Le cose cambiano!

Ho passato gli ultimi giorni a masticare in testa i miei pensieri chiedendomi di cosa parlare nel post della settimana.
Non mi mancano le idee, assolutamente, tanto più adesso che il mondo sembra essersi finalmente accorto dell’esistenza delle persone lgbtqi e proprio nel nostro paese la discussione che ci riguarda da vicino è sulla bocca di tutti. Per inciso, è proprio questo il problema: una valanga di parole in cui ciascuno si sente in diritto di rendere nota la propria opinione, per quanto strampalata, confondendo la libertà di espressione con la pretesa di ostentare le peggiori manifestazioni di volgarità, maleducazione e ignoranza.
Non mi mancano le idee, ma non è facile. Il progetto di questo blog è pensato come un’interazione tra me e te, un dialogo, non un monologo in cui mi esprimo soltanto io. Capisco che ci vuole tempo perché anche altre persone se la sentano di comunicare, ma per adesso devo essere io a capire che cosa ti interessa leggere, di cosa vorresti che parlassi, su che cosa hai bisogno di riflettere. E non sono certo l’unica che ci sta provando, per fortuna: di siti, progetti, blog, forum gay friendly se ne trovano sempre di più (alcuni tra questi saranno via via pubblicizzati sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/nessunarmadio).
Per oggi, però, ho voglia di raccontare solo una cosa che mi è successa, una cosa bella che mi ha rallegrato la giornata, e spero faccia lo stesso effetto a te. Negli ultimi tempi ho fatto amicizia con una ragazza che viene da un paese straniero, uno di quelli in cui essere gay può costarti, se non la vita, di certo il tuo posto nella società, ed è di religione musulmana. Non avevo intenzione di parlarle di me, ma alle domande dirette non sono capace di rispondere con una bugia, e così quando mi ha chiesto se sono fidanzata le ho risposto di sì.

“What does he do?”, ha domandato lei.
“She. She’s a girl” ho risposto, e lei ha sorriso. Lì per lì ho pensato che non avesse capito, come capita spesso dialogando in una lingua straniera, poi la conversazione si è spostata su altri argomenti.
Alla fine, salutandoci, lei mi ha detto: “Send my greetings to your girlfriend”, “Salutami la tua ragazza”.

Aveva capito eccome. Non ha manifestato alcun segno di sorpresa o di disapprovazione, non mi ha domandato niente, con una disinvoltura e una naturalezza che in molte persone del mondo occidentale non ho trovato.

Se penso ai genitori che si ostinano ad allontanare da sé i propri figli, agli amici che non rispondono più al telefono quando ti decidi a dichiararti con loro, ai datori di lavoro che trovano pretesti per non assumere delle persone queer, se penso alle famiglie spezzate dall’intolleranza e dall’incapacità di comprendere, mi dispiace, non riesco a trovare scusanti per loro. Non parlo del primo impatto, dello sconvolgimento, della preoccupazione, della frustrazione che si prova nel venire a sapere la verità, ma parlo del dopo. Dei lunghi anni in cui si ha il tempo di riflettere e di scoprire che l’amore e il rispetto che provi per una persona sono più importanti delle tue opinioni e che forse quelle opinioni, per definizione, sono imperfette e migliorabili. Parlo del totale rifiuto di cambiare punto di vista, di mettere in discussione le proprie convinzioni.

Non è vero che non si può essere diversi, che dalle tradizioni non si può fuggire. Cambiare è possibile, comprendere è possibile, dialogare è possibile, per tutti noi, indipendentemente dal paese di provenienza, dalla cultura in cui siamo cresciuti, da quel che ci è stato insegnato. Può essere più o meno impegnativo, ma è sempre possibile. E, per quanto si sforzino di impedirlo, alla fine il futuro sarà migliore del passato.

Vulcanica

I passed my last days chewing thoughts in my mind and wondering what to talk about in this week post.
I don’t lack ideas, indeed, particularly now that the world seems to have finally realized about the existence of lgbtqi people and actually in Italy everyone’s discussing about us. By the way, that’s the real problem: a flood of words in which everyone thinks he has the right to show off his opinion, no matter how foolish it is, mixing the freedom of expression up with the claiming of exhibiting the worst manifestations of ignorance and vulgarity.
I don’t lack ideas, but it’s not easy. This blog has to be a dialogue between me and you, not a monologue in which I only express mtself. I know it takes time for other people to feel like communicating, but by now I have to understand what you’d like to read, what you want me to talk about, what you need to think about. And I’m not the only one trying to do this, luckily: gay friendly sites, blogs, forums and projects are constantly increasing (some of those will be promoted on my Facebook page https://www.facebook.com/nessunarmadio).
But today I just want to tell you something that happened to me, something that made my day, and hope it does the same to you. Lately I’ve become friends with a foreign girl, who comes from one of those countries where being gay can cost you, if not your life, surely your place in the society, and she’s a muslim. I had no intention of telling her about me, but I’m not able to answer direct questions with a lie, so when she asked if I’m engaged I answered yes.

