetto di ragazzi che punta il dito e ride. Dopo aver passato un pomeriggio a trattenerti, perchè i commenti ti urtano e non hai voglia di storie, metti una bella croce su quella spiaggia e inizi a cercare quelle “gayfriendly” sperando che siano così friendly da avere un 80% di popolazione omosessuale, così ti fai la tua vacanza in pace e serenità..

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    • Ti capisco.
      Infatti, non so se sono riuscita a esprimerlo come avrei voluto nel post, non condanno assolutamente che esista un mondo gay friendly, anzi, per fortuna che esiste! Personalmente piace anche a me.
      Quel che volevo è rispondere a chi dice: “Se però vai in vacanza nei posti gay friendly ti discrimini da solo” e fargli capire che:
      a) come hai detto tu, a volte si tratta di quieto vivere, e che quindi non siamo affatto noi a ghettizzarci ma semmai qualcun altro a ghettizzare noi…
      b) la nostra cultura, in tutte le sue accezioni, purtroppo è esclusivamente etero. Purtroppo non solo per noi, che spesso ci sentiamo lasciati da parte, ma anche per gli altri che perdono un’occasione di conoscere e arricchirsi.
      Detto questo…prima di andare in vacanza con la mia ragazza chiederò consigli a te! 😀

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      • No ma infatti era un commento di supporto alla tua teoria.. É capitato anche a me che mi dicessero “ah ma non è giusto che voi alle serate etero potete andare, invece noi etero non possiamo entrare a quelle gay”.. Probabilmente perché solitamente non sono i gay a guardare male la gente che limona 😉

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      • Mah, sinceramente quello che ti hanno detto mi pare privo di senso. Alle serate gay è pieno di etero che si divertono in pace e, come hai giustamente detto tu, nessuno li insulta se si baciano fra loro.
        Per non parlare del fatto che tantissime di quelle che sono nate come mode gay o “segni di riconoscimento” per aiutare i nostri radar adesso vanno alla grande tra gli etero, col risultato che non ci capiamo più niente…chissà quanti di loro sanno che l’anello al pollice e la rasata laterale l’abbiamo inventati noi? 😛
        Ovviamente scherzo, lo dico se qualche polemico venisse a leggere. Io sono felice di vedere etero alle serate gay, perlomeno ci conoscono meglio e imparano che non siamo il demonio! 😉

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  2. Che poi se uno ci pensa, anche la fede al dito è un grande segno di ostentazione etero! Fortunatamente film come Brokeback mountain o telefilm come Modern Family stanno portando un po’ di cultura gaya mondo etero

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    • Hai ragione, non ci avevo pensato.
      Ad ogni modo io non sono contraria alla “ostentazione” dell’amore: alle fedi, al tenersi mano nella mano, al baciarsi in strada. Non ci vedo niente di male. Le cose da nascondere sono ben altre.
      Solo che pretendo che questo sia un diritto di tutti, perché non esistono amori di serie A e di serie B.
      Fatta questa precisazione un po’ off topic, è vero, negli ultimi tempi qualche segno di inversione di tendenza c’è, anche se a volte è un po’ su due binari. Della serie il gay nel film mi fa commuovere ma il gay vicino di casa non ce lo voglio.
      Penso ad esempio alle celebrità che si affannano a raccontare ai giornalisti di “quella volta a quindici anni che baciai una ragazza” per far parlare di sé quando invece tantissime persone sul mondo del lavoro, e anche nel mondo dello spettacolo o dello sport, sono seriamente costrette a nascondersi per evitare di essere discriminate.

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  3. Pingback: …Questione di gaydar! | nessun armadio

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