“What does he do?”, she asked.
“She. She’s a girl” I answered, and she smiled. I just thought she hadn’t understood, like often when speaking a foreign language, and then we got to talk about other topics.
At the end, saying goodbye, she said to me: “Send my greetings to your girlfriend”.

She had understood. She showed no sign of surprise or disapproval, she asked me nothing, with a nonchalance and simplicity I couldn’t find in many western people.

If I think about parents who break with their children, friends who no longer answer the phone after your coming out, employers who refuse to hire queer people, if I think about families broken by their unability to understand, I’m sorry, I can find no excuses for them. I’m not talking about the first impact, the shock, the worrying and frustration you feel in finding out the truth, I’m talking about later on. The following years during which one has time to think and find out that love and respect you feel towards someone are stronger than your opinions and that maybe those opinions are by definition imperfect and can get better. I’m talking about the total rejection of changing one’s mind, of bringing one’s certainties into question.

It’s false we can’t be different, it’s false we can’t escape from tradition. Changing is possible, understanding is possible, talking is possible for us all, regardless of when we come from, what culture we grew in, what we were taught. It can be more or less demanding, but it’s always possible. And, no matter how much they try to prevent it from happening, at last our future will be better than out past.

Annunci

9 thoughts on “Le cose cambiano!

  1. io penso che il cambiamento è possibile dal momento in cui la parte “chiusa” abbia voglia di imparare a pensare diversamente. Ogni tanto spero che anche a casa mia arrivi “l’illuminazione”. Poi mi rendo conto che l’unica opzione è andare via. E me la prendo un sacco, perchè per la “religione” si è disposti anche a perdere una figlia. Spero che dopo la laurea e dopo un trasferimento, le cose inizino a cambiare anche a casa mia..
    La parte bella della mia storia invece, è che a tranne due persone, tutti quelli con cui ho fatto coming out, sono stati un sacco tranquilli e mi hanno dimostrato tanto tanto affetto!

    Mi piace

    • Ciao, grazie per essere venuta a trovarmi! Mi dispiace per i tuoi genitori. Purtroppo, quando si parla di reazioni ostili dettate dalla paura o dalla non conoscenza della nostra realtà mi sento ottimista e propositiva, ma quando il freno al dialogo e all’apertura viene dalla religione ho molte difficoltà a esserlo. L’altro lato della medaglia è che per fortuna ci sono molti credenti che appoggiano la nostra causa e sostengono la necessità anche per tutti noi di vivere liberamente invece di reprimerci e soffrire. Ma quanto agli altri, quelli che, come scrivi, sono disposti a perdere una figlia piuttosto che cambiare idea, non riesco a immaginare le loro ragioni. Perché? Cosa vedono di sbagliato in te? Un figlio è un dono di Dio, no? E stimano così poco il loro Dio da credere che gliene abbia inviata una “difettosa”? … 😦

      Liked by 1 persona

      • Il problema é che quando la fede supera ogni limite, i figli sono obbligati a seguire la religione dei genitori, senza avere libero arbitrio. Meglio dire che il libero arbitrio c’e, esiste, io ho scelto di non andare più in chiesa, io ho scelto di essere quella “diversa” della famiglia ma al prezzo di avere un rapporto penoso con i miei genitori.. Mia madre secondo me sta affrontando un grandissimo conflitto interiore.. Perché si trova a rendersi conto che forse sua figlia ha davvero una relazione con una donna, blasfemia, però le vuole bene. Dall’altra parte entrerebbe in conflitto con la figura di mio padre, uomo di chiesa con in certo ruolo. Non essendo poi cosi egoista come mi descrivono, decido dj tenermi la mia vita per me, evitando di compromettere il loro rapporto, e la loro sanita mentale. Per quanto riguarda l’omosessualità, c’e poco da fare. Per loro é un vizio. Ho sentito discorsi del tipo che “si nasce con la propensione verso questo vizio”. E quindi non sono difettosa, ma sono peccatrice. .-.

        Mi piace

      • Rispetto e ammiro il tuo coraggio nel pensare con la tua testa e il tuo atteggiamento non apertamente polemico nei loro confronti per evitare di peggiorare la situazione.
        Onestamente non so come agirei al tuo posto e posso solo immaginare quanto faccia male. Il bene che voglio ai miei genitori si scontrerebbe con il mio totale rifiuto di accettare che per loro l’amore che provo per la mia ragazza sia un “vizio”, proprio perché per me quell’amore è donare corpo e anima ed è quanto di più vicino a qualcosa di sacro, di puro, di pulito.
        Ed è assurdo, perché noi parliamo di amore e anche la religione dei tuoi genitori, almeno la parte migliore di quella religione, parla di amore. Che siamo destinati a non comprenderci e a farci a pezzi è veramente triste e doloroso.

        Liked by 1 persona

  2. La religione a mio avviso è solo uno scudo, una scusante, perchè è “rassicurante”: un insieme di regole che ci impongono come vivere e come essere e per le generazioni passate era un’ancora di salvezza a cui piaceva credere. Molti sono seriamente convinti, moltissimi, a mio avviso, sono solo ignoranti, non nel senso propriamente dispreggiativo, ma nella linea in cui “ignorano”, “non conoscono”, perchè seriamente non sapevano nemmeno leggere e scrivere e il prete era l’unica persona acculturata che spiegava e insegnava esclusivamente ciò che conosceva.
    Posso immaginare quanto sia doloroso che un genitore non ci dia il nostro appoggio e che non vada oltre, ma non dobbiamo portarci addosso il fardello della loro ottusaggine, perchè la vita è una, ed è la nostra. Il mondo tornerà a evolversi.. si TORNERA’ … perchè nell’antica Roma, omosessuali, bisex, incensti (non tollorabili, questi ultimi, ovviamente!) erano “normalità”, era “virilità”.
    Perseguiamo la strada della nostra coscienza e del nostro benessere. Sempre.

    Mi piace

    • Grazie per la tua visita!
      Parlare di religione è sempre molto difficile e mi mette a disagio. Da una parte c’è lo Stato, che deve essere laico, e quindi non ho alcuna remora a dichiarare che tutti i credenti, in qualsiasi cosa credano, devono mettersi l’anima in pace e permettere a chi non professa la loro stessa fede di avere comunque i diritti civili che gli spettano, e questo è un discorso politico. Dall’altra parte ci sono i credenti, le persone, i genitori che ti sbattono la porta in faccia perché non vivi secondo le loro idee, e qui non c’è politica che tenga: è doloroso. Ognuno segue la propria coscienza e l’accettazione, la tolleranza non si possono “imporre” al singolo come delle leggi che devono valere per tutti.
      Temo che di fronte a questo l’unica cosa da fare sia, come hai detto tu, seguire la propria coscienza e la propria felicità e nient’altro. Sperare che i nostri esempi di vita e le nostre esperienze possano spingere gli altri a mettersi in discussione e riconoscere che forse, dopotutto, non si vive di soli precetti.

      Liked by 1 persona

  3. Penso che anche la visione cattolica stia cambiando. Ciò che sta dicendo Papa Francesco è puro marketing: non ha detto nulla che non fosse già scritto sul Catechismo, dove c’è una separazione ipocrita tra “peccato” e “peccatore”, tra “tendenze omosessuali” e “atti omosessuali”. Non c’è nulla di nuovo sotto il Sole, quindi. Tuttavia una buona fetta di opinione pubblica è convinta del contrario: è convinta che la Chiesa si stia aprendo i gay. E questa cosa potrebbe essere fondamentale in un Paese in cui conta più l’apparenza che la realtà. Sento un clima sempre più favorevole, sento che le cose stanno cambiando davvero: non nella Chiesa, ma nell’opinione pubblica. Voi che ne pensate?

    Mi piace

    • Ciao, grazie per la visita e per il commento.
      Da atea, cerco sempre di stare molto attenta quando parlo di religione, perché è una sfera che non mi appartiene e non voglio offendere nessuno. Quindi non mi sento in grado di valutare quanto e con quanta sincerità la Chiesa stia cambiando atteggiamento nei confronti dei gay, ma ho l’impressione che se lo fa è soprattutto in conseguenza del fatto che moltissime persone, e quindi anche tanti credenti, hanno ormai superato certi pensieri e atteggiamenti. Come dici tu, è l’opinione pubblica che ha una mentalità più aperta rispetto al passato. Ormai il tempo è maturo per dei cambiamenti che fino a pochi anni fa sarebbero stati inimmaginabili e che ora invece sono naturali.
      D’altra parte, però, è ancora difficile per molte persone accettarsi e essere liberamente se stesse e la società non aiuta affatto. Per questo credo che ora più che mai sia importante parlare, pretendere visibilità, combattere affinché quella che è una tendenza generale alla maggiore apertura e tolleranza diventi realtà di tutti i giorni, sia nelle leggi sia per le strade, nelle case, nelle scuole e nelle parrocchie.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...